Troppi Stati Uniti e troppa tecnologia in portafoglio? Forse è il momento di diversificare, guardando anche all’Europa. Dove le valutazioni ancora contenute rispetto agli Usa riguardano anche titoli di qualità che, secondo Francesco Bergamini, responsabile per l’Italia del broker regolamentato Freedom 24, «operano nel cuore dell’economia globale: controllano snodi industriali critici e vantano marchi solidi e duraturi».
Vere e proprie Magnifiche 7 in salsa Ue con il vantaggio, secondo gli analisti della società, di evitare la iper-concentrazione nel tech e nell’AI. Ecco quali sono, ordinate per upside potenziale, secondo il consenso Bloomberg.
Il titolo è stato fortemente punito dal mercato dopo i conti del quarto trimestre, che hanno mostrato una crescita del portafoglio ordini del cloud inferiore alle attese. Nonostante ciò, gli analisti restano ottimisti sul colosso software tedesco da oltre 207 miliardi di euro di capitalizzazione. La società, secondo Freedom24, è riuscita «a realizzare la transizione verso un modello di software in abbonamento basato sul cloud. Questo cambiamento ha sostenuto una rivalutazione dei multipli». Il titolo, in linea con il settore di riferimento, risulta però un po’ caro, visto che tratta a quasi 24 volte gli utili attesi.
Altro titolo colpito duramente dal mercato all’indomani dei conti, il colosso della moda guidato da Bernard Arnault resta comunque una prima scelta per molti esperti di mercato: dopo che nell’ultimo anno ha messo a segno un total return negativo di oltre il 21%, il 56% degli analisti che coprono il titolo credono sia il momento di ricominciare a comprarlo. Per Freedom24 il vero punto di forza del gruppo sta nelle dimensioni: «Il gruppo continua a beneficiare di un forte potere di pricing, in particolare nella divisione Fashion & Leather Goods».
Il titolo è colato a picco a Copenaghen dopo i conti, perdendo il 17% in una sola seduta. In particolare, l’outlook del gruppo farmaceutico ha deluso le attese: la maggiore concorrenza sui farmaci anti-obesità penalizza le stime sui ricavi futuri. La vera domanda è: il titolo è pronto a risalire la china? Le raccomandazioni di acquisto sono attualmente pari al 47%: numeri non entusiasmanti, anche se l’upside potenziale resta notevole. Per Freedom24, che invita comunque a non ignorare «la volatilità di breve periodo», Novo Nordisk rimane interessante: «La conversione dei fondamentali in flusso di cassa libero è elevata, tale da sostener un dividendo in crescita (yield atteso sopra il 3%) e programmi di riacquisto di azioni proprie».
La società olandese di chip è il vero gigante delle borse europee (469 miliardi di capitalizzazione), e sia i conti del quarto trimestre sia l’outlook per il 2026 hanno battuto le stime. Nonostante le valutazioni molto alte (p/e atteso di 41) e il total return del 68% nell’ultimo anno per gli analisti la corsa non è ancora finita: i tre quarti continuano a suggerire di comprarlo. Anche in questo caso, Freedom24 vede interessanti prospettiva in ottica di remunerazione degli azionisti. «Un programma di buyback da 12 miliardi di euro e un aumento del dividendo del 17% rafforzano la remunerazione attesa».
L’unica italiana in rosa è la banca guidata dall’ad Andrea Orcel che, nonostante la corsa borsistica degli ultimi anni (e il total return di quasi il 68% negli ultimi 12 mesi), è ancora da comprare per il 63% degli analisti che la coprono. Freedom24 considera il titolo «una delle storie bancarie più interessanti in Europa, grazie a un mix di elevata redditività, solida patrimonializzazione e crescita dimensionale: un profilo al tempo stesso difensivo e con un potenziale di crescita di medio termine».
Per gli analisti che lo coprono, il titolo della società petrolifera francese è arrivato già al suo valore target, ma nonostante ciò il 60% suggerisce ancora di comprarlo. Il mercato ha apprezzato i conti trimestrali, che hanno battuto le attese della vigilia. Freedom24 loda due elementi: da un lato «la diversificazione delle fonti di profitto: gas naturale liquefatto e rinnovabili contribuiscono in modo crescente accanto alla produzione petrolifera». Dall’altro, il dividend yield elevato, oggi superiore al 5%.
Il titolo del colosso tedesco dell’automazione industriale potrebbe aver corso troppo e anche le valutazioni sono elevate (p/e atteso oltre 25). Gli analisti restano sostanzialmente positivi (69% di raccomandazioni di acquisto) ma sono un po’ tiepidi sul potenziale di apprezzamento. Dal punto di vista patrimoniale, sottolinea il broker regolamentato, «Siemens mantiene un indebitamento netto contenuto rispetto all’ebitda, che consente di investire in aree di crescita di lungo periodo come la digitalizzazione manifatturiera, le reti intelligenti e le infrastrutture sostenibili». (riproduzione riservata)