Leonardo Maria Del Vecchio: vicini a concordare un prezzo con i miei fratelli sulle quote di Delfin
Leonardo Maria Del Vecchio: vicini a concordare un prezzo con i miei fratelli sulle quote di Delfin
Il quartogenito del fondatore di Luxottica conferma la trattativa sull’acquisto delle quote del 12,5% di Luca e Paola Del Vecchio nella holding di famiglia. Un’operazione che può valere circa 9 miliardi. L’obiettivo è salire al 37,5% per rilanciare la politica dei dividendi della cassaforte e sbloccare lo stallo sull’eredità

di Andrea Deugeni 06/03/2026 07:00

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A quasi quattro anni dalla scomparsa di Leonardo Del Vecchio, la partita sulla governance della holding di famiglia Delfin potrebbe avvicinarsi a una svolta.

L’erede Leonardo Maria Del Vecchio ha dichiarato al Financial Times di essere vicino a un accordo per rilevare le quote dei fratelli Luca Del Vecchio e Paola Del Vecchio, ciascuna pari al 12,5%, con l’obiettivo di consolidare la propria posizione nella cassaforte lussemburghese che controlla la partecipazione di riferimento (32,2%) in EssilorLuxottica.

«Siamo vicini a concordare un prezzo», ha spiegato Del Vecchio jr. «Sono stato molto chiaro: sono disposto a comprare le loro quote per diventare il principale azionista di Delfin, chiudere le questioni ancora aperte sull’eredità di mio padre ed eseguire la sua volontà, che è incarnata da ciò che sta facendo Francesco [Milleri]».

La holding – primo azionista anche di Banca Montepaschi (17,5%), con una partecipazione rilevante in Generali (10,05%), Unicredit (2,7%) e Covivio (28%) – è rimasta negli ultimi anni paralizzata dalle tensioni tra gli eredi.

Le tensioni ereditarie e il ruolo di Francesco Milleri

Il testamento del fondatore aveva distribuito il capitale tra i sei figli e la vedova, prevedendo anche un consistente riconoscimento azionario per il manager di fiducia Francesco Milleri, oggi amministratore delegato sia di Delfin sia di EssilorLuxottica. Tuttavia, la disputa familiare ha congelato i pagamenti i pagamenti e rallentato le decisioni strategiche della holding.

L’operazione allo studio porterebbe Leonardo Maria a triplicare la propria partecipazione fino al 37,5%, diventando il primo azionista di una holding con circa 56 miliardi di euro di patrimonio netto. Il riassetto sarebbe realizzato tramite un leveraged buyout sostenuto da un pool di banche internazionali e verrebbe ripagato nel tempo con i flussi di dividendi.

Per il manager trentenne, oggi chief strategy officer di EssilorLuxottica, la priorità resta comunque la tutela dell’asset principale del gruppo. «EssilorLuxottica è il nostro gioiello della corona e non vogliamo mai essere diluiti; Delfin deve avere liquidità per finanziare un aumento di capitale un giorno, se mai dovesse essere necessario», ha spiegato. 

Il nodo dei dividendi resta centrale nella partita. Secondo Del Vecchio jr la holding dispone di ampie riserve che potrebbero sostenere una nuova politica di remunerazione degli azionisti e al tempo stesso contribuire al rimborso del debito necessario per l’operazione.

«Ci sono 7 miliardi di euro di riserve che potremmo distribuire come dividendo straordinario, poi potremmo stabilire una politica che preveda più di 1 miliardo di euro l’anno», ha detto, sottolineando che ciò avverrebbe mantenendo adeguati margini di sicurezza.

Lo statuto di Delfin prevede, tuttavia, che la politica dei dividendi debba essere approvata da almeno sei degli otto azionisti, un requisito che finora ha impedito di superare il payout minimo (10% dell’utile). Da qui l’interesse di Del Vecchio jr ad aumentare la propria quota e a ricomporre gli equilibri tra i soci.

Il manager ha, inoltre, ribadito di non voler trasformare l’operazione in uno scontro di potere con i familiari. «Non intendo fare una mossa di potere… voglio ricostruire la fiducia dopo quattro anni di dispute», ha dichiarato.

Parallelamente resta aperto anche un contenzioso con la madre Nicoletta Zampillo dopo il trasferimento di parte della sua quota al fratellastro Rocco Basilico. «Mio padre aveva previsto che quella quota andasse a Rocco solo alla morte di nostra madre», ha osservato Del Vecchio jr. «Voglio solo che le cose siano giuste». «Non voglio giocare con l’eredità di mio padre», ha concluso. (riproduzione riservata)