Leonardo, con i conti 2025 sale anche il dividendo (+21%). Il nuovo piano si allunga al 2030
Leonardo, con i conti 2025 sale anche il dividendo (+21%). Il nuovo piano si allunga al 2030
Il gruppo pagherà una cedola di 0,63 euro. Le linee strategiche prevedono un forte aumento degli ordini e dei margini. Agli azionisti andranno circa 1,3 miliardi di euro nel triennio 2026-28. Dal  Michelangelo Dome attese opportunità per 21 miliardi: primo impiego in Ucraina. Balzo del titolo in apertura (+ 7%)

di Angela Zoppo 12/03/2026 07:40

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Leonardo alza il dividendo. Con l’approvazione dei conti definitivi del 2025, il gruppo guidato dall’ad Roberto Cingolani pagherà agli azionisti una cedola di 0,63 euro, il 21% in più rispetto a quella del 2024, mantenendo la promessa fatta al mercato in occasione del preconsuntivo. Il dividend yield è dell’1%.  L’esercizio si è chiuso con incrementi anno su anno a doppia cifra per ordini, a 23,8 miliardi (+15%), ricavi a 19,5 miliardi (+11%), ebita a1,75 miliardi (+18%), risultato netto rettificato a 1 miliardo (+19%), free operating cash flow a 1 miliardo (+21%). L’ indebitamento netto si è quasi dimezzato a 1 miliardo (-44%). 

Le guidance per il 2026 prevedono ordini a circa. 25 miliardi, ricavi intorno ai 21 miliardi, l’ebita a 2,03 miliardi. Il free operating cash flow è atteso a circa. 1,11 miliardi e l’ indebitamento netto a 800 milioni. I conti sono stati diffusi giovedì 12 marzo a borsa ancora chiusa. Positiva la reazione del titolo: all’apertura ha segnato un guadagno del 7% a 64,7 euro. Nella stessa giornata il gruppo ha pubblicato anche l’aggiornamento del piano industriale, che allunga la visibilità fino al 2030, con ordini a 32 miliardi di euro, ricavi a 30 miliardi; ebita a circa 3,6 miliardi e un free operating cash flow di oltre 2 miliardi.Nelle stime non è inclusa Iveco Defence Vehicles.

Le nuove linee strategiche: la star è il Michelangelo Dome

Per il periodo 2026-2030 sono attesi ordini cumulati a 142 miliardi, con una crescita media annua del 6,1%) e ricavi cumulati a 126 miliardi (cagr +9%). Crescita a doppia cifra per l’ebita (+15,5% e del flusso di cassa (15,3%). Tra i prodotti di punta c’è il Michelangelo Dome, lo scudo di difesa integrato che secondo Leonardo rappresenta la «concreta applicazione della visione industriale del gruppo, con la piena interoperabilità e interconnessione delle tecnologie in tutti i domini secondo il modello della One Company» e sbloccherà opportunità di business stimate in 21 miliardi di euro nei prossimi dieci anni (di cui 6 miliardi tra il 2026 e il 2030, e ulteriori 15 miliardi tra il 2031 e il 2035), con ricadute su elettronica, cyber, droni, piattaforme spaziali e AI. «La prima implementazione sarà in Ucraina e avverrà entro la fine dell'anno», ha detto il ceo Roberto Cingolani, presentando il piano. Quanto invece a possibili invii di materiale ai Paesi «amici» impegnati nel conflitto nel Golfo, il manager ha specificato che la richiesta è arrivata dal ministero della Difesa e potrebbe riguardare soprattutto i radar. 

Prevista una «strategia di allocazione del capitale disciplinata a supporto della crescita organica e inorganica e dell’incremento nella remunerazione per gli azionisti». In particolare, sono previsti investimenti per rafforzare il core business, acquisizioni strategiche, aumento dei dividendi e mantenimento del livello di leverage sotto 0,8x entro il 2028. Nel triennio 2026-28, il gruppo prevede di distribuire complessivamente tra i soci circa 1,3 miliardi di euro, con un payout tra il 30% e il 40% dell'utile netto rettificato di periodo. Il piano prevede anche nuove assunzioni per portare l’organico da 62.700 a 75.500 persone entro il 2030, con il 55% giovani under 30, il 70% profili Stem e il 30% di donne.

Per Leonardo, «l’aggiornamento del piano al 2030 risponde a un nuovo contesto in cui le minacce sono cambiate per natura, velocità e scala. «Stiamo passando dai proiettili ai byte», ha riassunto Cingolani. Missili ipersonici, vettori balistici, droni e attacchi cyber aumentano incertezza e complessità operativa, imponendo un cambio di paradigma: la sicurezza non riguarda più soltanto il perimetro tradizionale della difesa, ma investe direttamente la continuità economica e sociale dei Paesi. Infrastrutture critiche, trasporti, agricoltura, servizi finanziari, manifattura, energia e chimica sono oggi esposti a rischi interconnessi, capaci di incidere sulla crescita e sulla prosperità nel prossimo decennio».

Gli obiettivi per aree di business

Nell’Elettronica per la Sicurezza, Leonardo punta a leadership europea e rafforzamento negli Usa, con crescita di ordini, ricavi ed ebita rispettivamente del 4,8%, 8,5% e 12,1%. Previsto aumento anche per gli Elicotteri: il gruppo vuole mantenere la leadership globale, con crescita di ordini, ricavi ed ebita rispettivamente del 4%, 3,7% e 6,4%.

Per i Velivoli l’obiettivo è consolidare i programmi internazionali e servizi di training, con crescita di ordini, ricavi ed rispettivamente del 2,1%, 9% e 7,6%. Aerostrutture, al centro di una nuova partneship paritetica, Leonardo intende rafforzare il ruolo di fornitore, con crescita di ordini e ricavi a doppia cifra, rispettivamente del 12,9% e 17,8%. I piani per la Cybersecurity sono in espansione come key player europeo, con crescita di ordini, ricavi ed ebita anche in questo caso a doppia cifra, rispettivamente del 13,7%, 14,5% e 21,5%. L’incremento più alto in termini percentuali è atteso dallo Spazio: consolidando la leadership europea, il gruppo conta su una crescita di ordini, ricavi ed ebita rispettivamente del 20,7%, 20,2% e 26,4%, anche attraverso la joint venture Bromo con Airbus e Thales

L’ad Cingolani: Leonardo ha un vantaggio competitivo 

«Abbiamo realizzato tutto quello che avevamo pianificato nel primo piano industriale, oltre ogni previsione», è il commento di Cingolani. «Disponiamo di tutte le piattaforme, dal dominio terrestre a quello spaziale, navale, aereo. Abbiamo investito molto sul digitale, l’AI e la cybersecurity. Oggi possiamo contare su un vantaggio competitivo che vantano in pochi e siamo in grado di sviluppare prodotti e soluzioni per rispondere alle minacce future. Il nuovo piano industriale definisce la traiettoria del gruppo al 2030, guardando ad un maggiore consolidamento del ruolo di player high-tech della sicurezza globale. Leonardo si presenta oggi ai mercati come una realtà industriale unica e forte del recente lancio del Michelangelo Dome, concreta applicazione della visione multidominio che contribuirà alla costruzione di capacità sovrane e interoperabili. Un’architettura di difesa integrata e aperta, progettata per rispondere ad uno scenario in cui le minacce alla sicurezza sono sempre più ibride e richiedono soluzioni nuove e pienamente interconnesse». (riproduzione riservata)