Leonardo resta la best pick di Equita nel settore della difesa. Ma la sim ha alzato le stime sul triennio 2026-2028 sul gruppo e il target price sull’azione del +16% perché il piano industriale, a cui le sue stime sono allineate (quelle del consenso sono leggermente superiori), non tiene pienamente conto del potenziale upside del riarmo europeo, calcolato in un euro per azione in più, il cui effetto è diluito nel tempo.
Un esempio è rappresentato dal contratto jumbo recentemente firmato con l'Austria per 12 velivoli da addestramento M-346 che Equita stima superi un miliardo di euro da registrare nel primo trimestre del 2026.
Ma non è l’unico motivo. Infatti, ci sono cinque catalizzatori specifici della società che possono sostenere l’azione in borsa. Primo, la partnership strategica per la divisione Aerostrutture che dovrebbe essere annunciata a breve per risolvere i problemi che negli ultimi sette anni hanno causato perdite cumulate a livello di ebita pari a 0,56 miliardi di euro e un assorbimento del free cash flow di oltre 1,7 miliardi.
Di recente si è parlato di trattative in fase avanzata col fondo sovrano dell’Arabia Saudita, Pif, al fine di creare un hub globale nel settore. «Risolvere questo problema significherebbe un potenziale aumento sia dell'ebita sia del free cash flow dell’intero gruppo del 10% rispetto al 2025, impatto non scontato dalle stime del consenso», precisa Equita.
Secondo, l’integrazione di Iveco Defense in attesa di sapere se Leonardo manterrà l'intero business (cash-out di 1,7 miliardi, ovvero ev/ebit di 12 volte) oppure venderà il business civile a Rheinmetall come inizialmente previsto. Iveco Defense genera un Ros (redditività delle vendite) a doppia cifra, ha un portafoglio ordini che copre oltre 4 anni e otterrà ordini per 2,5-3 miliardi dalla joint venture Leonardo-Rheinmetall.
Terzo, l’espansione del perimetro dell'alleanza Leonardo-Thales Space ad Airbus con sinergie per un importo totale di diverse centinaia di milioni all'anno sul risultato operativo del gruppo a partire dal quinto anno.
Quarto, il potenziale upside del Michelangelo Dome, il nuovo sistema di difesa integrato proprietario in grado di identificare, tracciare e neutralizzare attacchi con missili e droni.
Quinto, il potenziale per ulteriori acquisizioni, supportato da una solida struttura finanziaria, con Leonardo pronto a svolgere un ruolo attivo nel consolidamento del settore della difesa europeo.
Scontando tutti questi catalizzatori positivi, i multipli leggermente più elevati delle attività industriali (+2 euro per azione), che implicano in media un ev/ebitda 2026 intorno a 10 volte, il mark-to-market delle attività quotate (DRS in Usa) valutate al valore di mercato (+4 per azione) e la maggior valutazione (+1 euro per azione) di MBDA, il consorzio europeo nel settore della difesa missilistica controllato per il 25% da Leonardo (insieme ad Airbus e BAE Systems), il cui portafoglio ordini dovrebbe rimanere molto forte, Equita ha alzato, anche se solo leggermente (small single digit), le stime del triennio 2026-2028 e di conseguenza il target price sul titolo del +16% a 64 euro.
Con un +13% di potenziale upside rispetto al prezzo di chiusura in borsa del 26 gennaio a 56,62 euro (-2,65%), il rating resta buy. Il nuovo target price di Equita supera quello del consenso Bloomberg a 60,41 euro. 12 i rating buy attualmente sul titolo, 10 gli hold e 1 sell. (riproduzione riservata)