Lagarde (Bce) bacchetta Parigi sui conti: la soluzione ai problemi è in casa. E sulle stablecoin dice: non sono convenienti
Lagarde (Bce) bacchetta Parigi sui conti: la soluzione ai problemi è in casa. E sulle stablecoin dice: non sono convenienti
La Francia deve correggere le politiche di bilancio, dice la presidente della banca centrale. Che cita Bankitalia sulle stablecoin: va abbandonata l’idea che siano vantaggiose, le commissioni possono arrivare al 9%

di di Francesco Ninfole 14/10/2026 22:45

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La soluzione «primaria e prioritaria» ai problemi della Francia è «in casa» e «ha a che vedere con le politiche di bilancio». Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde a margine dei lavori del Fmi a Bangkok, rispondendo a una domanda della Cnn su un possibile sostegno da parte di Francoforte. Il 14 ottobre i tassi dei titoli francesi sono saliti di altri 4 punti base al 4,88%.

Lagarde, che ha ribadito di non volersi candidare alle prossime elezioni, ha espresso la stessa opinione del governatore francese Emmanuel Moulin che nei giorni scorsi aveva detto: «Il divario nei tassi è legato al deficit superiore a quello degli altri Paesi dell’Eurozona. Oggi non c’è bisogno di cercare la soluzione a Francoforte».

Lo scudo anti-spread

La Bce ha a disposizione il cosiddetto scudo anti-spread, noto come Tpi (Transmission Protection Instrument), varato nel luglio 2022 tra lo scetticismo dei Paesi core (quale allora era la Francia) che lo ritenevano uno strumento in difesa della periferia dell’Eurozona. Le regole dicono che il Tpi può essere attivato per contrastare dinamiche dei mercati «disordinate» e «non giustificate da fondamentali specifici di uno Stato». In tal caso la Bce può comprare titoli di Stato sul mercato secondario senza restrizioni ex ante.

La decisioni sull’uso del Tpi spettano al consiglio direttivo Bce sulla base di alcuni criteri: la conformità al quadro fiscale dell’Ue, l’assenza di gravi squilibri macro, la sostenibilità fiscale (anche sulla base delle analisi della Commissione Ue, dell’Esm e del Fmi) e l’esistenza di politiche macro solide. Queste condizioni tuttavia non sono rigide, ma vanno considerate come un «input» per il consiglio direttivo che valuta «dinamicamente in base ai rischi e alle situazioni da affrontare».

Di conseguenza la Francia potrebbe essere aiutata anche se resterà al di fuori delle regole Ue. È difficile pensare che la Bce resti ferma in una situazione estrema, peggiore di quella vista finora. Ma di certo la banca centrale non si muoverà ai livelli attuali di spread, in assenza di interventi significativi del governo francese per una correzione di bilancio.

Politica monetaria, intelligenza artificiale e inflazione

In tema di politica monetaria Lagarde ha confermato di non vedere effetti di secondo livello (in particolare sui salari) legati allo shock dell'energia, anche se «occorre essere estremamente attenti anche ai piccoli segnali». Il capoeconomista Bce Philip Lane ha osservato che l’AI sta avendo un peso nel contenere gli stipendi: «La possibilità che l’intelligenza artificiale sostituisca alcune categorie di lavoratori potrebbe indebolire il loro potere contrattuale moderando la crescita salariale e riducendo la quota del lavoro nel reddito totale», ha osservato.

L’inflazione dell’Eurozona è arrivata al 3,8% a ottobre, ma per il momento il rialzo è dovuto in gran parte al rincaro di gas e petrolio connesso al conflitto in Medio Oriente. Il governatore belga Pierre Wunsch ha detto a Bloomberg che «probabilmente la Bce dovrà alzare ancora i tassi ma non è opportuno fare scommesse perché c’è molta incertezza sul fronte dell’energia e anche dell’AI».

Le commissioni delle stablecoin

Lagarde ha parlato anche di stablecoin citando un’indagine in incognito della Banca d'Italia nella quale sono emerse commissioni tra lo 0,3% e il 9% del valore dell’operazione. Perciò secondo la presidente Bce va abbandonata «l’opinione diffusa che le stablecoin siano davvero convenienti». Inoltre Lagarde, durante una conversazione dell’Atlantic Council sempre a margine dei lavori del Fmi, ha aggiunto di non vedere una funzione delle stablecoin nei pagamenti paragonabile a quella dell’euro digitale.

Intanto Qivalis, la società partecipata da 37 banche europee (tra cui Unicredit, Intesa Sanpaolo, Sella e Bper) che intende emettere una stablecoin legata all’euro, ha comunicato di aver ricevuto dalla banca centrale olandese l’autorizzazione come istituto di moneta elettronica e quindi è ora abilitata a emettere token denominati in euro. (riproduzione riservata)