Il 2026 ha tutte le caratteristiche per poter essere un anno di rilancio delle mid cap, le società raccolte per lo più nell’indice Star di Piazza Affari. Perché le stelle si stanno allineando, spiegano gli analisti di Intesa Sanpaolo in un report dedicato alle circa 70 società che popolano questo ricco segmento di borsa. Infatti l’indice è salito del 6,6% nell’ultimo mese, con un’accelerazione rispetto ai sei mesi, che hanno segnato un incremento del 9% circa.
Alcuni dati messi in evidenza dagli specialisti inquadrano le mid cap italiane: il consenso si attende una crescita aggregata dei ricavi del +6,3% nel 2026 e del +9,4% dell’ebitda. Oltre ad un +15,5% della crescita dell’utile per azione, dati in forte accelerazione rispetto agli ultimi tre anni. E che non si vedevano dal 2008, dopo lo scoppio della storica crisi finanziaria mondiale. A questo si aggiunga, spiegano gli analisti, che il rapporto prezzo/utile (p/e) 2025 dello Star è a sconto del 17% rispetto alla media del periodo 2004-24, mentre sale del 28% sulle attese di p/e 2026.
L’inizio delle difficoltà per le mid cap italiane è partito con la pandemia del 2020 a causa dei colli di bottiglia nelle catene di fornitura, della guerra tra Russia e Ucraina con il conseguente aumento dei prezzi dell’energia e dell’inflazione. A questo si è aggiunto il rialzo dei tassi cui sono seguiti i dazi Usa. Per il 2026 gli analisti si aspettano «un’evoluzione macroeconomica stabile verso un anno “normale”, il primo dal 2019». In questo scenario i tre punti importanti da tenere sott’occhio per lo Star sono: la crescita degli utili (eps), le valutazioni e la liquidità.
La crescita degli utili dovrebbe essere «robusta e ben diversificata, la liquidità in costante miglioramento dai minimi toccati nel 2023, con un contributo positivo atteso nel breve termine dal Fondo Nazionale Strategico Indiretto (Fnsi, è il fondo di fondi da almeno 700 milioni di euro messo a punto dal Mef assieme a Cdp con banche, sgr e assicurazioni per investire nelle pmi di Piazza Affari che dovrebbe iniziare a operare a giugno, ndr)». Nel frattempo, come si è visto, i multipli restano a forte sconto rispetto alle medie storiche: non solo il p/e, ma anche il Peg viaggia in calo del 10%. Il Peg (price/earnings to growth) indica se un titolo è caro o conveniente in base alla crescita attesa degli utili. Tutti i valori sotto 1, per esempio, sono legati a titoli potenzialmente sottovalutati. Ecco perché gli analisti di Intesa ritengono che, dopo quattro anni, «siano maturate le condizioni perché lo Star torni a sovraperformare il mercato».
Della settantina di mid cap sotto osservazione, Intesa Sanpaolo ha selezionato 8 titoli, tutti con giudizio buy (comprare) che possono mettersi in evidenza quest’anno, caratterizzati ricavi e margini solidi. I titoli sono Fine Foods, target price 12,8 euro, con un potenziale di rialzo sul valore di scambio in borsa del +35%, a seguire Generalfinance, prezzo obiettivo di 22,1 euro (upside del -5%), Lu-Ve con target price di 45 euro (upside del +12,5%), Next Geo, prezzo obiettivo a 15,3 euro (upside del +22,9%), Orsero con target price di 26 euro (+41,6%), Sanlorenzo ha un target price di 46,7 euro (+51,6%), Seco a 3,7 euro (+25%) e Wiit con target price a 26,2 euro (+21%).
A questa selezione Milano Finanza aggiunge altri due titoli con un buon potenziale di crescita: Avio (ha un target price di Intesa a 49,5 euro e un upside del 35,8%) e Altea Green Power (target price 11,9 euro, upside del 63,46%).
Fine Foods ha aumentato la capacità produttiva nel Pharma per far fronte alla forte domanda. La revisione del settore Cosmetica sta dando risultati positivi, mentre l’area Nutra dovrebbe seguire un percorso normalizzazione. Generalfinance, sottolinea Intesa, dispone di un «modello collaudato ad alto rendimento del capitale» operando nella nicchia a rapida crescita e anticiclica del factoring su crediti deteriorati. Lu-Ve (scambiatori di calore) dovrebbe tornare nel 2026 a una crescita dei ricavi «storicamente elevata», mentre la cassa è attesa al raddoppio nel 2026 rispetto alla media del periodo 2024-2025. Next Geosolutions opera in mercati attesi in forte crescita dal 2026 in poi, presenta un’offerta integrata e una maggiore diversificazione riducendo l’esposizione alle fluttuazioni di un singolo segmento (eolico offshore, oil & gas, studi ambientali).
Orsero (import di frutta), dopo la normalizzazione nel segmento Shipping e nel commercio delle banane, continua a beneficiare della focalizzazione sui segmenti a maggiore valore aggiunto e «pare ben posizionata per cogliere opportunità di crescita esterna». Per Sanlorenzo (cantieristica navale di lusso), il 2025 ha segnato la fine del trend negativo degli ordini. Nel 2026 gli analisti si aspettano che la società benefici di un graduale ritorno alla normalità della domanda negli Usa. Nel 2026, Seco (meccatronica) dovrebbe tornare al suo profilo di crescita «normale a doppia cifra favorendo un miglioramento dei margini». Wiit (cloud e IT per aziende) presenta un modello «che offre elevata visibilità sulla crescita e sulla generazione di cassa».
Althea Green Power ha un Peg di 0,1 (titolo piuttosto sottovalutato) e un potenziale di rialzo del 63%. La società ha appena incassato oltre 15 milioni su un progetto Bess (batterie) già autorizzato dal Mase. Avio (aerospazio e satelliti) ha appena chiuso un aumento da 400 milioni per la crescita. Buone le prospettive 2026, con l’Agenzia Spaziale Europea che ha annunciato una forte accelerazione, con 65 lanci di satelliti. (riproduzione riservata)