Secondo il Financial Times, la Russia sta attivamente espandendo in Africa una rete di pagamenti basata su stablecoin per aggirare le sanzioni occidentali.
Il fulcro di questa strategia è la società russa A7, che ha lanciato A7A5, una stablecoin ancorata al rublo e sostenuta da depositi presso la banca russa sanzionata Promsvyazbank (Psb).
Sempre secondo il Financial Times, in meno di un anno, il sistema ha processato transazioni per oltre 93 miliardi di dollari. Il sistema permette di convertire rubli in asset digitali e successivamente in valute internazionali come il dollaro o l'euro tramite reti informali (spesso coordinate via Telegram), bypassando così il sistema Swift.
In occasione di una conferenza Russia-Africa al Cairo lo scorso dicembre, dicembre, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato che, tra gennaio e settembre 2025, l'84% degli scambi commerciali della Russia con i Paesi africani è stato effettuato in rubli. Il capo della diplomazia del Cremlino ha sottolineato che trovare «meccanismi affidabili per i pagamenti reciproci in valute nazionali» è una priorità. Lavrov ha descritto A7 come la «prima piattaforma finanziaria internazionale» della Russia. «Nigeria e Zimbabwe hanno già aderito alla piattaforma. Invitiamo tutti gli altri nostri partner africani a seguire il loro esempio».
Il fondatore e azionista di maggioranza (51%) di A7 LLC, la società russa che ha creato la stablecoin A7A5, è Ilan Shor, condannato in contumacia a 15 anni di carcere in Moldavia per il suo coinvolgimento nel «furto del secolo», una frode da 1 miliardo di dollari che ha colpito il sistema bancario moldavo nel 2014. Fuggito dalla Moldavia nel 2019 per rifugiarsi dapprima in Israele, si è poi stabilito a Mosca, dove ha ottenuto la cittadinanza russa.
Nel febbraio 2026, l'Unione Europea ha introdotto il suo 19esimo pacchetto di sanzioni, vietando esplicitamente ogni transazione legata alla stablecoin A7A5 e sanzionando l'emittente e gli exchange correlati. Anche le autorità Usa e britanniche hanno imposto sanzioni alle società collegate al token, cercando di colpire l'infrastruttura tecnologica che permette la conversione dei rubli digitali in valuta fiat utilizzabile internazionalmente. (riproduzione riservata)