Fare bene non basta, bisogna sorprendere. È il caso di STMicroelectronics. I numeri del secondo trimestre raccontano una società in chiara ripresa: ritorno all’utile, ricavi in crescita del 26%, margini in miglioramento e free cash flow nuovamente positivo. Anche il management ha lanciato messaggi incoraggianti, parlando di ordini solidi, scorte in calo e maggior visibilità sulla domanda. La vera storia resta quella dell'intelligenza artificiale. STM ha alzato le aspettative sul business dei data center, che dovrebbe superare il miliardo di dollari di ricavi nel 2026 e oltrepassare i 2 nel 2027. Eppure il titolo ha perso quasi il 18% in borsa. Il motivo? Dopo un rialzo superiore al 70% da inizio anno, il mercato chiedeva una guidance, soprattutto per il terzo trimestre del 2026, più ambiziosa. La maggior parte degli analisti continua a credere in questa storia di investimento, ma sottolinea che ora serviranno ulteriori conferme sul fronte della redditività.
Cambiando completamente settore, il Brasile potrebbe presto diventare il nuovo terreno di sfida per Cementir e Buzzi. La vendita di CSN Cimentos, secondo produttore di cemento del Paese, vale circa 2 miliardi di dollari e, secondo le indiscrezioni, Cementir starebbe valutando un'offerta insieme a Votorantim. Ma anche Buzzi potrebbe studiare il dossier. I mezzi freschi non mancano, l’importante è farlo in compagnia perché altrimenti l’Antitrust brasiliano può porre delle condizioni.
Barclays vede un secondo trimestre decisamente favorevole per le società di risparmio gestito. Gli asset gestiti sono attesi in crescita del 7%, in accelerazione rispetto al trimestre precedente, mentre la maggior volatilità rappresenta un ulteriore vantaggio per chi, come Fineco, può beneficiare anche dell'attività di brokerage. All'interno del comparto, Barclays continua a preferire Banca Generali. Positivo il giudizio anche su Banca Mediolanum, mentre l'approccio rimane più prudente su Azimut: le valutazioni sono contenute e il dividendo resta generoso, ma il mercato aspetta maggior chiarezza su alcuni dossier strategici prima di assegnare multipli più elevati.
Invece nel comparto assicurativo Unipol ha aggiornato i massimi che non si vedevano dal 2008 e l'entusiasmo degli investitori nasce da una doppia componente. Da una parte ci sono le attese per una trimestrale molto solida, sostenuta dall'andamento del ramo Danni e dal contributo del portafoglio finanziario. In particolare, la rivalutazione della partecipazione in SpaceX potrebbe generare una plusvalenza straordinaria, dando un contributo significativo all'utile. Dall'altra parte c'è la partita legata all'operazione Intesa Sanpaolo-Mps. Secondo Kepler Cheuvreux, il vero vincitore dell'intera operazione potrebbe essere proprio Unipol, che trasformerebbe la sua partecipazione in Bper da investimento finanziario a leva strategica per controllare di fatto una delle principali banche italiane e ampliare in maniera significativa la propria rete distributiva assicurativa. Non sorprende quindi che il broker abbia rivisto il target price fino a 30 euro.
Un ripescaggio tra le utility. Iren, dopo una fase di debolezza, ha ricevuto la promozione di Kepler Cheuvreux, che ritiene il recente calo del titolo eccessivo rispetto ai fondamentali. La società continua infatti a offrire un mix interessante di business regolamentati e attività più esposte al mercato, mantenendo allo stesso tempo un dividend yield vicino al 6%. Le attese per i risultati semestrali sono improntate alla stabilità, ma quel che conta è la conferma della guidance 2026.
Ha già passato il test dei conti Novartis che ha inaugurato la stagione delle trimestrali nel pharma con risultati superiori alle attese. Il dato più interessante, però, arriva dal modello di business. Il colosso svizzero sta infatti affrontando una delle fasi più delicate per qualsiasi big: la cosiddetta patent cliff, ovvero la perdita dell'esclusiva commerciale sui farmaci di maggior successo. Il caso simbolo è Entresto, il blockbuster cardiovascolare che ha visto le vendite dimezzarsi sotto la pressione dei farmaci generici. Eppure il gruppo è riuscito a compensare questo contraccolpo grazie alla nuova generazione di prodotti, in particolare in oncologia e nelle malattie immunologiche. Il futuro, del resto, è già nei laboratori. Nei prossimi mesi arriveranno cinque studi clinici decisivi su trattamenti per la sclerosi multipla, le malattie cardiovascolari e le patologie genetiche rare.
L'escalation delle tensioni in Medio Oriente ha riportato al centro dell'attenzione due nomi che fino a poco tempo fa erano rimasti confinati agli atlanti geografici: lo Stretto di Hormuz e Bab el-Mandeb. Due passaggi marittimi fondamentali per il commercio mondiale dell'energia che oggi rappresentano il principale fattore di rischio per il mercato petrolifero. Il Brent è tornato sopra 100 dollari al barile e la cosiddetta backwardation si è accentuata, indicando che gli operatori sono disposti a pagare un premio pur di assicurarsi petrolio immediatamente disponibile. Ma gli analisti suggeriscono di guardare oltre il petrolio. Secondo AlphaValue, infatti, chi vuole esporsi al tema inflazione e alle tensioni geopolitiche potrebbe trovare opportunità più interessanti nel comparto dei metalli che non nelle compagnie petrolifere tradizionali. Il motivo è semplice. Se il petrolio beneficia dei timori sull'offerta, il rame e gli altri metalli industriali continuano a essere sostenuti anche da driver strutturali destinati a durare ben oltre l'attuale crisi geopolitica. In altre parole, il petrolio racconta l'emergenza, il rame il futuro. Non sorprende quindi che AlphaValue continui a preferire il settore metals & mining con nove titoli da cavalcare.
Per il momento il sistema energetico globale ha dimostrato una buona capacità di adattamento. Le riserve strategiche, l'aumento della produzione americana, i flussi dalla Russia e le rotte alternative predisposte da Arabia Saudita ed Emirati Arabi hanno evitato una vera crisi dell'offerta. Il problema è che questi cuscinetti non sono infiniti. Le scorte commerciali rimangono relativamente basse, le riserve strategiche sono state ampiamente utilizzate negli ultimi anni e ricostituirle richiederà tempo. Nel frattempo, la vulnerabilità si sta spostando sempre più sui prodotti raffinati, come gasolio e carburante per aerei, elementi essenziali per la logistica e l'attività industriale. È anche per questo che alcune case d'affari stanno iniziando a rivedere al rialzo gli scenari sul petrolio. Goldman Sachs non esclude punte superiori ai 120 dollari in caso di interruzioni prolungate dei flussi.
Prima di salutarvi, una nota di servizio. Da lunedì 27 luglio a venerdì 14 agosto sarò in ferie. La newsletter si prende quindi una pausa e tornerà regolarmente domenica 23 agosto, pronta a fare il punto su tutto quello che sarà successo durante l'estate. Intanto se pensate che possa interessare a qualcuno inoltratela.
Buone vacanze a chi partirà e, a tutti, buona estate!
Francesca