Nel 2020 Ram Rupireddy riusciva a stento a credere alla propria fortuna quando un amico gli parlò di una società del New Jersey che proponeva opportunità di investimento in SpaceX e in altre promettenti aziende non quotate. Rupireddy vive ad Ashburn, in Virginia, con la moglie e due figli, e percepiva un reddito solido come ingegnere dei dati presso una società sanitaria. Aveva però amici nella Bay Area che avevano investito fin da subito in startup di successo e voleva fare lo stesso. Questa era la sua occasione.
La società d'investimento, Late Stage Management, non vendeva azioni vere e proprie, bensì quote di veicoli societari che dichiaravano di detenerle.
Noti come veicoli societari per scopi specifici (Special-Purpose Vehicles o Spv), questi fondi detengono azioni di società private in modo diretto o indiretto, investendo a loro volta in altri fondi in possesso di quote. Gli Spv offrono un cavillo per aggirare il limite al numero di azionisti che le società private possono avere senza dover fornire bilanci dettagliati. Operano in un regime di scarsa regolamentazione e dovrebbero essere riservati unicamente a investitori accreditati, ossia coloro il cui patrimonio netto o reddito raggiunge una determinata soglia.
L'amico di Rupireddy lo presentò a un responsabile delle vendite di Late Stage, Jeremy Barish. I due parlarono al telefono, ma comunicarono principalmente via WhatsApp. Rupireddy ha dichiarato di non aver mai incontrato di persona nessuno della società.
Nel novembre 2020, Rupireddy scrisse a Barish di essersi perso di recente alcune grandi ipo e che gli sarebbe piaciuto acquistare quote in Impossible Foods, SoFi e SpaceX. Barish rispose che tutte e tre erano disponibili e inviò i documenti da firmare. Entro la fine dell'anno Rupireddy trasferì il denaro, inclusi 17.250 dollari per partecipare a un fondo che deteneva azioni della società aerospaziale di Elon Musk, secondo i documenti visionati dal Wall Street Journal. All'epoca, si stimava che la valutazione del produttore di razzi fosse di 58 miliardi di dollari.
Quando a giugno SpaceX si è quotata in borsa raggiungendo una valutazione di 1.770 miliardi di dollari, il sogno di Rupireddy di ottenere un guadagno inaspettato sembrava a portata di mano. Ma si è trasformato in un incubo.
Poco dopo l'ipo, Rupireddy e altri tre investitori intervistati dal Journal hanno dichiarato di non essere più riusciti ad accedere al portale web di Late Stage riservato ai clienti.
Rupireddy ha raccontato che la società di investimento gli ha infine comunicato via e-mail di aver venduto le azioni SpaceX a cui era esposto nel 2024, quando valevano circa 105 dollari l'una e prima di un frazionamento azionario 5 a 1 (ovvero quando la partecipazione di Rupireddy valeva 45.450 dollari).
Tuttavia Rupireddy – sulla base delle quote mostrate sul suo portale di investimento a maggio 2026 e della sua dichiarazione dei redditi del 2025 – era convinto di detenere ancora l'equivalente di 2.500 azioni SpaceX, che al prezzo dell'ipo ha stimato valere oltre 300.000 dollari.
«Il piano era finanziare gli studi universitari di entrambi i miei figli. Uno di loro inizierà l'ultimo anno di scuole superiori», ha detto Rupireddy, che da allora ha sposto denuncia alla Securities and Exchange Commission (Sec).
Anche altri investitori del fondo sono in allarme. Rupireddy ritiene che ci siano oltre 100 persone in una situazione analoga, basandosi su una chat di gruppo formatasi tra circa 150 clienti di Late Stage. Alcuni hanno ingaggiato legali per intentare una causa contro la società, al fine di recuperare e preservare le proprie azioni SpaceX antecedenti all'ipo.
Un investitore del fondo ha dichiarato al Journal di essere stato contattato a luglio da un legale della Sec per interrogarlo sulla sua esperienza con Late Stage, aggiungendo che alla chiamata partecipava anche un agente speciale dell'Fbi.
Un banco di prova si avrà giovedì, quando una prima ondata di investitori pre-ipo di SpaceX sarà autorizzata a vendere le proprie azioni in virtù dei cosiddetti accordi di lockup (blocco delle vendite). I banchieri stimano che vi siano almeno mille Spv legati al solo titolo SpaceX, e per decine di investitori sarà l'occasione di monetizzare la crescita delle azioni. Oppure potrebbero finire travolti dal medesimo panico che ha colpito Rupireddy, qualora la loro quota di profitti non dovesse materializzarsi. A partire da giovedì circa 900 milioni di azioni sbloccate potranno essere vendute.
