Lindt & Sprüngli taglia per la seconda volta nel 2026 le stime di crescita delle vendite a causa della debolezza della domanda nei mercati chiave e del sentiment dei consumatori ancora debole.
Il produttore svizzero di cioccolato deve far fronte a una domanda fiacca in Germania, Svizzera e Austria, oltre a una maggior sensibilità dei consumatori ai prezzi. Senza contare che durante l’estate l’ondata di caldo ha penalizzato le vendite in Europa nell’intero settore del cioccolato.
Lindt ha quindi rivisto la propria guidance per l’intero esercizio 2026 sulla crescita organica delle vendite, portandola a un intervallo compreso tra lo 0% e il 2% rispetto al precedente 4%-6%, dopo averla già ridotta a marzo.
«I necessari aumenti dei prezzi, dovuti ai livelli storicamente elevati dei prezzi del cacao negli ultimi anni, insieme alla debolezza del sentiment dei consumatori, hanno determinato volumi di ordini inferiori alle attese in alcuni mercati europei, in particolare nelle attività legate ai prodotti stagionali», ha sottolineato l’ad, Adalbert Lechner.
Tuttavia, Lindt ha confermato l’atteso miglioramento del margine operativo di 20-40 punti base quest’anno e ha ribadito i propri obiettivi di medio termine che prevedono una crescita organica delle vendite del 6%-8% e un miglioramento annuo del margine ebit di 20-40 punti base a partire dal 2028.
Il ceo Lechner ha aggiunto di aspettarsi che la strategia di pricing rivista, i maggiori investimenti nel brand, le innovazioni e le misure di contenimento dei costi contribuiscano a migliorare la domanda e a sostenere una crescita positiva dei volumi nel 2027.
Anche perché dopo due anni difficili i prezzi del cacao sono calati dai livelli record ed emergono indicazioni di un rialzo della domanda. Gli analisti di Vontobel vedono il settore vicino a un possibile punto di svolta. «Crediamo che il punto più basso dei volumi di vendita sia ormai alle spalle», affermano gli esperti di Vontobel. «Si tratta ancora di una ripresa in fase iniziale, ma i dati più recenti suggeriscono che il tanto atteso miglioramento della domanda di cioccolato potrebbe essere in arrivo».
La crisi è stata innescata dall’impennata storica del cacao: nel 2024 il prezzo era salito temporaneamente a oltre 10.000 sterline per tonnellata (la quotazione è a Londra). Cattivi raccolti in Africa occidentale, malattie delle piante e alberi invecchiati avevano ridotto l'offerta.
I produttori come Lindt hanno reagito con massicci aumenti dei prezzi: dal 2024 i principali fornitori hanno rincarato i prodotti cumulativamente del 25-50%, secondo gli analisti di Vontobel. Ciò ha pesato sempre più sulla domanda: i consumatori hanno scelto più spesso marchi più economici.
Ora il prezzo del cacao è intorno a 4.175 sterline, il doppio della media storica, ma il 60% sotto il massimo. Allo stesso tempo la macinazione mondiale di cacao è cresciuta nel secondo trimestre del 2026 per la prima volta dopo sei cali consecutivi. Questo fattore è un importante indicatore anticipatore della domanda di cioccolato.
La crisi non è però del tutto superata. Il fenomeno meteorologico El Niño, che quest'anno e il prossimo dovrebbe essere forte, potrebbe danneggiare gravemente il raccolto di cacao in Africa occidentale. Costa d'Avorio, Ghana, Nigeria e Camerun rappresentano insieme circa tre quarti della produzione mondiale. A differenza di altre materie prime agricole, le perdite difficilmente possono essere compensate da altre regioni.
Proprio i dubbi sulla possibilità di una ripresa dei volumi hanno fatto scendere il titolo Lindt alla borsa di Zurigo del 25,7% dall’inizio dell’anno. (riproduzione riservata)