Lapo Elkann trasloca in Svizzera e attacca la Ue: sua la colpa della crisi dell’auto, il motore elettrico non è la soluzione
Lapo Elkann trasloca in Svizzera e attacca la Ue: sua la colpa della crisi dell’auto, il motore elettrico non è la soluzione
Il nipote dell’avvocato Gianni Agnelli: Lucerna offre un ambiente più umano e sicuro, ideale per la mia attuale fase di vita. E ribadisce la tesi della residenza svizzera della nonna Marella Caracciolo, contestata dai pm di Torino

di Marcello Bussi 30/03/2026 10:30

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Se fate una gita a Lucerna potreste incontrare Lapo Elkann al supermercato, «tra il Migros e la Coop». Il nipote dell’avvocato Gianni Agnelli e fratello di John e Ginevra a 48 anni rivela di essersi trasferito di recente dal Portogallo nella cittadina svizzera e spiega le ragioni di questa scelta al quotidiano elvetico Luzerner Zeitung. Un’intervista non solo personale ma nella quale critica pesantemente le scelte dell’Europa sull’industria dell’auto.

«Ho vissuto a Milano, Parigi, New York, Lisbona. Ogni città apparteneva a una fase della mia vita», ha detto Lapo Elkann, spiegando che «con il tempo cambiano le prospettive». «A 25 anni» Lucerna «non sarebbe stato il posto giusto, oggi sì». Il nipote dell’Avvocato non nasconde poi che sulla scelta ha pesato anche il clima di guerra: «Viviamo in un’epoca complessa, segnata dall’incertezza. La Svizzera è neutrale, offre sicurezza e qualità della vita».

Meglio di New York

Lapo Elkann si è trasferito con la moglie, la portoghese Joana Lemos, ed Everest, un San Bernardo di 85 chili: «All’inizio non era convinta, abbiamo visitato diversi luoghi. Poi abbiamo trovato una casa a Lucerna e ce ne siamo innamorati». La scelta non è legata a motivi fiscali: «Forse altri luoghi sarebbero stati più convenienti, ma abbiamo scelto un posto che ci rende felici» anche perché «qui tutto è vicino, tutto è più umano». E infatti gli piace andare al supermercato. «Quando guardiamo lago e montagne al mattino, è molto più piacevole che a New York». 

Le critiche alla Commissione Europea sull’auto elettrica

Il fratello minore di John Elkann, presidente di Stellantis e primo azionista attraverso Exor, non si sottrae però a commenti che riguardano l’industria dell’auto: «Non sono più un manager in Fiat, quindi parlo solo come azionista ed appassionato. A mio avviso, la Commissione Europea ha commesso gravi errori e ha contribuito alla crisi». E spiega il perché: «Spingendo l’elettrificazione in modo troppo aggressivo, l’Europa ha distrutto il proprio vantaggio competitivo — e di fatto ha aiutato la Cina. Non credo che i motori elettrici siano l’unica soluzione. Guarda la Germania, a lungo motore dell’Europa. Ora affronta grandi sfide in diversi settori. Una cattiva regolamentazione ha contribuito alla chiusura di fabbriche e ai licenziamenti».

Lapo ha parole di apprezzamento per Giorgia Meloni:«Ora vivo in Svizzera, ma resto italiano. Mi sono commosso fino alle lacrime quando è stato suonato l’inno alle Olimpiadi. A mio avviso, Giorgia Meloni ha fatto molto di buono per l’Italia. Sono orgoglioso del mio primo ministro e del mio paese. Ammiro molto anche il nostro presidente, Sergio Mattarella».

Il riferimento alla nonna (e all’eredità)

Nessun riferimento alle cause che contrappongono i tre fratelli Elkann alla madre Margherita Agnelli, se non indirettamente, parlando della residenza della nonna Marella Caracciolo: «La Svizzera – ha dichiarato ancora Lapo «mi riporta ricordi d’infanzia. Mia nonna ha vissuto per molti anni a St. Moritz e ha trascorso i suoi ultimi anni a Lauenen vicino a Gstaad. La Svizzera per me significava felicità già da bambino. Mia nonna organizzava feste in cui mi vestivo da clown. Mio nonno amava stare a St. Moritz. Io, mio fratello e mia sorella abbiamo passato momenti meravigliosi con i nostri nonni in Svizzera». Una tesi, quella della residenza svizzera della nonna, che i pubblici ministeri di Torino sono convinti che non sia veritiera. Anche per questo John Elkann rischia il processo a Torino.  (riproduzione riservata)