Leonardo, il mercato vuole un Cingolani Bis
Leonardo, il mercato vuole un Cingolani Bis
Il governo italiano però sarebbe pronto a sostituirlo puntando su Mariani, direttore vendite e sviluppo di Mbda. Elisabetta Belloni (ex Dis) sarebbe in pole per la presidenza del colosso della difesa

di di Silvia Valente 08/04/2026 08:20

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Il mercato boccia sonoramente l’indiscrezione secondo cui il governo Meloni sarebbe intenzionato a non confermare Roberto Cingolani alla guida di Leonardo. Nella giornata di martedì 7 aprile il titolo del colosso della difesa è stato, infatti, bersagliato dalle vendite e ha lasciato sul terreno l’8,05%. Una mancata riconferma del ceo «sarebbe sorprendente, visto che è stato nominato dall’attuale esecutivo e ha garantito risultati importanti negli ultimi anni», sottolineano gli analisti di Equita. Basti pensare che Leonardo ha staccato cedole per 0,63 euro per azione sull’esercizio 2025 e stima ulteriori dividendi di 1,3 miliardi nel triennio 2026-28. Il cambio di management, osservano gli analisti di Intermonte, «creerebbe una fase di incertezza strategica in un momento di forti tensioni geopolitiche».

I possibili sostituti di Cingolani

Si fa strada l’ipotesi che Cingolani venga sostituito da Lorenzo Mariani, in corsa già tre anni fa. Dopo essere stato condirettore generale in Leonardo, Mariani è stato nominato nel 2025 managing director di Mbda Italia ed executive group director sales & business development di Mbda, la joint venture tra Airbus, Bae Systems e la stessa Leonardo nel settore dei sistemi missilistici. Un segnale che non si può ignorare in questa direzione è il rinvio, comunicato ieri, della conferenza stampa di Mbda dal 9 aprile al 20 aprile. Altri possibili sostituti di Cingolani sarebbero Pierroberto Folgiero, ad di Fincantieri, e Alessandro Ercolani, country manager di Rheinmetall Italia.

Con ogni probabilità dovrà preparare gli scatoloni anche Stefano Pontecorvo, presidente di Leonardo. In pole per la sua poltrona c’è Elisabetta Belloni, che fino a un anno fa guidava il Dis ed è ex segretaria generale della Farnesina. Ma papabili sono anche Stefano Cuzzilla, ora al vertice di Trenitalia, e Giuseppe Cossiga, presidente della federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza.

Riconferme per gli ad di Enel ed Eni

Opposto il destino al vertice di Poste Italiane, dove il ticket Matteo Del Fante-Silvia Rovere, rispettivamente ad e presidente, va verso la riconferma. Una via di mezzo salomonica dovrebbe essere lo schema che l’esecutivo ha in mente per i rinnovi dei vertici delle due multinazionali energetiche pubbliche: riconferma degli ad e nomi nuovi per la presidenza. Da un lato, in Eni Claudio Descalzi è in lizza per un quinto storico mandato da ceo. All’attuale presidente Giuseppe Zafarana potrebbe subentrare il comandante generale della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro (in scadenza a maggio). Quanto a Enel, è salda la poltrona dell’ad Flavio Cattaneo mentre la riconferma di Paolo Scaroni come presidente, spinta da Forza Italia, non è scontata. In alternativa si fa il nome di Nicola Maione, presidente di Mps.

Destino incrociato di Terna ed Enav

Il destino di Terna, l’unica quotata partecipata in modo indiretto dal Mef in scadenza nel 2026, sembra intrecciato a doppio filo con quello dell’Enav. È possibile che il nome dell’attuale ceo, Giuseppina Di Foggia, sia all’attenzione dell’esecutivo per la creazione di una rete unica nazionale in fibra, affidata a Fibercop. Al suo posto potrebbe essere chiamato Pasqualino Monti, attuale ad di Enav. Sempre da Terna arriverebbe l’uscente presidente, Igor De Biasio, a svolgere il ruolo di ceo della spa che gestisce il traffico aereo. Candidati a prendere il posto dell’attuale presidente di Enav, Alessandra Bruni, sarebbero Sandro Pappalardo, presidente di Ita, e il già citato Cuzzilla di Trenitalia.

Tutte le decisioni da prendere

Il governo è chiamato a prendere a breve tutte queste decisioni, visto che le scadenze per la presentazione delle liste delle quotate partecipate sono a stretto giro e a pochi giorni l’una dall’altra: si parte il 13 aprile con Leonardo ed Eni e si chiude il 19 aprile con Enav. È possibile che il governo prepari un unico pacchetto di nomine per garantire gli equilibri tra le forze di maggioranza. (riproduzione riservata)