Le spoglie dell’ultimo monarca d’Italia, conosciuto come il re di maggio, ossia Umberto II di Savoia, potrebbero tornare a Roma. Ad annunciarlo è lo stesso nipote, Emanuele Filiberto di Savoia, in un’intervista al Corriere della Sera: «Finalmente mio nonno, l’ultimo re d’Italia, e nonna Maria José potranno tornare in patria». Il via libera per il rientro delle salme è stato dato sia dal governo Meloni che dal Vaticano. Ma l’ultima parola spetta al Quirinale e cioè al presidente Sergio Mattarella.
«Sono fiducioso che proprio perché in questo 2026 l’Italia celebra 80 anni di Repubblica, sia anche tempo di far pace con la storia, che prima è stata quella di 85 anni di Italia unita con re Savoia», ha detto Filiberto di Savoia al quotidiano.
Subito dopo la sconfitta al referendum del 1946 che sancì la nascita della Repubblica Italiana, Umberto II lasciò il Paese, ma senza abdicare. L’ultimo re d’Italia morì così in esilio a Ginevra il 18 marzo del 1983 ed è sepolto, insieme alla regina, ad Altacomba in Francia.
Adesso, il casato dei Savoia vorrebbe che i due regnanti riposassero al Pantheon a Roma, insieme agli altri sovrani. «Mi rifiuto di pensare a qualsiasi altra opzione e credo che il rientro vada nella direzione di una riappacificazione anche perché non penso si possa imputare il fascismo a mio nonno Umberto che anzi fu il primo a condannare l’infamia del Ventennio», ha spiegato il nipote del re.
Nell’intervista Emanuele Filiberto ha parlato anche della diatriba con lo Stato per i gioielli Savoia custoditi nei caveau della Banca d’Italia. Il tribunale di Roma, il maggio scorso, aveva rigettato la domanda dei reali che chiedevano l’accertamento del diritto di proprietà. «Ora aspettiamo un nuovo verdetto e con i tempi della giustizia in Italia dovrebbe arrivare a novembre 2028. Pronti a continuare il caso con la giustizia europea». (riproduzione riservata)