All’esordio al salone dell’aerospazio di Farnborough (Londra), il ceo di Leonardo, Lorenzo Mariani, porta a casa ordini per quasi 1 miliardo di euro. A tanto ammontano, secondo fonti di mercato, i due ordini firmati il 21 luglio: la fornitura di 11 elicotteri per The Helicopter Company – controllata dal fondo saudita Pif e principale operatore commerciale del Paese arabo – e il contratto con il ministero della Difesa dell’Indonesia di 12 velivoli da combattimento multiruolo M-346 Block 20.
L’intesa arriva dopo la lettera di intenti annunciata a febbraio, ma segna un passaggio concreto: l’Indonesia diventa il 23mo Paese al mondo ad adottare la famiglia M-346, e il primo mercato asiatico ad accogliere la versione Block 20, finora venduta solo in Europa e Nord America. Il contratto, che avrebbe un valore di circa 750 milioni di euro, può essere allargato ad altri 12 velivoli, se verranno esercitate le opzioni.
L’accordo con Riad per gli elicotteri, invece, ha un valore stimato intorno ai 200 milioni, e si inserisce nell’intesa quadro pluriennale firmato da Thc e Leonardo nel 2024, che prevede un potenziale fino a 130 elicotteri complessivi. Tornando all’Indonesia, anche la Marina di Jakarta potrebbe diventare un potenziale committente di elicotteri per Leonardo, che insieme alla controllata Pt ESystem Solutions ha firmato sempre col ministero della Difesa indonesiano una lettera di intenti per la potenziale fornitura di elicotteri AW149.
«Stiamo attraversando una fase complessa ma al tempo stesso ricca di opportunità», ha detto Mariani, incontrando i giornalisti nel corso del salone aerospaziale. «I risultati raggiunti confermano la solidità del percorso intrapreso. L’approccio multidominio proposto dal gruppo rafforza il posizionamento di Leonardo e la sua capacità di rispondere alle nuove esigenze della difesa. Leonardo», ha aggiunto il manager, «affronta questo scenario con solide basi industriali e un portafoglio ordini robusto. La priorità è accelerare, aumentare la capacità produttiva e consolidare lo slancio necessario a sostenere la crescita del gruppo nei prossimi anni».
Fuori dagli accordi commerciali, da Farnborough è arrivata anche un’altra novità: Lba Systems, la joint venture paritetica dei droni con la turca Baykar è pienamente operativa.
La divisione dei compiti è già definita: gli stabilimenti Leonardo produrranno le piattaforme Astore Levante e Kizilelma, mentre lo stabilimento italiano di Baykar si occuperà di Tb2 e Akinci. Sull’Astore Levante il primo lotto è già in produzione, con le prime consegne attese entro la fine dell’anno. Per poterli vendere all’estero, invece, Mariani ha detto che la jv è ancora in attesa delle certificazioni.
Sugli altri fronti aperti, Mariani ha messo in fila novità importanti. L’Ucraina, per esempio.Il ceo di Leonardo considera l’industria del Paese, plasmata dalla guerra con la Russia, molto avanzata: «dovremmo lavorare con loro», ha detto, riferendosi in particolare ai droni. Sul rilancio della divisione Aerostrutture, invece, il partner resta quello individuato nell’area del Golfo. I negoziati non si sono interrotti, ma hanno subito un rallentamento per via del conflitto nell’area. Il closing atteso per fine giugno, ora è atteso entro il 31 dicembre. Sviluppi anche per il Michelangelo Dome: il super scudo anti-missile sviluppato da Leonardo potrebbe trovare un partner in casa. «Dove possibile, i programmi verranno accelerati, al tavolo coinvolgeremo anche Mbda», ha detto Mariani. (riproduzione riservata)