Il ceo di Leonardo Lorenzo Mariani conferma la costituzione della newco Leonardo Ukraine, come anticipato il 19 agosto da MF-Milano Finanza. La novità è il raggio d’azione della controllata, che dal centro di Kiev gestirà il business del gruppo nel Paese. Il perimetro infatti sarà ancora più largo di quello previsto nell’atto di nascita: la società avrà il compito di individuare tecnologie da integrare nei sistemi di Leonardo, valutare partnership commerciali, effettuare investimenti ma soprattutto – ed è questa la vera novità – sarà l’avamposto per possibili acquisizioni.
A margine del forum di Cernobbio, Mariani ha spiegato che l’obiettivo è approfondire i rapporti con il settore ucraino delle tecnologie militari, cresciuto rapidamente durante la guerra. A Bloomberg ha detto anche che il gruppo guarda in particolare alla rete di piccole e medie imprese e startup che Kiev ha sviluppato con soluzioni innovative già sperimentate sul campo. Avere una presenza diretta in Ucraina permetterà a Leonardo di conoscere più da vicino questa proliferazione seguita all’invasione russa e selezionare le realtà con cui collaborare o sulle quali investire.
Leonardo avrebbe già individuato le aziende con soluzioni che potrebbero essere inserite nei propri sistemi, dando seguito all’intenzione che Mariani aveva manifestato relativamente ai droni al salone aerospaziale di Farnbourough a luglio 2026.
Il target preferenziale di ricerca saranno appunto i velivoli senza pilota e le tecnologie di connessione, che comprendono i sistemi necessari a collegare sensori, piattaforme ed elementi di difesa diversi. È uno dei campi nei quali l’esperienza maturata dall’industria ucraina interessa maggiormente Leonardo: il conflitto ha accelerato lo sviluppo di droni, contromisure elettroniche, software per l’individuazione dei bersagli e soluzioni capaci di funzionare anche in assenza di segnale gps o in presenza di disturbi.
A dare la misura del bacino al quale Leonardo guarda è Brave1, il polo pubblico ucraino dedicato all’innovazione nella difesa, ecosistema che riunisce circa 2.500 aziende e più di 5 mila soluzioni tecnologiche, con oltre 500 produttori di droni, più di 300 imprese specializzate nella guerra elettronica e nell’intelligence dei segnali e circa 200 sviluppatori di prodotti basati sull’AI. L’Ucraina sarà terreno di sperimentazione e sviluppo anche per il Michelangelo Dome, il sistema integrato di difesa aerea e multidominio dal quale Leonardo si attende opportunità commerciali per circa 21 miliardi di euro nell’arco di dieci anni. Il primo test è previsto entro fine 2026. (riproduzione riservata)