Maire punta sui metalli critici: Nextchem acquisisce la svedese Meab per 8 milioni di euro
Maire punta sui metalli critici: Nextchem acquisisce la svedese Meab per 8 milioni di euro
L’operazione rafforza le tecnologie per il recupero e la purificazione di metalli strategici e terre rare. Closing nel quarto trimestre con un earn-out fino a 4 milioni legato ai risultati futuri. Il 27 ottobre la trimestrale: le stime di Equita

di Francesca Gerosa 20/10/2026 07:10

Ftse Mib
48.894,66 9.11.55

-0,39%

Dax 30
25.201,80 9.11.29

-0,47%

Dow Jones
51.966,03 8.55.53

-0,07%

Nasdaq
26.433,73 7.25.15

+1,11%

Euro/Dollaro
1,1229 8.59.42

+0,18%

Spread
109,89 9.26.21

-2,06

Maire accelera sulle tecnologie per le materie prime critiche e sull’economia circolare. La controllata Nextchem ha firmato accordi vincolanti per acquisire il 100% di Meab Ab, società svedese, e Meab GmbH, con sede in Germania, specializzate nelle tecnologie e nei servizi di ingegneria per la separazione, il recupero e la purificazione di metalli critici, strategici e preziosi, oltre che delle terre rare.

Nextchem acquisisce Meab per 8 milioni di euro

L’operazione prevede un corrispettivo iniziale di 4 milioni di euro, su base debt-free e cash-free, soggetto ai consueti aggiustamenti al closing, a cui si aggiunge una componente variabile fino a ulteriori 4 milioni, subordinata ai risultati economici delle società nei quattro esercizi successivi. Il perfezionamento dell’acquisizione è atteso nel quarto trimestre del 2026.

L’investimento si inserisce nella strategia di crescita di Nextchem, piattaforma tecnologica del gruppo Maire, e punta a rafforzarne la presenza nella chimica inorganica e nelle soluzioni per la valorizzazione delle risorse minerarie. Un mercato destinato a guadagnare rilevanza con l’avanzare dell’elettrificazione e della digitalizzazione, processi che richiedono un approvvigionamento affidabile di materie prime strategiche.

Fondata in Svezia nel 1970, Maeb ha sviluppato competenze proprietarie nei processi idrometallurgici e nell’estrazione con solventi, tecnologie che consentono di separare e recuperare selettivamente i metalli contenuti nelle materie prime e nei flussi di scarto. Il suo modello di attività copre l’intera filiera tecnologica: dalla ricerca applicata e dalle prove di laboratorio agli studi di fattibilità, fino alla progettazione degli impianti, alla fornitura di apparecchiature specialistiche e all’assistenza durante l’avviamento e l’ottimizzazione delle prestazioni.

Il gruppo conta oltre 20 ingegneri specializzati e due centri di ricerca applicata, nell’area di Göteborg e ad Aquisgrana. Con il completamento dell’operazione, entrambe le strutture entreranno nella rete di Nextchem, ampliando le capacità di ricerca e sviluppo e integrando competenze tecnologiche complementari a quelle già presenti nel gruppo.

Le sinergie con la chimica e il recupero delle risorse

Il razionale industriale dell’acquisizione va oltre l’ingresso in un nuovo segmento tecnologico. Le competenze di Meab potranno ampliare l’offerta di Nextchem nella valorizzazione delle risorse minerarie e dei residui di processo, creando nuove opportunità nel recupero di metalli e materiali ad alto valore aggiunto.

Un’area di complementarità riguarda, inoltre, la purificazione dell’acido fosforico, ambito nel quale le nuove competenze potranno contribuire allo sviluppo di soluzioni per ottenere prodotti ad elevata purezza. L’integrazione delle tecnologie di separazione e purificazione potrebbe quindi consentire a Nextchem di proporsi su un ventaglio più ampio di applicazioni industriali, facendo leva sulle sinergie tra processi chimici e recupero selettivo delle materie prime.

Un altro asse strategico è rappresentato dall’economia circolare. La possibilità di recuperare metalli e altri materiali da flussi secondari risponde all’esigenza delle industrie di ridurre gli sprechi, valorizzare residui che altrimenti potrebbero essere destinati allo smaltimento e migliorare l’efficienza nell’impiego delle risorse. In questo contesto, le tecnologie idrometallurgiche assumono un ruolo importante nel rendere economicamente e industrialmente praticabile il recupero di componenti di valore.