Il Journal ha preso visione dei documenti fiscali, delle e-mail, dei messaggi WhatsApp e degli screenshot del portale dell'account di Rupireddy.
Late Stage non ha risposto alle ripetute richieste di commento, inviate sia ai dirigenti sia ai legali che rappresentano la società in una class action, né alle domande inoltrate all'indirizzo e-mail principale dell'azienda. Il Journal ha tentato di recapitare le domande presso la sede fisica del New Jersey indicata a marzo come ufficio di Late Stage, ma l'azienda non sembrava avere alcuna presenza lì. Un amministratore dello stabile ha dichiarato che la società ha traslocato tre anni fa.
Barish, il responsabile delle vendite, aveva detto al Journal che avrebbe risposto alle richieste di commento, ma non lo ha fatto.
Un portavoce della Sec ha dichiarato che l'agenzia non rilascia commenti sull'esistenza o meno di un'eventuale indagine. L'FBI ha rifiutato di commentare.
Negli ultimi anni gli Spv sono diventati sempre più popolari, poiché molte delle startup più blasonate hanno preferito attendere prima di quotarsi in borsa.
Man mano che le valutazioni delle startup crescevano, gli assegni che le società di venture capital dovevano staccare a ogni round di finanziamento diventavano sempre più corposi. Non sempre i fondi di venture capital disponevano delle centinaia di milioni di dollari richiesti, ma al contempo non volevano perdere l'opportunità. Hanno così creato gli Spv per raccogliere fondi da singoli investitori privati desiderosi di accaparrarsi una fetta della torta.
Gli Spv si concentrano spesso su una singola azienda e bloccano il capitale degli investitori fino alla quotazione in borsa o a un altro evento di liquidità, come un'acquisizione. Gli Spv non vendono direttamente azioni, ma vendono l'«esposizione» a tali azioni. Nel gergo dei fondi si parla di investitori che «detengono» azioni a cui sono esposti, anche se non le possiedono direttamente.
Tali fondi rientrano in una proliferazione di veicoli privati commercializzati verso piccoli investitori che operano al di fuori del consueto contesto normativo. Questi cosiddetti investimenti alternativi, che includono fondi di private equity e venture capital, offrono profitti sostanziali e in molti casi li realizzano. Tuttavia comportano anche elevati rischi che potrebbero travolgere i piccoli risparmiatori, oltre a essere spesso opachi e complessi.
Gli Spv possono rivelarsi particolarmente insidiosi. I fondi cosiddetti di primo livello possiedono effettivamente le azioni della società. Tuttavia, con l'aumento della popolarità di questi strumenti, i broker hanno creato Spv che investono in altri Spv, generando molteplici livelli e rendendo difficile tracciare chi possieda effettivamente cosa.
Gli Spv non sono soggetti alla stessa vigilanza normativa dei fondi comuni d'investimento e non sono tenuti a rendere note pubblicamente le proprie partecipazioni o i propri investitori. Non devono presentare alla Sec bilanci certificati o rendiconti finanziari dettagliati e non necessitano dell'approvazione della Sec prima di raccogliere capitali.
Non esiste un conteggio ufficiale di quanti Spv esistano. Spesso applicano commissioni capestro, tra cui commissioni di placement o di gestione fino al 5% solo per il privilegio di acquistare una quota, oltre a commissioni sul rendimento del fondo pari o superiori al 20%. Gli investitori acquistano quote negli Spv con l'aspettativa che, una volta che la società si sarà quotata o sarà stata venduta, le azioni vengano distribuite, ma i piani dei fondi possono talvolta risultare poco chiari.
Il Journal ha parlato con quattro investitori che hanno mosso contestazioni simili nei confronti degli Spv di Late Stage. Alcuni hanno riferito di aver sollevato la questione con la Sec, affermando che gli Spv avevano promesso loro un'esposizione a SpaceX, per poi sentirsi dire dopo l'ipo che le quote erano state vendute in data antecedente, escludendoli così dai grandi guadagni.
Late Stage ha istituito fondi di investimento privati per raccogliere denaro da piccoli investitori come Rupireddy che volevano entrare in SpaceX. Ma Late Stage non aveva un accesso diretto a Musk o alle azioni SpaceX; vi erano invece molteplici intermediari tra la società e SpaceX.
L'azienda aerospaziale vendeva abitualmente azioni private ad amici intimi e primi investitori. Alcuni di questi investitori hanno creato Spv per le azioni pre-ipo.
Una società di investimento privata offshore con sede alle Bahamas, chiamata Capital Truth, ha acquistato una quota di un Spv che possedeva azioni SpaceX antecedenti all'ipo. Sembra poi aver impacchettato nuovamente tali quote per rivenderle a Late Stage, secondo documenti giudiziari e legali. Capital Truth non ha risposto alle richieste di commento.
