Il titolo Lufthansa ritrova la spinta sul listino di Francoforte, dove il 21 gennaio ha chiuso in rialzo del 3,45% a 8,64 euro, guidato dalle attese migliori del previsto sui conti 2025 e dall’outlook 2026, che integra il consolidamento operativo di Ita Airways. Si è ripetuto l’effetto Kepler Cheuvreux di metà dicembre 2025, quando la banca d’affari aveva alzato a 11 euro il prezzo obiettivo innescando una crescita del 4% del titolo Lufthansa.
In queste tre settimane di inizio anno il riconoscimento più significativo è arrivato da Morgan Stanley, che ha inserito il titolo tra i top picks del settore trasporti europeo alla luce delle attese di miglioramento operativo nel 2026. Nella stessa direzione si colloca l’upgrade a buy di Dbs Bank, che guarda alla capacità del gruppo di tradurre le misure industriali in un recupero visibile dei conti. Due giorni fa inoltre anche BofA ha portato il titolo da underweight a neutral.
Accanto a questi segnali positivi ce ne sono altri ancora prudenti. Sia Jp Morgan che Bernstein mantengono una valutazione neutral, pur riconoscendo il miglioramento delle prospettive. Jp Morgan ha fatto un passo in più alzando il target price a 8 euro. Più cauta Barclays, che ha declassato il titolo a underweight, segnalando rischi legati alla visibilità degli utili e al contesto competitivo e abbassando il target price a 7,8 euro. Resta neutral anche Deutsche Bank, che però ha alzato il prezzo obiettivo a 8,6 euro, in linea con le attuali quotazioni. La media del consensus, allargata a 18 analisti, è di 8,7 euro con una forchetta tra un minimo di 6 e un massimo di 12 euro.
Nelle stime di chiusura del 2025 Lufthansa indica una crescita della capacità complessiva di circa il 4% rispetto al 2024, soprattutto grazie al lungo raggio. L’ebit rettificato è previsto «significativamente superiore» a quello del 2024, che era di 1,65 miliardi di euro. La redditività resta tuttavia condizionata da costi ancora elevati, in particolare sul fronte del personale e del carburante, che ha presentato un conto di 7,3 miliardi, con coperture finanziarie intorno al 90% dei consumi e un impatto di circa 200 milioni di euro legato all’obbligo di utilizzo di prodotti sostenibili. Confermata anche la politica di remunerazione degli azionisti, con un payout atteso in una forbice piuttosto ampia, tra il 20% e il 40% dell’utile netto. Anche per il 2026 Lufthansa prevede una nuova crescita della capacità complessiva intorno al 4%, indicando che questo sarà l’anno in cui riorganizzazione ed efficienze operative inizieranno a riflettersi in modo più visibile nei conti. Il gruppo stima che il programma di rilancio della compagnia principale possa generare un miglioramento potenziale lordo dell’ebit di circa 1,5 miliardi di euro entro il 2026.
Quanto a Ita Airways, nell’ultimo aggiornamento al mercato l’azionista tedesco stima sinergie per 210 milioni di euro, che potranno salire a 310-360 milioni entro il 2028, a controllo ormai acquisito. La tabella di marcia prevede che il 20-30% delle sinergie siano state realizzate entro fine 2025 per essere completate entro il 2027, mentre il pieno beneficio emergerà dopo il consolidamento completo. Lufthansa segnala che nel terzo trimestre 2025 la partecipata italiana ha contribuito positivamente ai conti, con circa 35 milioni di euro di risultato operativo, grazie al controllo dei costi. Per il 2026 si attende che Ita rafforzi progressivamente il contributo operativo, in linea con l’avanzamento delle sinergie operative e gli effetti del piano. (riproduzione riservata)