Lo yen rimbalza con forza dai minimi degli ultimi 40 anni. Il dollaro il 2 luglio è sceso fino a quota 160,865 yen. Alle 12:30 scambia a 161,45 (-0,67%) con i trader in massima allerta per i rischi di un intervento delle autorità giapponesi.
I trader in opzioni stanno aumentando le coperture contro le forti oscillazioni della valuta giapponese, con l’indicatore dei butterfly spread a un mese sul cross dollaro/yen su livelli elevati, il che segnala i timori di possibili interventi sul mercato da parte del governo.
«Un movimento di mercato nervoso», ha commentato Derek Halpenny, responsabile della ricerca per i mercati globali Emea presso Mufg. «Abbiamo i dati sull’occupazione statunitense e un giorno festivo a Wall Street il 3 luglio. La liquidità sarà scarsa, quindi i mercati sono nervosi riguardo a un potenziale intervento», ha aggiunto.
Mentre alcune fonti hanno riferito a Reuters che i funzionari giapponesi stanno abbandonando la loro abitudine di preannunciare i rischi di intervento, segnalando, invece, una campagna più mirata per mettere sotto pressione gli speculatori e aumentare il costo delle scommesse contro lo yen. Allo stesso tempo, intendono evitare qualsiasi riferimento a una specifica soglia del tasso di cambio che possa essere interpretata come il livello oltre il quale scatterebbe automaticamente un intervento.
E comunque «un intervento ha sempre avuto un elemento di sorpresa», ha dichiarato a Bloomberg Rodrigo Catril, strategist di National Australia Bank. «Il Ministero delle Finanze sembra stia cercando una nuova tattica di psicologia inversa, ma in pratica non c’è una grande differenza rispetto a quanto fatto in passato».
Il Giappone ha speso una cifra record di 11,73 trilioni di yen (72,2 miliardi di dollari) fino al 27 maggio per sostenere la valuta, secondo i dati del Ministero delle Finanze, intervenuto per la prima volta sul mercato valutario il 30 aprile quando la valuta giapponese si avvicinava alla soglia di 161.
Lo yen inizialmente si è rafforzato, scendendo verso 155 per dollaro, ma ha poi progressivamente perso terreno anche dopo che la Bank of Japan ha alzato i tassi al livello più alto degli ultimi 31 anni il 16 giugno. «La prospettiva di interventi a sorpresa dovrebbe spingere gli speculatori a pensarci due volte prima di aumentare le posizioni ribassiste sullo yen», ha avvertito Carol Kong, strategist di Commonwealth Bank of Australia.
Detto questo, «i rendimenti dei Treasury Usa (in crescita al 4,49% il 10 anni, ndr) restano il principale driver del cambio dollaro/yen. Se il report sui payrolls Usa delle 14:30 dovesse sorprendere ancora al rialzo, il cross dollaro/yen», prevede Carol Kong, «potrebbe comunque segnare nuovi massimi, nonostante il rischio di un intervento del governo». (riproduzione riservata)