La raffineria Isab di Priolo passa all’italiana Ludoil Energy. Accordo raggiunto con la cipriota Goi
La raffineria Isab di Priolo passa all’italiana Ludoil Energy. Accordo raggiunto con la cipriota Goi
Per il più grande impianto italiano è il terzo passaggio di proprietà in tre anni, dopo l’uscita dei russi di Lukoil. Ma l’acquisizione resta condizionata al golden power. Ma l’indonesiana Pertamina con i fondi americani resta alla finestra

di Angela Zoppo 13/05/2026 14:20

Ftse Mib
49.480,70 17.40.00

+1,00%

Dax 30
24.136,81 18.00.00

+0,76%

Dow Jones
49.693,20 22.20.01

-0,14%

Nasdaq
26.402,43 22.37.56

+1,20%

Euro/Dollaro
1,1713 22.22.45

+0,02%

Spread
74,59 17.29.36

-1,48

Accordo fatto per il passaggio di proprietà dell’Isab di Priolo: la più grande raffineria italiana va a Ludoil Energy, il gruppo della famiglia Ammaturo. 

L’operazione segna il terzo cambio di azionista in tre anni, dopo l’uscita dei russi di Lukoil e l’arrivo del gruppo cipriota Goi Energy, e riporta un asset strategico in mani italiane, ma dovrà comunque passare all’esame dei procedimenti Golden Power e dell’Antitrust per dirsi compiuta. La raffineria siciliana aveva acceso interesse anche da parte di altri operatori, come il colosso petrolifero indonesiano Pertamina, che si è mosso in direzione Priolo con una lettera di intenti (qui i dettagli dell’offerta) insieme a un grande fondo Usa, e ora resta alla finestra. 

I passaggi per l’acquisizione

Il veicolo per l’acquisizione è Ludoil Capital, controllata interamente dalla holding Ludoil Energy. L'operazione, che ha avuto un’accelerazione dopo le indiscrezioni di MF-Milano Finanza sulla cordata Usa-Indonesia,  prevede una struttura articolata in due fasi, la prima delle quali relativa al 51% delle quote e subordinata, tra l'altro, all’esito positivo del golden power: il più grande complesso di raffinazione in Italia, con una capacità autorizzata di 20 milioni di tonnellate annue e una capacità bilanciata di 15 milioni di tonnellate, sempre annue, è considerato infatti un «asset strategico per la sicurezza nazionale».

Il progetto di Ludoil punta a trasformare Isab in una energy company, con un portafoglio integrato che spazierà dalla raffinazione del greggio alle bioenergie avanzate. Il piano è di farne un hub strategico per i flussi energetici tra Europa, Africa, America e Medio Oriente. Si prevede la progressiva introduzione di nuove filiere dedicate alla produzione di prodotti energetici rinnovabili in linea con le direttrici europee in materia di decarbonizzazione, che orienteranno anche gli investimenti. A integrazione della componente bio, il sito dispone già oggi di una centrale elettrica e di cogenerazione da 540 Megawatt e potrà beneficiare della realizzazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili per ulteriori 20 Mw. 

Sul piano occupazionale, l'attuale organico sarà integralmente preservato. 

«L’operazione», spiegano dal gruppo acquirente,  proietta Ludoil nel ruolo di principale multi-energy company privata italiana, con ricavi consolidati attesi superiori a 10 miliardi di euro annui».

(riproduzione riservata)