Le imprese familiari sono rimaste fuori dalla festa dell’intelligenza artificiale. Questo non dovrebbe sorprendere nessuno. Da anni gli analisti di AlphaValue sostengono che le aziende a conduzione familiare offrano agli investitori il peggio di entrambi i mondi: rendimenti strutturalmente più bassi e una governance instabile, senza che i primi offrano alcuna compensazione per la seconda.
Chi nutre dei dubbi in merito può dare un’occhiata a EssilorLuxottica: -33,66% da inizio 2026, nonostante una crescita dei ricavi oltre le attese del +9% a 7,486 miliardi di euro nel terzo trimestre di quest’anno con un effetto cambi positivo (+7,2%) e la divisione Direc2Consumer che si è confermata il motore di crescita più forte (+10,6%).
Ebbene gli esperti di AlphaValue hanno confrontato, nell’arco di due anni, l’andamento di 130 società a controllo o influenza familiare con quello dell’indice Stoxx 600 e con un paniere di 26 titoli direttamente esposti alla spesa per l’intelligenza artificiale, utilizzato come indicatore di riferimento per il tema d’investimento legato all’AI.
Il verdetto è chiaro. Per temperamento o per circostanze, i titoli delle società influenzate da famiglie imprenditoriali sono rimasti esclusi dall’infatuazione del mercato per tutto ciò che riguarda l’intelligenza artificiale, sottolineano ad AlphaValue. «Può sembrare un giudizio severo, ma mette in luce una debolezza su cui finora non ci eravamo soffermati: le imprese familiari potrebbero essere semplicemente troppo lente nel cogliere un’opportunità», avvertono gli esperti.
Esistono, però, delle eccezioni. La svizzera Bossard (è coperta da Alphavaluwe con un rating sell e target price a 217 franchi svizzeri) si è ritrovata a beneficiare della domanda asiatica di sistemi di fissaggio utilizzati nei settori legati all’intelligenza artificiale, mentre la svizzera Sulzer (rating reduce e target price a 166 franchi) mantiene in funzione i sistemi energetici dei data ceneter. Le altre hanno continuato tranquillamente a occuparsi del proprio mestiere, come tendono a fare le imprese familiari.
Per gli investitori che conservano una predilezione per le aziende familiari, la tabella sotto elenca quelle con un potenziale di rialzo pari o superiore al 50%. La francese bioMérieux (rating buy e target price a 134 euro; potenziale upside del 53,8%) e, forse, la svedese Elekta (rating buy e target price a 86,1 corone svedesi; potenziale upside del 51,6%) «sembrano interessanti sulla base dei fondamentali e paiono poter contare anche su un orientamento favorevole del sentiment di mercato. È da qui che cominceremmo», suggeriscono gli analisti di AlphaValue.
Gli esperti consigliano comunque anche l’acquisto (buy) di Knaus Tabbert (target price a 18,5 euro; upside dell’88%), Exor (target price a 127 euro, upside dell’84%), Novo Nordisk (target price a 460 corone danesi; upside del 74%), Mayr-Melnhof Karton (target price a 113 euro; upside del 72%), Fresenius Medical Care (target price a 65,9 euro; upside del 71%), Wendel (target price a 133 euro; upside del 63%), Prosus (target price a 52,5 euro; upside del 58%), Tui Group (target price a 10,5 euro; upside del 56%).
E ancora: Stellantis (target price a 6,18 euro; upside del 55%), Lvmh (target price a 506 euro; upside del 54%), BioNTech (target price a 137; upside del 53%), Pernod Ricard (target price a 102; upside del 50,7%), Buzzi (target price a 55,8 euro, upside del 50%) e Hikma Pharmaceuticals (target price a 2.450 pence, upside del 50%).
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