Le banche europee chiedono alla Commissione Ue un approccio flessibile sul rinvio delle regole sui rischi di mercato di Basilea 3. Gli istituti e le autorità europee vogliono evitare disparità rispetto agli Stati Uniti e al Regno Unito. Da tempo il presidente Donald Trump ha bloccato le nuove regole bancarie negli Usa.
Secondo la linea sostenuta da tre associazioni del settore finanziario in Europa (Afme, Iif e Isda), l’introduzione obbligatoria delle norme Ue dovrebbe essere posticipata ma gli istituti di credito dovrebbero comunque avere facoltà di applicare le regole già da inizio 2027 (come previsto al momento).
La posizione riflette le divergenti opinioni delle banche: alcune spingono per il rinvio, mentre altre ritengono più semplice e conveniente applicare al più presto la normativa, invece di continuare con procedure doppie (quelle attuali e future).
Come riportato su MF-Milano Finanza del 6 novembre, la Commissione Ue ha proposto di mitigare per altri tre anni, cioè fino a fine 2029, le norme del cosiddetto Frtb (Fundamental Review of Trading Book). L’Ue aveva già rinviato in passato l’inizio della normativa, ma è intervenuta di nuovo in seguito ai persistenti ritardi nella regolamentazione negli Stati Uniti per le politiche di Trump.
I regolatori Usa potrebbero presentare nei prossimi giorni una versione più morbida degli standard internazionali di Basilea, consentendo una rilevante riduzione dei requisiti per le banche negli Stati Uniti rispetto alle proposte iniziali (nonostante la lezione della crisi di alcuni istituti regionali nel 2023).
La Commissione ha indicato due opzioni (da adottare mediante atto delegato) per mitigare gli effetti negativi sul capitale delle banche Ue per tre anni. La prima corregge gli ambiti in cui altri Paesi hanno già fatto sconti patrimoniali o prevedono di farli. La seconda introduce un moltiplicatore che ha l’obiettivo di neutralizzare l’impatto per gli istituti colpiti dalle norme Frtb.
Le correzioni secondo Bruxelles «aiuterebbero le banche a progredire nell’applicazione delle norme, a ridurre i costi e a mantenere condizioni di parità fino a quando altri Paesi non adotteranno gli standard Frtb». La Commissione Ue ha invitato il mercato a esprimersi su come definire il moltiplicatore. Lo strumento «dovrebbe essere semplice, sensibile al rischio e facile da attuare, mantenere e vigilare» secondo Bruxelles.
«Data la persistente incertezza in altre giurisdizioni importanti e la diversità dei modelli di business delle banche che operano nell’Ue, la flessibilità è fondamentale», ha detto Caroline Liesegang, managing director di Afme (Association for Financial Markets in Europe).
«Il moltiplicatore proposto dalla Commissione Ue rappresenta un passo avanti, ma comporta una maggiore complessità operativa. Affinché il Frtb funzioni per tutte le banche, la Commissione dovrebbe rinviare l’attuazione obbligatoria, ma consentire la transizione nel 2027 alle società che desiderano farla, al fine di ridurre gli oneri e garantire un sistema pratico e sensibile al rischio».
Secondo un sondaggio condotto da Afme, Isda e Iif su 31 banche, 15 istituti di credito sono favorevoli a un ulteriore rinvio delle regole Frtb (che richiederebbe un intervento della legislazione primaria), mentre 16 preferirebbero iniziare dal 2027. (riproduzione riservata)