Maire entra in Argentina con un contratto da 1,3 miliardi: realizzerà il più grande impianto di urea dell’America Latina. Equita e Intermonte confermano buy
Maire entra in Argentina con un contratto da 1,3 miliardi: realizzerà il più grande impianto di urea dell’America Latina. Equita e Intermonte confermano buy
La commessa arriva da Pampa Energía e contribuisce in modo significativo al raggiungimento del target di raccolta ordini 2026 da 9 miliardi di Maire: può essere superato per gli analisti

di Francesca Gerosa 20/07/2026 09:50

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Maire si è aggiudicata un contratto da 1,3 miliardi di euro per la realizzazione del più grande complesso di urea per capacità produttiva dell'America Latina (2,1 milioni di tonnellate all’anno di urea granulare) per conto di Pampa Energía in Argentina.

Maire entra in Argentina

Il progetto comprende le attività di ingegneria, procurement, commissioning e avviamento affidate alla controllata Tecnimont, mentre l’altra controllata, Nextchem, contribuirà con 140 milioni di euro attraverso le tecnologie di licensing, il process design package, le apparecchiature proprietarie e il reformer per la produzione di syngas, confermando il valore dell'approccio integrato del gruppo.

La costruzione sarà realizzata in collaborazione con il contractor locale Sacde, mentre Kbr fornirà la tecnologia per l'impianto di ammoniaca. Il completamento è previsto entro 41 mesi. «Quest’aggiudicazione segna il nostro ingresso in Argentina, diversificando ulteriormente la nostra presenza geografica», ha commentato il ceo di Maire, Alessandro Bernini, «e mette in evidenza la nostra capacità di integrare le riconosciute competenze di esecuzione dei progetti di Tecnimont con il portafoglio tecnologico di Nextchem per realizzare progetti industriali di grandi dimensioni a livello globale». 

Equita e Intermonte confermano buy

Equita ritiene la notizia molto positiva, anche perché rappresenta il 14% della raccolta stimata per l’intero 2026. «Stimiamo un margine per la commessa in un range high single digit, 110-130 milioni di euro, lungo l’arco di esecuzione del progetto», precisa la sim, osservando come la commessa sia in linea con il forte momentum commerciale già evidenziato nel primo semestre di quest’anno.

Inoltre, contribuisce in modo significativo al raggiungimento del target di raccolta ordini 2026 da 9 miliardi di euro. «Infatti stimiamo che Maire abbia raccolto 8,3 miliardi da inizio anno. L'ingresso in Argentina amplia la diversificazione geografica del gruppo e conferma il crescente ruolo di Nextchem, che continua ad aumentare il contenuto tecnologico e la marginalità dei grandi progetti Epc», aggiunge Equita.

La valorizzazione delle risorse di gas argentine attraverso la produzione di fertilizzanti e gas naturale liquefatto rappresenta uno dei principali verticali di investimento del Paese, nel quale Maire può beneficiare di un solido posizionamento tecnologico e di comprovate capacità di esecuzione. Equita ha, quindi, ribadito il rating buy sul titolo (+0,29% a 13,81 euro in chiusura il 20 luglio in borsa) con un target price a 18,50 euro.

Anche a detta di Intermonte la notizia conferma il solido momentum commerciale di Maire. L’aggiudicazione, ha spiegato la sim, rappresenta, infatti, un contratto di dimensioni rilevanti che rafforza il backlog del gruppo e segna l’ingresso di Maire nel mercato argentino. «Con questi nuovi contratti, la raccolta ordini da inizio anno dovrebbe aver raggiunto 8,2 miliardi di euro, rispetto a un totale di 9 miliardi attesi per il 2026», valuta Intermonte che sull’azione ha un rating outperform e un prezzo obiettivo a 18 euro.

Per Banca Akros (rating accumulate e target price a 17 euro) il contratto rappresenta un accordo di entità rilevante che rafforza ulteriormente il portafoglio ordini di Maire e offre maggior visibilità sull’andamento dei ricavi futuri. Non solo. Il progetto conferma la leadership del gruppo lungo la filiera dei fertilizzanti e l’aggiudicazione assume una rilevanza strategica, in quanto dimostra la capacità della società di acquisire commesse di grandi dimensioni nei nuovi poli energetici e industriali al di fuori del Medio Oriente. A fronte di una raccolta ordini per l’intero esercizio 2026 pari a 9 miliardi, la società ha già registrato nuovi ordini per circa 8,2 miliardi dall’inizio dell’anno, secondo Banca Akros.

A questo punto, con il nuovo contratto che consente a Maire di superare gli 8 miliardi di nuovi ordini acquisiti, Mediobanca Research (rating neutral e tp a 14,80 euro) non esclude una revisione al rialzo dell’obiettivo previsto per l’intero esercizio a 9 miliardi. (riproduzione riservata)