L’acquisizione in tre tappe di Gem Elettronica da parte di Leonardo arriva al traguardo finale. Il gruppo guidato da Roberto Cingolani ha annunciato lunedì 23 marzo di aver acquisito l’intero capitale della società di sensoristica, portandosi dal 65 al 100%. «L’operazione consente a Leonardo di rafforzare e completare l’offerta di radar e sistemi per applicazioni navali e costiere grazie alla piena integrazione del portafoglio prodotti», spiegano dal gruppo.
A fine settembre del 2024, Leonardo aveva già più che raddoppiato la partecipazione in Gem, portandosi dal 30 al 65%, e quindi al controllo, con un esborso di circa 16 milioni di euro, dando seguito agli accordi del 2021, che prevedevano un meccanismo di opzioni call e put da esercitarsi dopo tre anni.
Il fatturato di Gem nel frattempo è passato da 30 a 50 milioni di euro, con la produzione di radar 3D di piccole e medie dimensioni, sensori elettro-ottici e sistemi inerziali per il settore marittimo, avionico e terrestre. L’operazione rientra nel piano di acquisizioni strategiche di piccole e medie dimensioni previste dalle linee strategiche.
Allo stesso modo, il gruppo continua a razionalizzare il suo portafoglio anche con cessioni altrettanto mirate. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, infatti, Leonardo si avvia a chiudere la breve parentesi cinese di Cnbm Aerostructure, la joint venture avviata a Shanghai nella primavera 2023 per dare appoggio alla realizzazione del nuovo velivolo CR929 di Comac, che ne avrebbe gestito l’assemblaggio finale nella megalopoli, considerata la capitale economica della Cina.
La partecipazione compare tra le attività nette possedute per la vendita nel bilancio 2025, e la cessione del 30% è prevista entro i prossimi mesi. Rispetto a un capitale sociale di 200 milioni di dollari e un valore di carico della partecipazione di 20 milioni di euro, la società presenta ora una svalutazione di 9 milioni di euro.
Rispetto al successo dei radar e degli elicotteri (sono circa 130 quelli che Leonardo ha venduto sul mercato cinese), il progetto di Comac per sfidare il Dreamliner di Boeing non è andato come previsto e rallentamenti, sia progettuali che autorizzativi, potrebbero frenarne la produzione fino al 2030. (riproduzione riservata)