Leonardo ha chiuso i conti primo trimestre 2026 con una crescita a due cifre anno su anno per ordini ed ebita, rispettivamente a 9 miliardi (+ 31%) e 281 milioni di euro (+ 33%), e per l’utile netto adjusted, balzato a 184 milioni (+60%). I ricavi sono in aumento a 4,4 miliardi di euro (+ 7%), mentre il free operating cash flow risulta in miglioramento del 29%, a -411 milioni di euro, con riduzione dell’assorbimento di cassa. Quelli pubblicati martedì 6 maggio a borsa ancora chiusa sono anche gli ultimi conti interamente realizzati sono la gestione dell’ad uscente, Roberto Cingolani. L’assemblea degli azionisti del 7 maggio, infatti, segnerà l’uscita di Cingolani e il passaggio di testimone al nuovo capo-azienda, Lorenzo Mariani.
Tornando ai numeri del primo trimestre, con le nuove acquisizioni il portafoglio ordini si porta a 57 miliardi di euro, il 27% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita riguarda tutti i settori di business, fino alla controllata statunitense Leonardo Drs, penalizzata però dal cambio euro/dollaro.
Si è appesantito, invece, l’indebitamento netto a 3 miliardi (+44%), incremento sul quale ha inciso l’acquisizione del business Iveco Defense (qui i dettagli dell’operazione da 1,6 miliardi di euro). Sulla base dei risultati sono state confermate le stime per l’intero esercizio: ordini a 25 miliardi di euro, ricavi per 21 miliardi, un ebita di oltre 2 miliardi e un indebitamento netto di circa 800 milioni, al netto dell’acquisizione di Iveco Defense Vehicles.
«Nel primo trimestre 2026 abbiamo conseguito ottimi risultati. Tutti i principali indicatori economico-finanziari registrano significativi progressi, a conferma dell’efficacia delle azioni commerciali e operative poste in essere dal gruppo e della strategia tecnologica integrata alla base del piano industriale», è il commento di Cingolani, «La revisione al rialzo sul rating, da parte di Moody’s, e sull’outlook, da parte di Standard & Poor's, rappresentano un ulteriore segnale sulla solidità finanziaria. La finalizzazione dell’acquisizione del business Difesa di Iveco Group costituisce un passaggio strategico rilevante che rafforza il nostro
posizionamento nella difesa terrestre, completa il portafoglio e consolida il ruolo di Leonardo come Original Equipment Manufacturer capace di integrare software, hardware e servizi digitali per la sicurezza e la difesa».
L’Elettronica per la Difesa domina il primo trimestre con il ros (return on sales, il margine operativo sui ricavi) più elevato (11,6%) e un ebita a 228 milioni (+21,9%). Leonardo Drs (qui le attese degli analisti sul titolo) risente del cambio sfavorevole: in dollari, infatti, i ricavi crescono a 846 milioni e l’ebita a 83 milioni, ma in euro risultano in calo del 4,9%.
Gli Elicotteri confermano la tendenza con la crescita degli ordini per 2,68 miliardi di euro (+13,5%), ricavi a 1,31 miliardi (+3,8%) ed ebita a 76 milioni (+8,6%), con ros al 5,8%, sostenuti anche dal contratto New Medium Helicopter britannico per 23 Aw149 destinati alle forze armate del Regno Unito.
Ma la vera sorpresa arriva dall’Aeronautica, dove gli ordini sono quasi raddoppiati (+94,1%) a 2,69 miliardi grazie ai Typhoon per Italia e Germania e agli M-346 per l’Austria. I ricavi salgono a 966 milioni (+14,2%) e l’ebita torna positivo a 20 milioni dopo il -3 milioni di un anno fa, con ros al 2,1%. Le aerostrutture restano in perdita ma riducono il rosso da -56 a -45 milioni, confermando un recupero graduale.
Cyber & Security Solutions vede gli ordini a 288 milioni (+30,9%), ricavi a 201 milioni (+19,6%) ed ebita a 15 milioni ( +36,4%), con ros al 7,5%, sostenuta anche dalle commesse legate al Polo Strategico Nazionale e da un book-to-bill pari a 1,4.
Incrementi a due cifre anche per lo Spazio, con ricavi a 227 milioni (+13,5%) ed ebita raddoppiato a 8 milioni (+100%), grazie soprattutto alla crescita di Telespazio e al miglioramento di Thales Alenia Space, oltre ai nuovi contratti dell’Agenzia Spaziale Europea sui programmi Nggm, Vigil e Aeolus.
(riproduzione riservata)