Attraverso la sua ambasciata in Belgio, che cura i rapporti ufficiali con l'Alleanza Atlantica, la Russia ha inviato una lettera formale al segretariato della Nato e al ministero degli Esteri belga.
Nella missiva, Mosca accusa la Nato di portare avanti una linea «avventurista e irresponsabile» e minaccia apertamente di voler difendere Kaliningrad ricorrendo «all'intero arsenale di armi a sua disposizione», un chiaro riferimento alle armi nucleari, pur di evitare l'isolamento del territorio. Secondo il Cremlino, le manovre alleate aumentano «notevolmente i rischi di uno scontro armato diretto».
Il quartier generale dell'Alleanza ha confermato la ricezione della lettera e ha risposto immediatamente respingendo ogni accusa. Una portavoce della Nato ha condannato le dichiarazioni di Mosca definendole una «retorica nucleare irresponsabile» e ha ribadito con fermezza la natura dell'organizzazione: «La Nato è un'alleanza puramente difensiva».
La Russia accusa quindi la Nato di condurre massicce esercitazioni militari mirate specificamente a simulare l'isolamento politico e militare dell'exclave e il blocco dei porti russi nord-occidentali. Mosca sostiene inoltre che i Paesi occidentali stiano portando avanti una «campagna informativa su larga scala» per alimentare il mito del pericolo russo, nascondendo quelle che definisce provocazioni ai propri confini.
Con il recente ingresso nella Nato di storici Paesi neutrali come la Svezia e la Finlandia, il Mar Baltico è diventato a tutti gli effetti un mare controllato quasi interamente da Paesi dell'Alleanza Atlantica. Kaliningrad, che ospita la Flotta del Baltico russa, si ritrova ora letteralmente circondata e isolata rispetto alla Russia continentale, aumentando i timori strategici di Mosca.
Dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina, i Paesi membri confinanti (Polonia e Lituania) hanno progressivamente ristretto i transiti terrestri di merci verso Kaliningrad in linea con le sanzioni europee. Questo ha esacerbato il timore russo per l'incolumità del proprio territorio, che è diviso dalla Bielorussia, alleata di Mosca, solo dal corridoio di Suwalki, una sottile striscia di terra considerata da anni il potenziale punto di inizio di una Terza guerra mondiale.
Sempre oggi, martedì 29 settembre 2026, un bombardiere strategico russo Tupolev Tu-95MS è precipitato provocando la morte di sei membri dell'equipaggio e il ferimento di un settimo. L'incidente si è verificato nella regione dell'Amur, nell'Estremo Oriente russo al confine con la Cina.
Secondo il ministero della Difesa russo, il velivolo è precipitato in una zona disabitata nei pressi del villaggio di Krasnoyarovo pochi minuti dopo il decollo. L'aereo stava effettuando un volo di addestramento programmato e volava senza munizioni a bordo. I video verificati mostrano il bombardiere avvolto dalle fiamme dopo lo schianto. Fonti e blogger militari russi parlano dell'ipotesi di un un'esplosione di carburante a bordo o del cedimento simultaneo di tre motori durante la fase iniziale del volo.
Il Tu-95MS è un bombardiere pesante a lungo raggio in grado di trasportare armamenti nucleari. Questa classe di velivoli viene impiegata regolarmente dalle forze di Mosca per lanciare missili da crociera a lungo raggio contro l'Ucraina. Dal momento che questi aerei non sono più in produzione attiva, ogni perdita rappresenta un duro colpo per la flotta strategica russa. (riproduzione riservata)