In Italia circa 46 miliardi di euro di agevolazioni all’anno vengono persi dalle aziende, a fronte di un costo del lavoro complessivo di circa 645 miliardi. La stima arriva da uno studio di Pwc Italia, chiamato «Costo degli stipendi in Italia: liberare competitività per la crescita».
Lo studio è stato realizzato su input di Jet Hr, tech company italiana fondata da Marco Ogliengo e Francesco Scalambrino che si occupa di semplificare la gestione del personale attraverso un’unica piattaforma e che ha sviluppato Jet Recupero AI, un set di agenti AI che monitorano le opportunità per ogni cliente per accedere ad agevolazioni e risparmiare sul costo del lavoro.
L’analisi di Pwc è stata condotta su oltre 400 mila imprese e circa 13 milioni di dipendenti privati, per un costo del lavoro stimato in 457 miliardi annui. Su un costo medio orario del lavoro pari a 32 euro, inferiore alla media europea, circa 9 euro sono costi non salariali. Si tratta di una componente del 28,1% del totale, superiore alla media Ue (24,8%) e dell’area euro (25,6%), su cui è possibile agire.
Pwc ha infatti individuato 33 leve di ottimizzazione del costo del lavoro: da agevolazioni contributive a incentivi fiscali, da strumenti di welfare aziendale a misure dedicate a specifiche categorie di lavoratori. Lo studio le divide in tre gruppi: le leve con tetto di spesa prefissato, le leve percentuali in funzione delle condizioni dei destinatari e le leve di carattere gestionale. Per fare qualche esempio concreto, si va dalle agevolazioni per le assunzioni di particolari categorie (giovani, donne, madri o in particolari zone geografiche) all’uso di welfare e fringe benefit, fino ad arrivare al recupero dell’Iva su note spese e scontrini. Agevolazioni che sono disponibili sul mercato, ma che per complessità di applicazione, scarsa conoscenza o difficoltà burocratiche raramente vengono sfruttate appieno dalle imprese italiane.
Applicando delle simulazioni «realistiche», ha spiegato a un evento Francesco De Mutiis di Pwc, l’analisti ha individuato un risparmio possibile di circa il 7% del costo complessivo, pari a 28,5-33 miliardi di euro. Estendendo la proporzione a tutto il settore privato italiano (esclusi i dipendenti agricoli), su 645 miliardi del costo del lavoro sarebbe possibile risparmiare 46 miliardi.
I recuperi variano a seconda della dimensione delle aziende. Secondo le stime di Pwc, si va dalle micro realtà (in media 5 dipendenti) che possono risparmiare in media il 7,37% del costo del lavoro (pari a 12.400 euro all’anno) alle grandi imprese (in media 1.130 dipendenti) che possono recuperare oltre 2,3 milioni all’anno, pari al 4,51% del costo del lavoro.
Il prodotto sviluppato da Jet Hr e già testato su oltre 250 dei propri oltre 1.500 clienti ha portato a un risparmio medio di 51 mila euro per azienda, pari a 1.521 euro per dipendente. Si tratta di un recupero del 72% delle inefficienze stimate da Pwc nel proprio report. Se adottato sull’intero panorama aziendale privato italiano, porterebbe a un recupero di 33 miliardi all’anno per le imprese.
Jet Hr ha presentato anche qualche esempio concreto di propri clienti: Lexroom ha identificato risparmi per 250 mila euro, Octopus Energy per oltre 243 mila e Serenis per oltre 200 mila. Tecnicamente, la soluzione si basa su agenti AI che, grazie ai dati a disposizione gestendo le buste paghe dei propri clienti e agli accessi già autorizzati per Jet Hr, identificano le possibili leve applicabili, ne verifica requisiti e cumulabilità, attiva le azioni operative all’interno della piattaforma e monitora nel tempo benefici, scadenze e variazioni del perimetro normativo. (riproduzione riservata)