Leonardo, arriva la maxi commessa da 3,7 miliardi per i carri armati con Rheinmetall
Leonardo, arriva la maxi commessa da 3,7 miliardi per i carri armati con Rheinmetall
Doppia aggiudicazione dall’Esercito. C’è anche il primo ordine del New Main Battle Tank, il programma per sostituire gli Ariete con 270 cingolati di nuova generazione. E le banche d’affari già guardano al sorpasso delle guidance

di Angela Zoppo 21/10/2026 20:00

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Doppietta da 3,7 miliardi di euro per Leonardo Rheinmetall Military Vehicles. Secondo quanto apprende MF-Milano Finanza da fonti finanziarie, la joint venture Italo-tedesca si è aggiudicata due maxi-contratti nell’ambito del piano di ammodernamento dei mezzi corazzati dell’Esercito italiano. L’assegnazione riguarda un ordine per l’Army Armoured Combat System (A2CS), destinato ai veicoli da combattimento della fanteria, ma conterrebbe anche la prima commessa per il New Main Battle Tank (Mbt), il programma per i nuovi carri armati delle Forze Armate italiane, destinato a sostituire progressivamente gli Ariete, entrati in servizio negli anni Novanta. L’obiettivo dell’Esercito è l’acquisizione complessiva di ben 1.050 veicoli di nuova generazione per l’A2Cs e 270 per l’Mbt.

Gli effetti sui conti di Leonardo e i giudizi degli analisti

La cifra di 3,7 miliardi di euro si spiega con la taglia delle forniture: ben 48 piattaforme corazzate cingolate e 30 veicoli da combattimento. I due programmi rappresentano uno dei maggiori investimenti previsti dall’Italia per il rinnovo delle capacità militari terrestri: il valore complessivo è stimato in circa 23 miliardi di euro, spalmati fino al 2037 per l’Mbt e al 2040 per l’A2CS.
La portata dei contratti consolida anche le stime degli analisti sulle guidance sugli ordini per l’intero esercizio 2026, che dovrebbero essere confermate in occasione dei conti del terzo trimestre (le anticipazioni degli analisti), il 4 novembre. Il gruppo guidato da Lorenzo Mariani aveva già aggiornato le indicazioni per l’anno in corso, alzando l’asticella dei nuovi ordini da 26,2 a 28,2 miliardi di euro. Secondo alcune banche d’affari, come Equita, c’è la possibilità che anche questa cifra venga superata. Le altre guidance riguardano i ricavi, attesi a 22,1 miliardi; l’ebita a 2,21 miliardi (con margine a due cifre per la prima volta), e un free cash flow operativo di circa 1,37 miliardi.
Sul titolo, che il 21 ottobre ha chiuso in calo del 2% a 48 euro, prevalgono i giudizi buy con prezzi obiettivo che vanno dai 55 euro di Akros (neutral) agli 82 di Morgan Stanley (buy). I più recenti sono aggiornati a inizio ottobre: per Bank of America, Leonardo è buy con target price di 71 euro, stessa raccomandazione per Rbc ma con obiettivo a 70 euro. Il consenso, che fa media tra 19 analisti, si colloca sopra i 68 euro.

Il cambio di passo per la jv con Rheinmetall

Certo è che per Leonardo Rheinmetall Military Vehicles, costituita nel 2024, la doppia aggiudicazione è un passaggio strategico. L’alleanza italo-tedesca è nata proprio per sviluppare e produrre una nuova generazione di mezzi pesanti destinati all’Esercito italiano, con l’ambizione di allargare poi l’offerta ad altri Paesi e aggiudicarsi commesse internazionali.
I maxi-contratti da 3,7 miliardi di euro rappresentano un vero e proprio salto di dimensioni anche rispetto al primo ordine ottenuto quasi un anno fa, a novembre 2025, quando Leonardo e Rheinmetall avevano annunciato la fornitura di 21 veicoli A2CS, con l’opzione per altri 30.
Quella commessa comprendeva cinque carri armati Lynx KF41 equipaggiati con torretta Lance di Rheinmetall e altri 16 mezzi con lo stesso telaio, ma dotati della torretta Hitfist da 30 millimetri di Leonardo. L’accordo prevedeva anche l’adeguamento di questi primi cinque veicoli cingolati alla configurazione italiana, sistemi di addestramento e simulazione e un’opzione per ulteriori 30 mezzi.

Le due commesse nel dettaglio

La nuova assegnazione, invece, avrebbe una portata ben diversa, perché coinvolgerebbe per la prima volta anche il programma dei carri armati Mbt. La piattaforma di partenza è il Panther KF51 sviluppato da Rheinmetall, sulla quale Leonardo installerà le proprie tecnologie, in particolare nell’elettronica, nei sistemi di missione e nell’integrazione degli armamenti. Per i veicoli da combattimento della fanteria, invece, la base tecnologica resta il Lynx, adattato ai requisiti dell’Esercito. La ricaduta industriale è significativa per l’Italia. Leonardo e Rheinmetall controllano la jv alla pari, ma gli accordi prevedono che il 60% delle attività vengano svolte nei siti italiani, dove si concentreranno una parte dello sviluppo e della produzione, l’integrazione dei sistemi, i collaudi, le consegne e il supporto logistico. Leonardo, nel frattempo, ha acquisito Iveco Defence Vehicles, con il sì senza condizioni dell’Antitrust Ue, che a garantire la concorrenza ha chiamato in causa il ministero della Difesa. (riproduzione riservata)