Guardando al passato, non si è arrivati ancora ai livelli del 2023, ma chi vuole comprare casa con un mutuo guarda al futuro e adesso deve farlo alzando lo sguardo perché le curve di fisso e variabile vanno in su dopo un periodo di plateau.
Secondo le rilevazioni di Mutuionline, dopo il 2,59% del secondo trimestre 2026, il tasso variabile è cresciuto fino al 2,84% del 1° ottobre 2026 a causa delle due strette monetarie targate Bce a giugno e settembre scorsi. Nei prossimi mesi un aumento di 25 punti base da parte di Francoforte (che i mercati scontano entro fine anno) porterebbe il tan medio del variabile al 3,09%. Per il fisso, sceso al 2,84% nel primo trimestre 2025 e poi risalito progressivamente al 3,46% al 1° ottobre 2026, si prevede un incremento del tan medio al 3,65%, osservando i Bund tedeschi a 30 anni, a cui è l’egato l’indice irs. Sebbene il variabile resti più conveniente, la forbice tra la rata mobile e quella statica si è ristretta, passando, per un finanziamento di 150.000 euro a 20 anni (simulazione nella tabella in pagina) da 58,51 euro agli attuali 47. «Il mercato non sta crollando, sta rallentando in modo selettivo.
Nel secondo trimestre le compravendite sono rimaste sostanzialmente ferme, con le abitazioni nuove in forte crescita e quelle esistenti in calo. La Banca d’Italia segnala una domanda di case contenuta e un’offerta che continua a ridursi: anche la scarsità di immobili adeguati, soprattutto di buona classe energetica, frena le transazioni», spiega Matteo Favaro, coo di Mutuionline.
Il punto più delicato rimane tuttavia l’accesso al mutuo alla luce di prezzi in crescita e stipendi fermi: «L’Istat prevede per il 2026 una crescita delle retribuzioni del 2,4%, insufficiente a recuperare in fretta il potere d'acquisto perso nel 2022-2023». Per i giovani il problema principale «non è tanto la rata, quanto l’anticipo, con prezzi in crescita. Lo strumento che oggi fa davvero la differenza è il Fondo di garanzia Consap: per gli under 36 con Isee fino a 40.000 euro lo Stato garantisce l’80% del capitale». La garanzia però «non obbliga la banca a erogare: il merito creditizio resta decisivo». Si prevede «un accesso alla casa più tardivo, durate più lunghe e un ruolo crescente del sostegno familiare. Il rinnovo della garanzia Consap oltre il 2027 sarà un passaggio chiave», conclude Favaro. (riproduzione riservata)