«Possiamo apportare aggiustamenti misurati ai tassi, calibrati sugli shock che ci troviamo ad affrontare. Non occorrono più forme complesse di indicazioni prospettiche. Le nostre decisioni dipendono dai dati e sono assunte di volta in volta a ogni riunione». Lo ha sottolineato la presidente Bce Christine Lagarde a Sintra.
«Oggi il contesto della politica monetaria è cambiato. Gli shock si verificano più spesso dal lato dell’offerta e l’Europa ha maturato una notevole resilienza in risposta a quegli anni difficili», come quelli della crisi del debito sovrano e della guerra in Ucraina, ha osservato. «In questo modo si sono create le condizioni per ripartire dalle basi: stabilizzare l’inflazione mediante i tassi di interesse di riferimento come strumento principale, agire in modo misurato, prendere le decisioni di volta in volta a ogni riunione».
Secondo Lagarde «ci troviamo ad affrontare un contesto geopolitico segnato da forti tensioni in cui la frequenza di gravi shock sembra essere in aumento. Questi assumono inoltre forme nuove: l’accesso ai mercati, le forniture energetiche e i minerali critici sono al centro di crescenti strumentalizzazioni».
Shock di questo tipo presentano «due caratteristiche che mettono alla prova i nostri quadri analitici standard». In primo luogo, «gli effetti economici di questi shock dipendono da reazioni strategiche che possono non seguire le regolarità storiche. L’introduzione di dazi più elevati da parte degli Stati Uniti lo scorso anno ne è un chiaro esempio».
La seconda caratteristica di questi shock è la loro «capacità di intensificarsi bruscamente, ma anche di riassorbirsi con altrettanta rapidità. La guerra in Medio Oriente ne è un esempio».
Così secondo Lagarde «potremmo ritrovarci più spesso in una zona intermedia, fra shock nei confronti dei quali è possibile guardare oltre e shock a fronte dei quali è necessario reagire con forza».
Al tempo stesso, «gli shock sono più difficili da interpretare e più inclini a rapidi cambiamenti di direzione. Diventa pertanto essenziale calibrare adeguatamente la nostra risposta di politica monetaria». (riproduzione riservata)