Una crescita mirata

La struttura finanziaria dell’operazione combina un prezzo iniziale contenuto con un earn-out di pari importo massimo. Ai 4 milioni di euro previsti al closing potranno aggiungersi altri 4 milioni in funzione dei risultati economici conseguiti da Meab nei quattro esercizi successivi. Il valore complessivo potenziale dell’acquisizione arriva così a 8 milioni di euro, prima degli eventuali aggiustamenti contrattuali.

La componente variabile lega una parte del corrispettivo alle performance future delle società acquisite, mentre la dimensione dell’investimento iniziale consente a Maire di rafforzare il proprio portafoglio tecnologico attraverso un’operazione mirata, facendo leva su competenze specialistiche già sviluppate e su una presenza consolidata nei mercati di riferimento.

«L’acquisizione di Meab rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita di Nextchem nelle tecnologie per le materie prime strategiche e critiche», ha dichiarato Fabio Fritelli, managing director di Nextchem. Le nuove competenze, ha aggiunto, amplieranno l’offerta del gruppo in modo complementare, aprendo opportunità di sviluppo in mercati ad alto potenziale e contribuendo a una gestione più sostenibile delle risorse minerarie.

L’integrazione dei centri di Göteborg e Aquisgrana, ha sottolineato Fritelli, rafforzerà anche le capacità di innovazione e sviluppo tecnologico. Per Maire, l’operazione rappresenta dunque un ulteriore tassello nel percorso di diversificazione verso attività a maggior contenuto tecnologico, in cui la gestione efficiente delle risorse e il recupero delle materie prime possono diventare leve di sviluppo industriale. 

Focus sulla trimestrale e la conferma della guidance 2926

Maire pubblicherà i risultati del terzo trimestre del 2026 il 27 ottobre. Equita si attende un altro trimestre di crescita sostenuta, con ricavi in aumento dell’8% anno su anno, supportati dalla buona esecuzione sia in IE&CS sia in Nextchem. La sim ritiene che l’operatività in Medio Oriente sia proseguita senza interruzioni significative nonostante il contesto geopolitico, confermando la resilienza del modello operativo del gruppo; gli extra-costi legati a logistica e sicurezza risultano inoltre coperti dal principale cliente della regione, Adnoc.

Per cui Equita si aspetta un ebitda in crescita del 13% anno su anno, con un margine al 7,4% (+40 punti base), sostenuto da un mix più favorevole e dall’incidenza in aumento delle attività tecnologiche. L’utile netto è atteso in lieve crescita, +3%, penalizzato unicamente dal maggior contributo delle minorities, effetto ritenuto temporaneo. 

Sul fronte della cassa è attesa una buona generazione operativa di circa 50 milioni, pari a una cash conversion del 35% dell’ebitda, nonostante un modesto assorbimento di capitale circolante. La posizione finanziaria netta ex-Ifrs 16 è attesa in miglioramento sequenziale di 31 milioni.

La raccolta ordini del trimestre, stimata a 1,6 miliardi, dovrebbe confermare il forte momentum commerciale, sostenuto dalle aggiudicazioni annunciate negli ultimi mesi, con un book-to-bill di 1,6x da inizio anno. «Stimiamo un backlog di 16,2 miliardi, incluso Ballestra, che continua a garantire elevata visibilità sulla crescita dei prossimi anni», afferma Equita che quindi si attende la conferma della guidance 2026: ricavi a 7,5-7,7 miliardi (+5,7-8,5% anno su anno), +7,1% il consenso, con una raccolta ordini oltre 9 miliardi; ebitda a 545-575 milioni (+9-15%), +11,9% il consenso; ebitda margin al 7,3-7,5%, 7,4% il consenso; capex a 250-300 milioni e posizione finanziaria netta a 395 milioni.

Equita ha confermato il rating buy e il target price a 18,50 euro su Maire che combina elevata qualità dell’esecuzione, una piattaforma tecnologica in rapido ampliamento e una struttura finanziaria solida abbinata ad una crescita degli utili attesa del 10% a 5 anni.

«A fine settembre abbiamo inserito Maire nella nostra selezione della best picks mid-small cap, supportata da fondamentali solidi e da una pipeline commerciale particolarmente robusta nei verticali gas/gas naturale liquefatto e fertilizzanti», spiega Equita.

Inoltre la sim ritiene credibile la guidance 2026, grazie anche ai recenti feedback di Technip Energies, che indicano un contesto più favorevole sul recupero degli extra-costi rispetto ad altri mercati della regione. «La recente sottoperformance dell’azione ha infine determinato un de-rating dei multipli che riteniamo ingiustificato rispetto alla qualità dell’esecuzione, al momentum ordini e alla visibilità sugli utili», conclude Equita.

Il titolo in borsa

Il titolo Maire a Piazza Affari negli ultimi tre mesi ha perso il 10,4%. (riproduzione riservata)