Leonardo Drs accelera sulle commesse secretate del Pentagono
Leonardo Drs accelera sulle commesse secretate del Pentagono
Un dipendente su quattro della controllata Usa di Leonardo lavora con le security clearance, le autorizzazioni della Difesa per i programmi classificati. Le novità del proxy statement in vista dell’assemblea degli azionisti del 14 maggio. Per gli analisti il titolo può salire fino a 59 dollari

di Angela Zoppo 04/05/2026 20:00

Ftse Mib
47.478,13 17.40.00

-1,59%

Dax 30
23.991,27 18.00.00

-1,24%

Dow Jones
48.941,90 22.58.13

-1,13%

Nasdaq
25.070,67 22.53.56

-0,19%

Euro/Dollaro
1,1690 22.38.55

-0,06%

Spread
84,23 17.30.16

+1,75

Crescono le commesse legate ai programmi classificati del Pentagono nel portafoglio di Leonardo Drs. Dal proxy statement 2026, inviato alla Sec in vista dell’assemblea degli azionisti del 14 maggio, emerge il peso delle attività a più alto contenuto tecnologico e riservato, in un contesto di domanda sempre più sostenuta da parte della Difesa Usa.

La tendenza è confermata dal fatto che su circa 7.300 dipendenti della società, oltre 1.750 dispongono ormai delle security clearance, le credenziali di sicurezza necessarie per lavorare su programmi classificati. Si tratta di quasi il 25% della forza lavoro, una percentuale che dimostra l’elevata esposizione della controllata Usa di Leonardo alle attività più sensibili della Difesa statunitense e conferma l’obiettivo di allargare l’operatività nel settore Spazio, con la gestione del nuovo ceoJohn Baylouny. Le attività sensibili si concentrano sui sistemi elettro-ottici e infrarossi, laser, network computing, comunicazioni militari, aree centrali nello sviluppo dei sistemi militari avanzati. Per i sistemi di propulsione elettrica destinati ai sottomarini della classe Columbia, uno dei programmi più rilevanti della Marina americana, la società ha ricevuto circa 580 milioni di dollari nel 2025 e ha avviato la realizzazione di un nuovo stabilimento in South Carolina, che dovrebbe entrare in attività entro il 2026.

I numeri di Leonardo Drs e le regole di governance

Il focus si concentra anche sui conti. Leonardo Drs, che il 5 maggio pubblicherà i conti del primo trimestre 2026 (l’indomani toccherà alla capogruppo Leonardo) con stime di ricavi per 827 milioni di dollari, ha chiuso il 2025 con un ebitda di 453 milioni di dollari, ordini per 4,2 miliardi e un book-to-bill di 1,2 volte: il backlog ha raggiunto 8,4 miliardi, mentre i ricavi sono cresciuti del 13% anno su anno. 

L’architettura di governance lega la controllata americana al sistema della difesa statunitense in modo più profondo di quanto emerga dai numeri. Secondo quanto indicato nei documenti dell’assemblea, il proxy agreement aggiornato nel marzo 2025, prevede che i diritti di voto sulle materie sensibili siano esercitati da proxy holders indipendenti, cittadini americani dotati di autorizzazioni di sicurezza e approvati dalla Defense Counter Intelligence and Security Agency (Dcsa). In questo quadro Leonardo, che detiene il 71% del capitale, incassa i dividendi ma non può intervenire direttamente nelle attività legate ai programmi classificati.

Sempre dal proxy, infatti, emerge la presenza di un Government Security Committee permanente, composto dagli stessi proxy holders, con funzioni di supervisione sulle attività sensibili e in rapporto diretto con le autorità federali, assetto che riflette la natura del business, fortemente esposto a programmi ad alta rilevanza strategica
 

In attesa dei numeri del primo trimestre, resta la view positiva degli analisti sul titolo, che lunedì 4 maggio al Nasdaq quota intorno ai 40 dollari per azione, al di sotto dei massimi a dodici mesi ma in recupero rispetto agli ultimi giorni di contrattazioni. Il prezzo obiettivo medio si colloca intorno ai 52 dollari, con indicazioni più elevate fino a 59 dollari. Tra le principali case d’affari, Bank of America, Jp Morgan e Citi mantengono raccomandazioni positive sul titolo. 

(riproduzione riservata)