Maire ha completato con successo il collocamento del top-up da 115 milioni di euro del finanziamento schuldschein sustainability-linked, inizialmente collocato il 20 aprile per un importo di 185 milioni. L’operazione porta l’ammontare complessivo del finanziamento a 300 milioni, in linea con l’opzione di incremento prevista al momento del lancio.
Come precedentemente annunciato, il finanziamento senior unsecured è composto da due tranche con scadenze a tre e cinque anni, entrambe a tasso variabile. Il margine applicato sull’Euribor a 6 mesi è pari, rispettivamente, all’1,5% e all’1,7%. Inoltre, il pricing è collegato al raggiungimento di specifici obiettivi di decarbonizzazione, in conformità con il sustainability-linked financing framework adottato nell’ottobre 2025.
I proventi del finanziamento, collocato presso banche e istituzioni finanziarie nazionali e internazionali, prevalentemente europee e asiatiche, saranno destinati al sostegno del fabbisogno finanziario della società, nonché al rimborso anticipato di linee di finanziamento esistenti.
«Questo risultato testimonia ancora una volta la fiducia degli investitori nella solidità finanziaria del gruppo e nel percorso di crescita sostenibile intrapreso da Maire», ha commentato Mariano Avanzi, cfo di Maire. «L’operazione ci consente, inoltre, di proseguire nell’ottimizzazione della struttura finanziaria, estendendo il profilo delle scadenze, riducendo il costo medio del debito e mantenendo elevata flessibilità finanziaria a supporto delle nostre priorità strategiche».
Nell’operazione Bnp Paribas, Bper-Corporate & Investment Banking Division, Commerzbank Aktiengesellschaft, Crédit Agricole Corporate and Investment Bank, Intesa Sanpaolo, Unicredit Bank GmbH hanno agito in qualità di arranger. Crédit Agricole Corporate and Investment Bank ha agito da sustainability coordinator e Unicredit Bank GmbH come paying agent.
Maire pubblicherà i risultati del secondo trimestre del 2026 il 30 luglio. Il trimestre includerà per la prima volta il consolidamento di Ballestra, rafforzando ulteriormente il profilo tecnologico di Nextchem. «Ci attendiamo un altro trimestre di crescita sostenuta, con ricavi in aumento del 7% anno su anno grazie alla buona execution sia in IE&CS sia in Nextchem», afferma Equita. «Riteniamo che l'operatività in Medio Oriente non abbia subito interruzioni significative, nonostante il contesto geopolitico, confermando la resilienza del modello operativo del gruppo».
Quindi, Equita stima un ebitda in crescita del 14% anno su anno, con un margine al 7,3% (+50 punti base anno su anno), sostenuto dal miglior mix di business e dall’incidenza in aumento delle attività tecnologiche. L'utile netto dovrebbe risultare sostanzialmente stabile anno su anno, penalizzato esclusivamente dal maggior peso delle minorities (effetto ritenuto temporaneo).
Sul fronte della cassa la Sim ha previsto una buona generazione operativa (195 milioni), grazie a una conversione della cassa pari a circa il 70% dell'ebitda e a un contributo positivo del capitale circolante. La posizione finanziaria netta (ex Ifrs 16) è attesa in peggioramento sequenziale di 121 milioni, principalmente per effetto del pagamento del dividendo (188 milioni) e del closing dell'acquisizione di Ballestra (108 milioni).
Mentre la raccolta ordini del trimestre (stimata a 2,2 miliardi ex Ballestra) dovrebbe confermare un buon momentum commerciale, grazie alle aggiudicazioni annunciate negli ultimi mesi, con un book-to-bill da inizio anno di circa 1,2x. «Stimiamo un backlog di 16,3 miliardi includendo Ballestra, che garantisce un'elevata visibilità sulla crescita dei prossimi anni», aggiunge Equita che si attende la conferma della guidance 2026: ricavi a 7,5-7,7 miliardi (+5,7-8,5% anno su anno; +7,2% il consenso) con una raccolta ordini a 9 miliardi, ebitda a 545-575 milioni (+9-15%, +13% il consenso con un ebitda margin al 7,3-7,5% (7,4% il consenso), un capex a 250-300 milioni e una posizione finanziaria netta a 395 milioni.
«Riteniamo che il restante order intake necessario per raggiungere il target annuale, circa 2 miliardi, sia prevalentemente legato a progetti al di fuori del Golfo Persico, dove osserviamo segnali di accelerazione delle Fid, sostenute dal rafforzamento degli investimenti in gnl, fertilizzanti e petrolchimica», precisa Equita che ha una view positiva sul titolo: buy e target price a 18,50 euro.
Infatti Maire combina un track record esecutivo di elevata qualità, una piattaforma tecnologica in rapido ampliamento e una struttura finanziaria molto solida. L'espansione di Nextchem attraverso acquisizioni e nuovi verticali (gnl, riciclo metalli, nucleare) continua ad aumentare il valore strategico del business e il potenziale di una futura valorizzazione separata.
Dopo la correzione del 5% registrata dall'inizio del conflitto in Iran, il titolo tratta a multipli interessanti: 15x il p/e e 7x l’ev/ebitda 2027, a fronte di una crescita attesa dell'utile per azione a un tasso annuo del 10% nei prossimi cinque anni. «Riteniamo che i principali catalyst restino il continuo flusso di nuove aggiudicazioni, ulteriori operazioni di m&a in Nextchem e le opzioni di valorizzazione della piattaforma tecnologica», conclude Equita. A Piazza Affari il titolo Maire il 14 luglio scende dello 0,92% a 14 euro. (riproduzione riservata)