Anche la Francia cambia la postura geopolitica dopo l’ultimo vertice Nato ospitato ad Ankara in Turchia. In occasione del tradizionale discorso alle forze armate alla vigilia del 14 luglio, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che il Paese è pronto «a difendere la libertà e il diritto», di Parigi e dell’Europa, «anche a costo del sangue se necessario».
«L’Europa sta diventando una potenza. Il messaggio che lanciamo al mondo è questo: la pace è il nostro obiettivo», ha detto il numero uno dell’Eliseo.
A sostegno delle dichiarazioni politiche, Macron ha annunciato un massiccio piano di investimenti aggiuntivo di 36 miliardi di euro, da destinare al settore della difesa, nel quadriennio 2026-2030. Un’iniezione di risorse che risponde a esigenze e strategie ben precise, divise su tre priorità.
La prima, ha spiegato l’inquilino dell’Eliseo, riguarda le scorte e la prontezza operativa: Parigi vuole aumentare nell’immediato i depositi di munizioni (tallone d’Achille dei recenti conflitti) e potenziare la capacità di mobilitazione rapida delle truppe. Al secondo posto ci sono gli investimenti in tecnologie chiave e sulle catene di approvvigionamento interne, per ridurre al minimo la dipendenza da operatori extra-europei. Infine, Macron ha delineato come terza priorità il «potenziamento del nostro deterrente nucleare, con l’implementazione della deterrenza avanzata».
In questa cornice di progressiva autonomia strategica si inserisce la nuova iniziativa europea per la difesa anti-missili balistici dell’Ucraina, che dovrebbe essere formalizzata a Parigi, marted’ 13 luglio, attraverso una dichiarazione congiunta. Ssecondo quanto scrive l’agenzia di stampa Nova, l’Italia dovrebbe aderire alla nuova iniziativa che vedrà il coinvolgimento di Francia, Germania, Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia e Ucraina.
L’obiettivo della nuova coalizione ha un duplice carattere industriale e politico-militare: mettere a fattor comune le capacità delle rispettive industrie della difesa (per l’Italia potrebbe essere coinvolta Leonardo) per sviluppare un sistema anti-balistico europeo più funzionale ed economico rispetto a quelli attualmente sul mercato, riducendo le dipendenze esterne. (riproduzione riservata)