La Norvegia è l’anti-Groenlandia. Eni fa incetta di licenze oil & gas
La Norvegia è l’anti-Groenlandia. Eni fa incetta di licenze oil & gas
Assegnati alla controllata Vår Energi nuovi permessi per la produzione di petrolio e gas. Altri 18 gruppi energetici si sono messi in fila per il round di licenze, ancora più ambite in seguito al caos Groenlandia.

di di Angela Zoppo 15/01/2026 21:00

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Come già nel pieno dell’emergenza gas seguita all’invasione russa dell’Ucraina, la Norvegia beneficia ora di un’altra crisi internazionale. Più Donald Trump alza il tiro sulla Groenlandia, infatti, più emergono i vantaggi per gli operatori a investire in un mercato stabile con risorse più semplici da gestire: è il manageable Arctic, l’Artico gestibile, come lo definiscono le big oil a cominciare da Eni. In altre parole, la Norvegia è l’anti-Groenlandia e sta consolidando la sua posizione di maggior produttore di idrocarburi dell’Europa occidentale.

A conferma, arrivano gli esiti dell’ultimo round di licenze e permessi messi in palio dal ministero dell'Energia norvegese, ben 57 per l’esplorazione di petrolio e gas offshore, nel Mare del Nord, nel Mare di Norvegia e nel Mare di Barents.

Alla controllata di Eni 14 licenze

A Vår Energi, società controllata da Eni (63%) e quotata alla borsa di Oslo, sono state assegnate 14 nuove licenze di produzione, sei delle quali come operatore: quattro nel Mare del Nord, sei nel Mar di Norvegia e altre quattro nel Mare di Barents. La maggior parte delle licenze è vicina alle infrastrutture esistenti. «Ricevere licenze in tutte le nostre aree chiave sulla piattaforma continentale norvegese in conformità con le nostre priorità è un forte sostegno al ruolo di Vår Energi», commenta il chief operating officer, Torger Rød, «L'accesso continuo a nuove aree esplorative è essenziale per mantenere la nostra posizione a lungo termine come fornitore affidabile di energia in un mondo sempre più incerto. Stiamo costruendo un portafoglio diversificato e rafforzando ulteriormente la nostra posizione. Tutte le licenze rilasciate supportano la nostra strategia di crescita a lungo termine e garantiscono la continuità nelle opportunità di maturazione e nella creazione di valore».

Tra le 19 società che hanno partecipato al round figurano anche il colosso statale Equinor e Aker Bp.

La strategia di Oslo

Per Oslo la concessione di nuove licenze ha anche un’altra ragione: la Norvegia, come osserva il ministero dell’Energia, è oggi il principale fornitore di gas dell’Europa, ma nei prossimi anni la produzione inizierà a diminuire. «Per questo motivo sono necessari nuovi progetti in grado di rallentare il calo e garantire il più alto livello possibile di produzione nel tempo», spiega il ministro, Terje Aasland. Nel sistema norvegese le licenze prevedono programmi di lavoro vincolanti. Le compagnie dovranno condurre le attività di esplorazione entro scadenze definite oppure restituire le licenze allo Stato. «Questo meccanismo assicura che le aree assegnate vengano esplorate in modo attivo e responsabile». (riproduzione riservata)