I Paesi che erano conosciuti come Piigs, tra cui l’Italia, oggi «sono ai vertici» in Europa. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde a Milano alla presentazione del progetto Young Factor Europe dell’Osservatorio for Independent Thinking di Andrea Ceccherini. «Guardate Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna: questi Paesi stanno prosperando. Certo, potrebbe esserci più crescita e meno debito, ma la direzione è quella giusta», ha detto la presidente Bce osservando che invece ora ci sono difficoltà in alcuni Stati del Nord: «Non tutti stanno andando benissimo. Le cose non sono mai statiche».
In tema di politica monetaria, Lagarde ha detto che nell’ultimo consiglio di fine ottobre «è stato discusso se alzare ancora i tassi, ma abbiamo ritenuto di essere ben posizionati per aspettare e vedere quali dati e informazioni arriveranno». Lagarde ha aggiunto che le proiezioni saranno riviste a dicembre: «Da qui ad allora avremo molti indicatori che ci aiuteranno davvero a capire se un rialzo sia necessario per conseguire il nostro obiettivo».
Gli analisti si aspettano un aumento dei tassi dello 0,25% rispetto all’attuale livello del 2,5%. La presidente ha spiegato che l’inflazione al 4% nell’area euro e superiore al 5% in Italia è dovuta soprattutto all’energia. «Sono ancora una civetta, né una colomba né un falco», ha ribadito, evidenziando riguardo al board che «negli ultimi sette anni ho visto molte colombe diventare un po’ più falchi e molti falchi diventare un po’ più colombe».
In una prospettiva più ampia sul suo mandato, Lagarde ha osservato: «Nel complesso abbiamo fatto ragionevolmente bene, se faccio un confronto con le altre banche centrali», anche se «non è sempre stato tutto perfetto e ci sono stati momenti in cui non abbiamo diagnosticato adeguatamente la situazione, perché era molto complessa».
Lagarde ha confermato che lascerà l’incarico il 7 febbraio per potersi «esprimere liberamente», con riferimento implicito alle prossime elezioni in Francia. I candidati favoriti per sostituirla alla Bce sono lo spagnolo Pablo Hernandez de Cos e l’olandese Klaas Knot. «Nelle circostanze attuali, in Europa e altrove, voglio poter esprimere con maggiore indipendenza opinioni in cui credo fermamente e partecipare a dibattiti che non riguardano la politica monetaria», ha detto Lagarde. «Avrei comunque terminato a ottobre, ho solo anticipato di nove mesi quell'uscita inevitabile». Riguardo al futuro, ha aggiunto: «Non sono sicura sulla forma che prenderà il mio impegno, ma sono certa di voler rimanere libera e indipendente».
Rispondendo a una domanda sulle elezioni di midterm negli Stati Uniti, Lagarde ha sottolineato: «I dazi sono controproducenti e non aiutano il commercio internazionale e il multilateralismo che dovremmo applicare in un’economia globale governata dalle regole del Wto e dallo Stato di diritto». La presidente Bce ha aggiunto: «Non mi aspetto che i dazi vengano rivisti immediatamente, penso che ci vorrà tempo. Gli ordini esecutivi sono probabilmente destinati a restare». Secondo Lagarde, le tensioni commerciali hanno costretto le imprese a ripensare le catene di approvvigionamento mettendo «la sicurezza davanti all’efficienza». (riproduzione riservata)