Il settore finanziario non è l’unico con cui il governo di Giorgia Meloni non ha avuto «margine» di trovare un «accordo preventivo». Quest’anno, per quella che dovrebbe essere l’ultima legge di Bilancio, l’esecutivo potrà contare su 700 milioni di euro provenienti delle società energetiche. E che, anche con loro, non c’è stato alcun «accordo preventivo» – per parafrasare le parole usate dalla premier in conferenza stampa.
Non è la prima volta che il governo bussa alla porta delle aziende del settore. Il nuovo prelievo, ha detto Meloni, «si somma al contributo che in questi mesi avevamo già chiesto, ad esempio per finanziare il decreto Bollette». La premier ha però escluso che si tratti di una misura punitiva: «Non è una manovra contro qualcuno, chiaramente. Semplicemente, in un momento complesso viene chiesto a chi ha meno problemi di dare una mano».
Le modalità di prelievo, subito dopo la conferenza stampa, non erano ancora chiare. Diverse fonti finanziarie osservano che, già da qualche settimana, era nell’aria un aumento dell’Irap. L’aliquota era infatti già stata aumentata del 2% dal 3,9% al 5,9% per il 2026-2027 con il decreto Bollette emanato a fine febbraio, con un gettito complessivo atteso di circa 1,1 miliardi di euro, di cui circa 500 milioni nel 2026, 550 milioni nel 2027 e i restanti 80 milioni nel 2028. Il governo potrebbe reperire i 700 milioni aumentando l’aliquota anche al 2028 e al 2029. (riproduzione riservata)