Wall Street meglio dell’Europa e dollaro in pole position: le strategie per il dopo voto Usa
Wall Street meglio dell’Europa e dollaro in pole position: le strategie per il dopo voto Usa
Dopo lo tsunami dem che ha conquistato Camera e Senato alle elezioni di midterm, Lombard Odier conferma la fiducia negli asset rischiosi e rivede le strategie su azioni, obbligazioni e valute

di Elena Dal Maso 04/11/2026 10:50

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Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti riducono l’incertezza politica e rafforzano le prospettive dei mercati finanziari. La vittoria dei Democratici alla Camera e al Senato non cambia la strategia di investimento di Lombard Odier, che mantiene un posizionamento favorevole agli asset rischiosi e rafforza la scommessa sulle azioni americane.

La banca svizzera passa infatti da una posizione neutrale a un sovrappeso sull’azionario Usa, mentre riduce da neutrale a sottopeso l’esposizione alle borse europee. Una rotazione che riflette la maggiore solidità dell’economia statunitense, la crescita degli utili societari e il differenziale dei tassi rispetto alle altre aree sviluppate.

«Le elezioni di metà mandato rappresentano generalmente un momento di riduzione dell’incertezza per i mercati», osserva Michael Strobaek, Global Cio di Bank Lombard Odier. Il risultato elettorale ridimensiona il mandato dell’amministrazione Trump e rende più probabile una fase di stallo legislativo. Uno scenario che, secondo l’esperto, rafforzerà i meccanismi di controllo istituzionale e limiterà la possibilità di introdurre nuove misure fiscali, commerciali e industriali prima del 2028, quando avranno luogo le nuove elezioni presidenziali. Grazie alla maggioranza in entrambi i rami del Congresso, i dem ora possono bloccare il presidente Donald Trump da ulteriori nomine alla Federal Reserve e alla Corte Suprema. Con l’effetto che sarà così protetta l’indipendenza della banca centrale, ha sottolineato Lombard Odier.

Wall Street meglio dell’Europa

Per gli investitori il punto centrale è che il quadro macroeconomico non cambia. Lombard Odier continua a vedere margini di crescita per il ciclo economico e non individua, al momento, segnali di una recessione imminente o di un orientamento eccessivamente restrittivo della politica monetaria. Le imprese dovrebbero inoltre registrare risultati brillanti sul fronte degli utili quest’anno, con una crescita ancora a doppia cifra nel prossimo esercizio. Sono fondamentali che, nelle valutazioni della banca, continuano a sostenere i listini.

A livello geografico, oltre al nuovo sovrappeso sugli Stati Uniti, la strategia mantiene un’esposizione superiore al benchmark alle azioni dei mercati sviluppati ed emergenti e alle società a piccola capitalizzazione a livello globale. Tra i mercati sviluppati resta il favore per il Giappone, mentre il Regno Unito è sottopesato. Nell’universo emergente le preferenze vanno a Corea del Sud, Taiwan, Brasile e Cina.

Quali settori sovrappesare

Anche la selezione settoriale si aggiorna: l’information technology entra tra i comparti preferiti, insieme a healthcare, materiali, utility e finanziari. I beni di consumo di prima necessità restano invece il settore meno gradito. Sull’intelligenza artificiale, in particolare, Strobaek non vede al momento il rischio di un deragliamento del ciclo di investimenti. Un Congresso in mano ai dem potrebbe favorire un maggiore controllo sugli incentivi fiscali, sui costi delle infrastrutture energetiche e sulla sicurezza, ma una moratoria federale sulla costruzione di data center appare improbabile, anche per il prevedibile veto di Trump. Il tema da monitorare sarà piuttosto la velocità con cui evolverà la regolamentazione.

Bond, torna la duration

La strategia non riguarda soltanto l’azionario. Lombard Odier conferma il sovrappeso complessivo sul reddito fisso e indica un ritorno di interesse per la duration e i titoli governativi. La preferenza va alle scadenze tra cinque e sette anni negli Stati Uniti, nel Regno Unito, nell’Eurozona, in Svizzera e in Australia, mentre resta neutrale l’esposizione ai governativi globali. In portafogli denominati in sterline viene mantenuto il sovrappeso sui Gilt. Sul credito, invece, la posizione è neutrale sia sulle obbligazioni high yield sia su quelle investment grade.

A rendere più interessante il comparto obbligazionario è anche la prospettiva di una discesa dei rendimenti a lunga scadenza. Negli ultimi mesi, secondo Strobaek, le tensioni sui Treasury sono state alimentate dalle promesse mancate sul fronte dell’inflazione e dai timori per la sostenibilità dei conti pubblici americani, anche dopo l’approvazione del pacchetto fiscale voluto da Trump. Un Congresso dem potrebbe ora contribuire a rafforzare i vincoli sulla spesa e a ridurre il premio per il rischio richiesto dagli investitori sui titoli di Stato.

Dollaro promosso, euro sotto pressione

La view sulle valute cambia in modo significativo. Lombard Odier passa a una valutazione positiva sul dollaro rispetto alle principali divise dei Paesi sviluppati, da una precedente posizione neutrale, e porta a negativa quella sull’euro. La valuta americana dovrebbe continuare a beneficiare della maggiore solidità dell’economia statunitense e dei differenziali dei rendimenti reali, soprattutto rispetto alle aree con tassi più bassi, come l’Europa. Anche il rafforzamento dell’indipendenza della Federal Reserve potrebbe contribuire a sostenere il biglietto verde.

Tra gli investimenti alternativi la banca mantiene invece un’esposizione neutrale all’oro e strategica agli hedge fund. Confermato il sovrappeso sul mercato immobiliare svizzero per i portafogli denominati in franchi.

I rischi da monitorare

La view positiva non significa che i mercati siano privi di rischi. Il principale elemento di attenzione resta un eventuale cambiamento della politica monetaria, soprattutto se l’inflazione dovesse tornare a salire in modo incontrollato. Un altro pericolo sarebbe l’esaurimento del ciclo di crescita, con il passaggio a una fase recessiva. Sul fronte energetico, Strobaek ritiene che servirebbe un petrolio stabilmente intorno a 150 dollari al barile per diversi trimestri per provocare un deterioramento tale da spingere l’economia in recessione. Uno scenario che, al momento, non considera il più probabile. (riproduzione riservata)