Nel 2025 la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane accelera e supera quota 6.150 miliardi di euro. Secondo un’elaborazione del Centro studi di Unimpresa su dati Banca d’Italia, lo stock complessivo sale da 5.881,6 a 6.148,2 miliardi, con un incremento di 266,6 miliardi pari al 4,5% su base annua. Un aumento significativo, accompagnato da una progressiva ricomposizione dei portafogli: meno liquidità improduttiva e maggiore esposizione verso strumenti finanziari più dinamici.
I conti correnti restano la singola voce più rilevante del risparmio delle famiglie, crescendo da 1.112,4 a 1.140,9 miliardi (+28,5 miliardi, +2,6%). Tuttavia, la loro incidenza sul totale scende dal 18,9% al 18,6%, segnale di una riduzione del peso relativo della liquidità.
In calo invece i depositi, che diminuiscono da 444,4 a 432,5 miliardi (-11,9 miliardi, -2,7%), con una quota che passa dal 7,6% al 7%.
Sul fronte dei titoli emerge una netta polarizzazione. I titoli a breve termine scendono da 36 a 32,3 miliardi (-10,3%), mentre quelli a medio-lungo termine crescono da 454,7 a 472,5 miliardi (+3,9%), mantenendo stabile il peso sul totale al 7,7%. La scelta delle famiglie appare orientata verso strumenti con orizzonti temporali più lunghi.
La componente più dinamica resta quella maggiormente esposta ai mercati finanziari. Le azioni e altre partecipazioni aumentano da 1.745,9 a 1.875,5 miliardi, con un balzo di 129,6 miliardi (+7,4%), e portano il loro peso complessivo dal 29,7% al 30,5%. In forte crescita anche le quote di fondi comuni, che salgono da 794,2 a 857,7 miliardi (+8%), con un’incidenza che passa dal 13,5% al 14%.
Prosegue inoltre l’espansione delle riserve assicurative, che aumentano da 1.090,3 a 1.137,9 miliardi (+4,4%), mantenendo una quota stabile del 18,5% e confermando il ruolo strutturale degli strumenti previdenziali e di protezione. In crescita, pur restando marginali, anche derivati e stock option (+12,4% a 11,2 miliardi).
«I numeri sui risparmi delle famiglie italiane raccontano una realtà spesso sottovalutata: l’economia del Paese mostra una solidità profonda e una capacità di tenuta superiore alle incertezze internazionali e alle tensioni cicliche», commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. «L’aumento di oltre 266 miliardi in un solo anno non è episodico, ma riflette una fiducia che va ora valorizzata, canalizzando una parte crescente del risparmio verso investimenti produttivi, in particolare a favore delle piccole e medie imprese, motore dell’occupazione e della crescita».
Nel complesso, l’evoluzione tra 2024 e 2025 restituisce l’immagine di famiglie con una ricchezza finanziaria in aumento e una maggiore consapevolezza nelle scelte di allocazione: la liquidità resta abbondante ma perde centralità, mentre cresce il peso degli strumenti investiti, in un equilibrio tra prudenza e ricerca di rendimento.(riproduzione riservata)