Leonardo punta sul nucleare negli Usa,  nuovo polo nel Connecticut per la controllata Drs
Leonardo punta sul nucleare negli Usa, nuovo polo nel Connecticut per la controllata Drs
Cos’è il progetto Brookfield e perché la sussidiaria americana quotata al Nasdaq vuole crescere anche nel settore civile, oltre che nelle commesse militari. Intanto dopo i conti del secondo trimestre 2026 JpMorgan alza il prezzo obiettivo da 48 a 53 dollari

di Angela Zopp 10/08/2026 20:30

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Leonardo Drs rilancia sul nucleare civile negli Stati Uniti e prepara nuova capacità produttiva per intercettare il ciclo di investimenti del settore definito «in forte evoluzione». Il ritorno di fiamma della controllata americana di Leonardo, quotata al Nasdaq, si affianca al suo ruolo crescente nella Difesa come nei programmi critici della Us Navy. La strategia emerge dalla realizzazione del polo produttivo di Brookfield, in Connecticut, una struttura di oltre 13mila metri quadrati destinata alla divisione Naval Power Systems, che riunirà attività oggi distribuite in tre siti distinti. Il nuovo polo dovrebbe diventare operativo all’inizio del 2027.

Il nuovo polo produttivo di Brookfield. Sottomarini e utility

Nel progetto Brookfield, il ceo John Baylouny spiega che «il nuovo sito rappresenta un passo importante nell’ impegno a lungo termine a sostegno delle priorità della Marina statunitense e della continua crescita nella propulsione nucleare navale e, più in generale, nel mercato dell’energia nucleare». La controllata di Leonardo non è una new entry nel settore commerciale, e ha al suo attivo sistemi di strumentazione e controllo installati in oltre 30 centrali. Ma la novità è il rilancio di queste competenze ora che il mercato ne fa più richiesta.

Il lancio del sito produttivo di Brookfield, insomma, è destinato a mettere in luce le due anime nucleari di Leonardo Drs, sfruttando la convergenza crescente tra settore civile e militare. Sul fronte della Difesa, con Naval Power Systems, la società è uno dei fornitori del programma Columbia, la nuova classe di sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare destinata a sostituire gli Ohio e considerata una priorità strategica nei programmi di acquisizione della Marina americana. Nel 2024 la società si è aggiudicata contratti per un valore potenziale superiore a 3 miliardi di dollari, relativi alla produzione di sistemi per i 12 sottomarini previsti dal programma.

Sul fronte commerciale, intanto, Leonardo Drs guarda ai reattori avanzati e agli Smr (Small Modular Reactor), ma vede opportunità nella modernizzazione e nell’estensione della vita delle centrali esistenti. «Una delle sfide più grandi che affronta l'industria nucleare commerciale non è semplicemente costruire il prossimo reattore, è sostenere e modernizzare i reattori già operativi oggi. In tutto il Nord America e a livello internazionale, le utility stanno affrontando sistemi analogici obsoleti, componenti obsoleti, carenze nelle catene di approvvigionamento e rischi legati alla transizione della forza lavoro», spiegano dalla società.

L’avvento dei reattori galleggianti e i conti del secondo trimestre

Con la linea di business Ni&C (Nuclear Instrumentation & Controls) Leonardo Drs punta a fornire sistemi di strumentazione e controllo, sensori, trasmettitori e altre tecnologie. C’è anche un’area ancora emergente, quella del nucleare marittimo, con piattaforme e sistemi energetici progettati per supportare infrastrutture remote, porti, operazioni militari e applicazioni industriali, che la controllata di Leonardo sta valutando perché «governi e regolatori stanno valutando attivamente in che modo consentire l'impiego sicuro delle tecnologie in mare. Centrali nucleari galleggianti e sistemi mobili vengono esplorati come strumenti strategici per la resilienza energetica e la sicurezza nazionale».

Il rilancio sul nucleare con l’avvio del progetto per il sito di Brookfield arriva a seguito della pubblicazione dei conti del secondo trimestre 2026, in forte crescita e accompagnati da nuove acquisizioni. Leonardo Drs ha chiuso il periodo con ricavi per 913 milioni di dollari, in aumento del 10% su base annua, mentre l’ebitda rettificato è salito del 33% a 128 milioni e l’utile netto del 59% a 86 milioni. L’utile per azione adjusted è cresciuto del 52% a 0,35 dollari. Gli ordini hanno raggiunto 1,1 miliardi, con un rapporto book-to-bill di 1,2 volte, mentre il backlog finanziato è aumentato del 17% al volume record di 5,1 miliardi.

I numeri hanno spinto JpMorgan ad aggiornare al rialzo il prezzo obiettivo, portandolo da 48 a 53 dollari. Attualmente il titolo quota intorno ai 45 dollari. Invariata la raccomandazione neutral. Il titolo della capogruppo Leonardo, intanto, ieri ha chiuso in lieve rialzo dello 0.8%, a 58,5 euro. (riproduzione riservata)