Le parole di Giorgia Meloni sul risiko bancario che vede coinvolta Monte dei Paschi di Siena (Mps) - finita preda di un’opas di Intesa Sanpaolo che coinvolge anche Unipol e la controllata di quest’ultima, Bper - sembrano destinate a riaprire il dibattito su una partita che sembrava chiusa dopo il comunicato di Banco Bpm di qualche giorno fa, che di fatto metteva una pietra tombale all’ipotesi di nozze tra Siena e Piazza Meda.
In un’intervista rilasciata al direttore di MF-Milano Finanza, Roberto Sommella e rilanciata dalle principali agenzie e quotidiani, la premier auspica che Mps non finisca smembrata e non perda il suo brand.
A Siena, dove è in calendario il 2 settembre un consiglio comunale sulla vicenda, testate locali come La Nazione, Corriere di Siena o Siena News, riprendono le parole di Meloni in difesa dell’istituto. «Abbiamo ereditato Mps agonizzante e l’abbiamo riportata in salute. Oggi è diventata un pezzo pregiato. Mi auguro che dalle dinamiche di mercato emerga un sistema più concorrenziale e che Mps non finisca smembrata, perdendo il proprio nome e la propria identità», ha detto la premier.
A queste dichiarazioni hanno risposto alcuni esponenti della politica senese. «Se, come afferma Meloni, Mps non deve essere smembrata e non deve perdere il proprio nome e la propria identità, il governo utilizzi tutti gli strumenti che ha a disposizione per garantirlo», ha replicato il segretario Pd della provincia di Siena, Nico Bartalini. «È ciò che dal territorio chiediamo fin dall’inizio».
Il 20 agosto il presidente della Regione Toscana, la sindaca di Siena e la presidente della provincia andranno a Roma per incontrare il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Non mancano tuttavia opinioni contrastanti. Come evidenziano Agenzia Stampa Italia e LaMiaFinanza, le opposizioni (e soprattutto il Movimento 5 Stelle) chiedono maggiore trasparenza sui collocamenti delle quote pubbliche di Mps e sulle intenzioni del governo.
«Su un punto decisivo (Meloni) continua a tacere: le chat e le interlocuzioni che hanno accompagnato il risiko bancario», si legge in una nota del M5S. «Meloni non può raccontare agli italiani che il governo non interferisce nelle dinamiche di mercato e poi evitare di fare piena chiarezza sulle interlocuzioni tra uomini delle istituzioni e di governo proprio mentre si decideva il futuro di Mps e si ridisegnavano gli equilibri del sistema bancario italiano. Parliamo di una banca risanata con miliardi di risorse pubbliche». La difesa dell’identità di Siena rischierebbe, secondo questa lettura, di essere solo simbolica. (riproduzione riservata)