Rupireddy ha ammesso di non aver compreso quanto le azioni SpaceX fossero lontane dal suo conto.
Quando il 12 giugno SpaceX si è quotata in borsa, ha visto il titolo salire fino a 150 dollari.
Ha ricevuto decine di messaggi di congratulazioni da amici a conoscenza del suo investimento in SpaceX, e i vicini gli hanno chiesto se avesse intenzione di organizzare una festa. Quella sera è andato a cena in un ristorante tailandese locale con la moglie, ricordandosi di aver desiderato di aver investito persino di più.
I dubbi sono iniziati la settimana successiva quando non è più riuscito ad accedere al portale investitori di Late Stage, cosa che faceva regolarmente in passato. Quando il sito è tornato online, il suo account riportava per la prima volta che le sue quote SpaceX erano state vendute il 31 dicembre 2024. Ha poi scoperto che l'amico che lo aveva introdotto a Late Stage stava ricevendo gli stessi messaggi sul proprio profilo.
Rupireddy ha chiamato decine di volte il numero principale di Late Stage, ma nessuno ha risposto. Il 23 giugno ha scritto all'indirizzo e-mail operativo dell'azienda chiedendo chiarimenti e facendo notare che il messaggio aggiornato sollevava questioni urgenti. Ha inserito in copia alla catena di e-mail (visionata dal Journal) Diana Bartolata, un'amministratrice di uno studio contabile del New Jersey che gestiva i moduli fiscali di Late Stage.
Lo stesso giorno ha ricevuto risposta da Bartolata. Il messaggio era breve, chiedeva pazienza e prometteva a Rupireddy che la società stava conducendo «una revisione approfondita».
«Una volta completata la nostra verifica, la ricontatteremo con un aggiornamento per comunicarle se siano necessarie correzioni. Prevediamo di fornire ulteriori informazioni entro la fine di agosto», recitava il messaggio.
Rupireddy ha risposto poco dopo. Il suo tono è rimasto educato, ma era nel panico.
«Attendere fino a fine agosto per una verifica non è accettabile quando queste correzioni suggeriscono un errore fondamentale nella rendicontazione o nella trasparenza», ha scritto.
Ha quindi ricevuto una breve risposta dall'indirizzo generale di Late Stage, denominato «Operations». L'e-mail informava Rupireddy che Bartolata non poteva risolvere i problemi del portale, poiché lo studio contabile per cui lavorava si occupava solo della reportistica fiscale. Bartolata non ha risposto alle richieste di commento.
«Il portale è in manutenzione poiché la correzione precedente presenta un errore tecnico. Verrà inviata un'e-mail non appena sarà completato e di nuovo online», recitava l'e-mail, priva di firma.
Rupireddy ha chiesto ancora una volta la conferma di essere tuttora titolare di 2.500 azioni SpaceX. Il suo documento fiscale del 2025 e il portale del suo account a maggio indicavano 500 azioni, proprio prima che SpaceX effettuasse un frazionamento azionario 5 a 1, risultando — secondo i calcoli di Rupireddy — in 2.500 azioni al momento dell'ipo. Ha inoltre chiesto la conferma «che non sia avvenuta alcuna vendita, trasferimento o distribuzione non autorizzata».
Non c'è stata risposta. Tre giorni dopo l'e-mail delle operazioni di Late Stage ha inviato una nota affermando che il portale sarebbe stato ripristinato ed è tornato funzionante più tardi nello stesso giorno.
Quando Rupireddy ha effettuato l'accesso, il suo account mostrava che non deteneva più alcuna azione SpaceX, ma che il suo precedente investimento aveva generato 45.450 dollari sul suo conto, che poteva riscattare.
A Rupireddy è venuto un nodo allo stomaco. Ha chiesto nuovamente spiegazioni via e-mail.
Late Stage ha risposto di aver inviato un'e-mail a Rupireddy il 23 settembre 2024 «indicando che quel blocco di SpaceX era stato venduto».
Le nuove informazioni rivelavano un'ulteriore discrepanza: quando sul portale era comparsa per la prima volta la notizia della vendita, la data indicata era il 31 dicembre 2024.
La nuova e-mail attribuiva la colpa a una recente indagine della Sec su Late Stage, motivo per cui il portale avrebbe «riportato in modo errato dal 2024» il fatto che lui detenesse ancora la posizione. L'e-mail non spiegava perché tale indagine dovesse influire sul funzionamento del portale.
Rupireddy ha cercato nelle cartelle spam, posta indesiderata e cestino. Ha dichiarato di non aver mai ricevuto alcuna comunicazione da Late Stage riguardante la vendita della sua quota. Non aveva ricevuto alcun ricavato e i documenti fiscali inviatigli dallo studio contabile di Late Stage nel 2024 e nel 2025 (visionati dal Journal) attestavano che possedeva ancora quella posizione.
