Lavitola confessa: «Sono io il mandante dell'attentato a Ranucci»
Lavitola confessa: «Sono io il mandante dell'attentato a Ranucci»
L'imprenditore ha dichiarato di aver agito per fare innalzare il livello di protezione del conduttore di Report

di Silvia Valente 12/08/2026 18:00

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Valter Lavitola ha «confermato l'ipotesi accusatoria della Procura di Roma e ha ammesso di essere stato il mandante dell'attentato» dinamitardo ordito ai danni del giornalista e conduttore Sigfrido Ranucci, lo scorso 16 ottobre di fronte alla sua abitazione a Campo Ascolano, nel comune di Pomezia in provincia di Roma. Lo ha comunicato l'avvocato difensore di Lavitola, Sergio Cola, al termine dell'interrogatorio di garanzia all'ex giornalista e imprenditore nel carcere di Rebibbia, durato oltre cinque ore. 

Lavitola ha anche riferito le ragioni per cui si è si è spinto a fare questo atto: «Dice di averlo fatto per tutelare l'incolumità di Ranucci, che era oggetto di parecchi tentativi di aggredirlo, e fargli innalzare il livello di protezione», ha aggiunto il legale. (riproduzione riservata)