«Noi abbiamo una grande idea e un grande progetto industriale e questa è una grande opportunità per realizzarlo. Vogliamo creare un grande conglomerato finanziario composto da un polo bancario e uno assicurativo, in entrambi i casi con l'ambizione di avere una posizione di leadership». Con queste parole Matteo Laterza, ad di Unipol, si è espresso sull'operazione B.Mps in occasione dell'Insurance Day, evento realizzato in collaborazione con Accenture nell'ambito del MF Festival delle Assicurazioni e della Previdenza di Class Editori.
«Noi facciamo della bancassicurazione uno degli elementi di sviluppo del piano industriale e abbiamo già raggiunto risultati molto importanti e soddisfacenti. Questo è un modo per accelerare questo percorso, creando un soggetto di dimensioni molto più rilevanti, con una capitalizzazione di circa 50 miliardi di euro», all'interno del quale «si possono creare numerose sinergie di valore».
L’ad ha anche posto l'accento sulla dimensione locale di Unipol, definendo la sua storia come quella «di creazione di valore, di integrazione e di attenzione alle esigenze del territorio. Mi auguro che questa operazione possa andare avanti in modo da realizzare un progetto che considero di grandissima importanza».
Non solo Banca Monte Paschi di Siena, secondo Laterza per crescere serve anche investire in tecnologia. «Molto più che in passato è determinante per vincere le sfide che pone il mercato assicurativo. Ci sono diversi modi per affrontarle, uno di questi è avere un vantaggio di costo. I bilanci delle compagnie assicurative italiane hanno un expense ratio del 10% circa. Il primo che riuscirà a ridurre questa componente trasformandola in un vantaggio tariffario vincerà la sfida sul piano dei costi».
C'è anche un secondo aspetto, «altrettanto importante, vincere la sfida distributiva impostando un modello omnicanale, dove a una rete fisica forte se ne affianca una digitale, e per una vera strategia omnicanale serve un'infrastruttura tecnologica forte».
In ultimo, «serve avere un vantaggio di prodotto» e Unipol ha investito «nella telematica applicata al mondo dell'auto, dove offriamo un prodotto con un vantaggio competitivo». In questo quadro, inoltre, il modello Beyond Insurance consente di creare una serie di prodotti adiacenti al mercato assicurativo, e in particolare ai segmenti core, servendo i clienti in una serie di ambiti differenti rispetto a quello assicurativo. Nonostante questo, «noi partiamo dall'essere assicuratori e vogliamo continuare a esserlo».
Fra tutte le tecnologie, l'AI è quella al centro dell'attenzione, ma per beneficiare a pieno delle sue potenzialità serve un «nuovo modo di gestire l'azienda». Investire in AI «per ridurre i costi» significa partire «con il piede sbagliato» secondo l'ad di Unipol.
Si tratta infatti di «un investimento importante che serve ad aumentare la produttività dell'azienda, grazie alla sua capacità moltiplicativa» e non ad abbattere i costi. Questo investimento però crea valore solo se si accompagna «all'investimento nelle competenze delle persone, che conoscono questa tecnologia e che sono centrali per creare un nuovo modello operativo». (riproduzione riservata)