Nella stagione che ha incoronato l’italiano Kimi Antonelli campione del mondo di Formula Uno, il patron del circuito, Liberty Media, continua a registrare numeri positivi. La società di intrattenimento, che gestisce F1 e MotoGP, ha raggiunto 1.226 milioni di dollari di ricavi nel terzo trimestre, in aumento rispetto ai 1.085 milioni nello stesso periodo dello scorso anno. Anche l’utile rettificato è passato da 158 a 237 milioni e l’Oibda (Operating income before depreciation and amortization) rettificato è salito da 297 a 353 milioni.
«La F1 continua a offrire prestazioni eccezionali, ampliando la sua portata e influenza pur rimanendo agile durante un anno dinamico. In MotoGP, abbiamo implementato importanti integrazioni strategiche nel management e stiamo costruendo le basi per sbloccare un significativo potenziale di crescita a lungo termine di questo sport», ha dichiarato Derek Chang, presidente e ceo di Liberty Media. «Stiamo investendo in modo mirato in infrastrutture, partnership, persone e punti di contatto con i fan in tutte le nostre piattaforme, posizionandoci per una futura espansione commerciale e geografica».
I risultati di Liberty Media sono sostanzialmente legati al numero dei Gran Premi che si sono disputati. Per questo motivo può esserci una grande differenza tra un trimestre e l’altro. E, nonostante quattro gare in meno nei primi nove mesi dell’anno (due di F1 e due di MotoGP) i conti della società americana sono positivi: i ricavi sono rimasti sostanzialmente uguali al 2025 con 2.871 milioni di dollari, così come l’oibda rettificato (740 milioni), mentre è aumentato l’utile rettificato, da 371 a 389 milioni.
Nel terzo trimestre la sezione Formula 1 di Liberty Media, guidata da Stefano Domenicali, ha visto un aumento dei ricavi del 28%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che si sono attestati a 1.115 milioni di dollari. L'utile operativo è stato di 270 milioni di dollari e l’oibda rettificato è aumentato del 44% a 338 milioni di dollari. I numeri positivi del trimestre sono arrivati anche grazie alla corsa in più che si è svolta rispetto al 2025.
Per quanto riguarda i primi nove mesi dell’anno, con due gare in meno corse rispetto al 2025, i ricavi sono rimasti pressoché invariati a 2.496 milioni di dollari, l'utile operativo è stato di 450 milioni di dollari e l’oibda rettificato è diminuito del 5% a 649 milioni di dollari. Numeri che fanno sperare in un risultato superiore all’anno scorso una volta che si saranno svolti tutti i Gran Premi. Da segnalare che i ricavi da sponsorizzazione sono cresciuti, nonostante le due gare in meno, grazie all’arrivo di nuovi sponsor.
«Ci stiamo avvicinando alla fine di un'altra stagione straordinaria, che ha visto la vittoria di Kimi Antonelli, il più giovane campione di F1 di sempre, e lo sport non è mai stato così forte. Ogni gara di questa stagione ha registrato il tutto esaurito, con più della metà che ha stabilito il record di presenze e le nostre impression digitali e il nostro pubblico continuano a crescere», ha dichiarato Domenicali. «Stiamo trovando nuove strade per espandere la portata globale del nostro sport, incluso uno storico accordo decennale per tornare in Africa con una futura gara in Ruanda. Presto correremo in ogni continente abitato».
Domenicali ha anche parlato dell’evento che riguarderà l’Italia il prossimo febbraio: «Guardando al 2027, siamo entusiasti di dare il via all'anno a Milano con il ritorno di F1 Live in uno spettacolo immersivo ampliato di tre giorni e siamo entusiasti di portare il formato Sprint a dieci gare mentre costruiamo sulla traiettoria incredibile del nostro sport». Nella città meneghina saranno presentate tutte le monoposto e la nuova stagione di Formula 1.
Infine, Liberty Media ha comunicato che il calendario del 2026 include una gara in meno rispetto alle 24 disputate nel 2025 a causa dell'impossibilità di disputare il Gran Premio dell'Arabia Saudita ad aprile. Questa decisione «ha impattato sui confronti tra ricavi e costi anno su anno e sul riconoscimento proporzionale dei ricavi stagionali per il periodo da inizio anno».
Per quanto riguarda le due ruote, con due gare in meno disputate nel terzo trimestre, i ricavi sono diminuiti del 34% a 111 milioni di dollari, la perdita operativa è stata di 3 milioni di dollari e l’oibda rettificato è diminuito del 47% a 35 milioni di dollari. Invece, nei primi nove mesi dell’anno, con due Gran Premi in meno, i ricavi sono calati del 10% a 375 milioni di dollari, l'utile operativo è stato di 10 milioni di dollari e l’oibda rettificato è sceso del 15% a 127 milioni di dollari.
«Questa stagione ha messo in evidenza la forza del nostro prodotto sportivo e la profondità del talento e della competitività in griglia, che sta guidando una forte crescita del coinvolgimento dei fan», ha dichiarato Carmelo Ezpeleta, ceo della MotoGP. «Abbiamo rinnovato importanti rapporti con i promotori e i partner televisivi esistenti, rafforzando al contempo il nostro team dirigenziale con assunzioni strategiche nei settori finanza, commerciale, operativo, strategico e dei diritti media. Rimaniamo fermi nel nostro obiettivo di accelerare il potenziale di crescita globale del nostro sport».
Contestualmente alla pubblicazione dei risultati del trimestre, Liberty Media ha anche annunciato un cambiamento nella distribuzione delle azioni. Su volere del fondatore John Malone, la società americana ha acquisito tutte le azioni di classe B detenute da Malone e da vari trust ed entità a lui collegate, in cambio di azioni di classe A e classe C. In questo modo, il potere di voto complessivo di Malone è passato dal 48% al 3% e adesso nessun azionista detiene più del 9% del potere di voto. Inoltre, Malone si è dimesso dalla carica di presidente emerito, ma resterà consulente senior.
Malone e Liberty hanno adottato questo approccio dopo aver ricevuto «una serie di offerte non richieste da terze parti per l'acquisizione delle azioni ordinarie di serie B», ha dichiarato la società. E Chase Carey, presidente del comitato speciale, ha aggiunto: «L'accordo contribuisce ad allineare il potere di voto di John con la sua partecipazione economica in Liberty Media, evitando al contempo il potenziale trasferimento di una posizione di voto significativa in Liberty a una terza parte in una transazione alla quale gli altri azionisti non parteciperebbero».
Un’operazione di questo tipo potrebbe rendere Liberty più appetibile in vista di una possibile vendita. (riproduzione riservata)
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