Maire guarda ancora all’Asia e si assicura un nuovo incarico nell’ingegneria petrolchimica. Tecnimont, società del gruppo guidato da Alessandro Bernini, si è aggiudicata un contratto di front-end engineering design e open book cost estimation per un progetto petrolchimico nel continente asiatico.
L’incarico riguarda una fase preliminare ma strategica dello sviluppo dell’impianto: Tecnimont sarà impegnata nella progettazione ingegneristica, nella definizione dei principali requisiti tecnici e nella stima dei costi dell’investimento. L’obiettivo è fornire al cliente gli elementi necessari per procedere con le successive fasi di sviluppo del progetto. Il valore del contratto non è stato comunicato.
Il calendario prevede il completamento delle attività di front-end engineering design all’inizio del 2028. È proprio a quel punto che l’attuale incarico potrebbe trasformarsi in un contratto Epc (Engineering, procurement and construction) per la realizzazione dell’impianto, subordinatamente alla decisione finale di investimento del cliente. L'eventuale passaggio alla fase Epc rappresenterebbe quindi un'evoluzione dell'attuale commessa e non è al momento un ordine già acquisito.
«Quest’aggiudicazione conferma ulteriormente la nostra capacità di supportare primari operatori industriali sin dalle prime fasi di progetti complessi», ha commentato il ceo di Maire, Alessandro Bernini. «Attraverso le nostre competenze ingegneristiche e il nostro know-how tecnologico, continuiamo a contribuire all’evoluzione delle infrastrutture petrolchimiche».
L’annuncio conferma il posizionamento di Tecnimont nelle fasi ad alto contenuto ingegneristico della filiera, nelle quali la definizione tecnica e la stima economica precedono l’eventuale decisione di investimento e l’avvio della costruzione.
Il progetto si inserisce nel più ampio scenario di sviluppo dell’industria petrolchimica asiatica, un mercato nel quale competenze tecnologiche e capacità di progettazione rappresentano fattori rilevanti per la realizzazione di nuovi impianti e per l’ammodernamento delle infrastrutture esistenti.
Per Banca Akros quest’assegnazione conferma che Maire dispone di significative opportunità di crescita al di fuori del Medio Oriente. Sebbene il progetto sia ancora subordinato alla decisione finale di investimento del cliente e la sua potenziale conversione in un contratto Epc non sia ancora garantita, «evidenzia la capacità del gruppo di valorizzare le proprie competenze ingegneristiche e tecnologiche su una base geografica più ampia», precisa Banca Akros.
Equita ritiene la notizia positiva soprattutto in ottica prospettica: l’ingresso di Tecnimont già nella fase di front-end engineering design aumenta il coinvolgimento sul progetto «e, a nostro avviso, la probabilità di conversione nella successiva fase Epc. L’assegnazione rafforza inoltre il posizionamento di Maire nel petrolchimico e in Asia, contribuendo alla diversificazione geografica della pipeline. L’impatto economico immediato è limitato», valuta la sim, «dato il valore presumibilmente contenuto del front-end engineering design, ma con potenziale rilevanza futura qualora il progetto procedesse alla decisione finale di investimento e alla successiva assegnazione Epc».
Tra l’altro il contratto segue a stretto giro quello da 125 milioni di euro per l’altra controllata, Nextchem, in Arabia Saudita e a Piazza Affari il 17 settembre il titolo Maire sale dell’1,37% a 12,62 euro.
Gli analisti hanno stimato che gli ordini acquisiti dal gruppo dall'inizio dell'anno abbiano raggiunto quota 8,7 miliardi di euro: un livello che rende sempre più concreto il superamento dell'obiettivo di 9 miliardi fissato per l'intero 2026, come già anticipato dal management in occasione dei risultati del secondo trimestre del 2026.
Equita ha quindi ribadito il rating buy e il target price a 18,50 euro sull’azione, lo stesso giudizio dell’Ufficio studi di Intesa Sanpaolo (target price a 16,20 euro) e di Banca Akros (target price a 17 euro). (riproduzione riservata)