Lockheed Martin ottiene un contratto da 328 milioni per Taiwan: cosa sapere prima di acquistare l’azione
Lockheed Martin ottiene un contratto da 328 milioni per Taiwan: cosa sapere prima di acquistare l’azione
Washington rafforza il supporto militare a Taiwan. Gli analisti

di Francesca Gerosa 01/01/2026 10:20

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Washington rafforza il supporto militare a Taiwan. Il Pentagono ha annunciato che al colosso Usa della difesa, Lockheed Martin, è stato assegnato un contratto di vendita militare estera a Taipei per soddisfare quella che gli Stati Uniti hanno definito «un’urgente necessità operativa» dell’Aeronautica militare del Paese.

Il contratto ha un valore di 328,5 milioni di dollari, di cui 157,3 milioni già impegnati al momento dell’assegnazione tramite i fondi per le vendite militari all’estero, ha precisato il Pentagono in un comunicato ufficiale. In particolare, il contratto prevede la consegna di 55 pod di ricerca e tracciamento a infrarossi Legion Enhanced Sensor, i relativi processori, i contenitori dei pod e dei processori necessari per le esigenze operative dell’Aeronautica dell’isola. I lavori saranno eseguiti a Orlando, in Florida, e il completamento è previsto entro giugno del 2031.

La legge statunitense impone a Washington di fornire a Taiwan i mezzi per difendersi, una politica che resta fonte di tensione con Pechino. Taipei ha mantenuto lo stato di massima allerta dopo che la Cina ha condotto massicce esercitazioni militari attorno all’isola il 29 e 30 dicembre, non escludendo l’uso della forza per ottenere il controllo. Questo dopo che a metà dicembre l’amministrazione Trump ha annunciato 11,1 miliardi di dollari di vendite di armi al piccolo Stato democratico, il più grande pacchetto di armamenti statunitensi mai destinato.

Cosa ogni investitore di Lockheed Martin dovrebbe sapere prima di acquistare l’azione

Nel frattempo il dibattito tra ottimisti e pessimisti su Lockheed Martin e, più in generale, sulle azioni del settore della difesa continua. Mentre gli ottimisti sottolineano il contesto favorevole per le azioni della difesa, i pessimisti pongono serie domande sul profilo dei margini a lungo termine di queste aziende.

Il dibattito sulle azioni della difesa

Molti investitori amano le azioni della difesa per il loro profilo difensivo. Inoltre, esiste un elemento di anticiclicità nei loro mercati finali poiché i governi talvolta aumentano la spesa per la difesa durante le fasi di rallentamento economico.

Allo stesso tempo, non mancano le tensioni geopolitiche in tutto il mondo e la decisione dei Paesi membri della Nato di aumentare la spesa per la difesa fino al 5% del pil entro il 2035 sostiene la domanda a lungo termine. Senza contare la richiesta record del bilancio della difesa statunitense, superiore a 1.000 miliardi di dollari per il 2026.

Le ragioni degli ottimisti

In questo contesto, affermano gli analisti di Motley Fool, gli investitori possono comprare azioni del principale appaltatore della difesa al mondo (10 buy, 16 hold e 1 sell con un target price medio a 529,83 dollari per azione secondo il consenso Bloomberg, il 9,5% di potenziale upside rispetto all’ultima chiusura a Wall Street), scambiato a poco meno di 15,5 volte gli utili stimati per il 2026, con un rendimento del dividendo del 3,1% e un backlog record di 179 miliardi di dollari, equivalente a più di due anni di vendite.

Invece, i pessimisti sostengono che il fatturato è una cosa, ma i margini sono un’altra. La realtà, spiegano gli esperti di Motley Fool, è che molte aziende della difesa, compresa Lockheed Martin, hanno affrontato negli ultimi anni gravi problemi a livello di margini, principalmente a causa di programmi di sviluppo a prezzi fissi che hanno superato di parecchio le stime dei costi.

Le preoccupazioni dei pessimisti: i margini

È difficile stabilire se questi problemi siano di natura transitoria e legati alla crisi delle catene di approvvigionamento, che ha provocato un’elevata inflazione dei materiali dopo la stipula dei contratti, oppure se vi sia un problema più strutturale e di lungo periodo, in cui i governi riescono a sfruttare meglio la loro posizione negoziale.

Lo stesso ceo di Lockheed, Jim Taiclet, è stato interrogato sul tema dei programmi a prezzi fissi durante una conference call sugli utili del 2024 e ha descritto «un ambiente di monopsonio, cioè una situazione in cui per la maggior parte dei prodotti che realizziamo noi, o Boeing Defense o General Dynamics, esiste un solo acquirente principale». Ha poi spiegato un contesto in cui i concorrenti «ritengono che ci siano programmi che devono assolutamente vincere, e per questo sono disposti a correre enormi rischi sui costi e sui prezzi, e a sostenere costi enormi per essere in grado di fornire tecnicamente queste capacità».

Taiclet potrebbe riferirsi a Boeing, che nel 2018 vinse tre importanti contratti a prezzo fisso su Lockheed, due dei quali (l’aereo da addestramento T-7 Red Hawk e il drone per rifornimento MQ-25 Stingray) hanno generato perdite significative. Inoltre, proprio il superamento dei costi e i ritardi sull’F-35 hanno influenzato la decisione di assegnare a Boeing il contratto Ngad F-47 Next Generation Air Dominance invece che a Lockheed. (riproduzione riservata)