Tempesta nella Lega di Matteo Salvini. Un gruppo di ex parlamentari e segretari provinciali ha ufficialmente costituito il «Comitato per la convocazione del congresso federale» della vecchia Lega Nord per l’indipendenza della Padania. L’obiettivo è convocare il congresso del partito, oggi commissariato, e ripristinare i suoi organi statutari. Ma soprattutto riportare in gioco il simbolo dell’Alberto da Giussano, che appartiene alla vecchia struttura.
Il comitato è nato il 28 agosto a Forlì. Presidente e promotore è l’ex parlamentare Gianluca Pini, insieme a Roberto Fabbri e Paola Ragazzini. Pini, raggiunto dall’Ansa, ha dichiarato di aver già raccolto oltre cento deleghe e firme tra i militanti del Nord. Ora l’obiettivo è convocare il congresso della Lega Nord e ripristinare gli organismi previsti dallo statuto. «Non è un’operazione nostalgia», ha spiegato, annunciando anche possibili azioni legali nel caso in cui la richiesta di convocazione del congresso non venisse accolta.
La vecchia Lega Nord è rimasta formalmente in vita dopo la trasformazione del partito in «Lega per Salvini premier», il passaggio che ha accompagnato la nazionalizzazione del Carroccio. Le due strutture, pur avendo entrambe sede in via Bellerio a Milano, sono soggetti distinti. Alla vecchia Lega è rimasto anche il debito dei 49 milioni di euro da restituire allo Stato.
La mossa arriva in una fase delicata per gli equilibri interni della Lega. Dal Nord si sono moltiplicate nelle ultime settimane le richieste di recuperare l’identità originaria del movimento e di dare maggiore spazio agli amministratori locali. Il presidente della Lombardia Attilio Fontana e il segretario della Lega Lombarda Massimiliano Romeo hanno chiesto di trovare una soluzione prima di Pontida.
Dal partito, però, arriva una netta presa di distanza dall’iniziativa. Fonti della Lega parlano di «sorpresa» nell’entourage di Salvini e accusano i promotori di pensare più alle proprie posizioni che al territorio. Il segretario, dal canto suo, non sembra intenzionato a lasciare e ha aperto soltanto alla possibilità di una gestione più collegiale.
Il prossimo appuntamento sarà la due giorni convocata a Roma l’8 e 9 settembre, dedicata ai temi economici in vista della manovra. Poi toccherà a Pontida, il 20 settembre. È lì che si misurerà la profondità della frattura tra la Lega nazionale costruita da Salvini e la componente del Nord che ora prova a riaprire la partita sulla vecchia Lega. (riproduzione riservata)