Ha aggiunto che nei suoi precedenti investimenti con Late Stage, inclusi quelli in SoFi, aveva effettivamente ricevuto le azioni delle società dopo la loro quotazione, sebbene le avesse poi vendute con profitti minimi o nulli al netto delle commissioni.
Un tipico fondo Spv acquista azioni di una società non ancora quotata e vende quote del fondo agli investitori. I fondi conservano le azioni dopo l'ipo della società fino al termine del periodo di lockup, momento in cui i primi investitori sono autorizzati a vendere le proprie partecipazioni. A quel punto i fondi distribuiscono le azioni fisiche della società agli investitori dell'Spv oppure vendono le azioni e distribuiscono il ricavato in contanti.
Poiché gli investitori sottostanti non possiedono fisicamente le azioni prima dell'ipo, l'acquisto di quote in un Spv è un atto di fede. Gli investitori devono fidarsi del fatto che i gestori del fondo distribuiscano tempestivamente le azioni — o il contante.
«In definitiva, se stai investendo vuoi essere sicuro di possedere ciò che pensi di possedere», ha affermato Jared Fine, partner dello studio legale Davis Polk specializzato in mercati dei capitali. «Alla fine della fiera, come per ogni cosa nella vita, si riduce a questo: ti fidi della tua controparte o di colui con cui stai facendo affari?».
Mercoledì le azioni SpaceX sono crollate di oltre il 13% dopo la presentazione dei primi risultati trimestrali da società quotata. A circa 108 dollari, il titolo è ben al di sotto del prezzo d'esordio di 135 dollari dell'ipo, il che significa che chi ha dovuto attendere il debutto sul mercato azionario per acquistare i titoli è in perdita.
Questo spiega in parte la corsa all'acquisto di azioni antecedenti all'ipo: chi accede ai titoli nelle prime fasi può farlo a un prezzo inferiore, garantendosi margini di guadagno anche in caso di sbandamenti del titolo dopo la quotazione.
Resta comunque una scommessa rischiosa. Gli investitori che si aggiudicano azioni prima dell'ipo devono rispettare le regole di lockup e non possono vendere per un determinato periodo di tempo, spesso di diversi mesi. Nel caso degli investimenti in Spv, le commissioni elevate e la volatilità iniziale dei titoli appena quotati rischiano di azzerare buona parte dei guadagni.
Late Stage è stata fondata nel 2015 e si è proposta ai piccoli risparmiatori come uno strumento per accedere a promettenti società tecnologiche prima della quotazione. La società pubblicizzava il fatto di guadagnare solo una volta che le azioni dell'azienda fossero sbarcate in borsa. Rupireddy pensava che le azioni SpaceX del fondo non sarebbero state vendute fino a dopo l'ipo.
Questo marzo tre dirigenti di Late Stage si sono dichiarati colpevoli dell'accusa di truffa ai danni degli investitori. I PM federali hanno affermato che Raymond John Pirrello Jr., Joseph Passalaqua e Robert Cassino hanno mentito agli investitori su ricarichi e commissioni nascoste. Sono in attesa della sentenza e rischiano da un minimo di 20 a un massimo di 45 anni di carcere. L'avvocato di Passalaqua ha dichiarato che la questione delle azioni pre-ipo non faceva parte del suo caso. I legali degli altri dirigenti non hanno risposto immediatamente a una richiesta di commento.
Separatamente, una class action in corso sostiene che Late Stage e Capital Truth abbiano applicato commissioni di ricarico nascoste sulle azioni antecedenti all'ipo.
Rupireddy ha dichiarato di non voler richiedere i fondi presenti sul suo conto perché ritiene che gli spetti di più. Lui e altri investitori hanno chiesto a un tribunale di bloccare qualsiasi vendita delle azioni SpaceX, nel timore che ciò possa limitare la capacità di recuperare il denaro che ritengono sia loro dovuto.
Gli Spv legati ad altre ipo potenzialmente esplosive hanno attirato l'attenzione. Anthropic, il cui sbarco in borsa è previsto per questo autunno, ha recentemente agitato gli investitori negli Spv collegati al suo titolo. La società di intelligenza artificiale a maggio ha aggiornato un avviso sul proprio sito web affermando che non riconoscerà vendite di azioni Anthropic non approvate dal proprio cda, mettendo nel mirino diverse piattaforme online che rivendono quote sia direttamente sia indirettamente tramite Spv.
Ciononostante, almeno due società di intermediazione stanno ancora inviando e-mail e messaggi di testo (visionati dal Journal) a potenziali investitori per offrire l'accesso al titolo Anthropic tramite Spv. (riproduzione riservata)