Difende la parola data al governo sul contributo delle banche alla manovra, ma ribadisce che il peso del risanamento dei conti pubblici non può ricadere su un solo settore. A margine della Giornata mondiale del risparmio, il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, torna a parlare del contributo delle banche alla manovra e del dossier Mps, dopo la bocciatura da parte dell’assemblea senese delle operazioni straordinarie (fusione con Mediobanca e le due ops su Banco Bpm e su Banca Generali) proposte dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Un voto che, secondo Messina, ha assunto proporzioni ben superiori alle attese e che rafforza la prospettiva di completamento dell’opas su Siena.
Domanda. Il ministro Giancarlo Giorgetti è ritornato sul tema del contributo delle banche nella manovra e ha detto che bisogna collaborare insieme. Qual è la vostra risposta?
Risposta. Avevamo fatto un accordo l'anno scorso e a me sembra che non venga rispettato. Poi detto questo io ho una valutazione estremamente positiva di quello che Giorgia Meloni e Giorgetti hanno fatto nella gestione del bilancio pubblico di questo paese, perché hanno messo in sicurezza i conti. E questo è fondamentale per un paese come il nostro. È chiaro che non ci può essere solo un settore però che paga, perché la generazione di reddito in questo paese è estremamente significativa in tutti i comparti ed è estremamente significativa per tassi di crescita in altri comparti molto superiori rispetto a quelli delle banche. Dopodiché è evidente che abbiamo tutti l’interesse che questo paese possa essere gestito correttamente e quindi io ho già ribadito che saremo pronti a dare anche un contributo sulla crescita degli impieghi.
D. Un richiamo dal ministro verso le banche è arrivato anche perché vengano supportate maggiormente le pmi.
R. Sì, questo è un richiamo assolutamente corretto, su cui noi stiamo facendo la nostra parte. Dovete tenere presente che in Italia ci sono 400 miliardi di euro di depositi delle imprese. Quindi il fatto che le imprese si rivolgono solo alle banche per finanziare la loro crescita non è corretto: le imprese utilizzino anche i loro depositi. Noi garantiamo, comunque, la nostra disponibilità a crescere ulteriormente in termini di credito.
D. L’assemblea di Mps ha bocciato la fusione con Mediobanca e le due ops su Banco Bpm e su Banca Generali. Qual è il suo giudizio sul voto e soprattutto quale scenario apre?
R. Credo che le aspettative di tutti fossero che l'operazione potesse essere bocciata in assemblea straordinaria con il 30% dei consensi. Quello che è accaduto è una cosa diversa: una bocciatura con oltre il 90%, non quel 30% che sarebbe bastato a bloccare la straordinaria. L'altro elemento significativo è la bocciatura della fusione con Mediobanca, che faceva parte di accordi già presi. Questo dato è estremamente rilevante per la posizione assunta dagli investitori nei confronti dell'operazione. Inoltre, c'è purtroppo un elemento che, come amministratore delegato, guarderei con grandissima preoccupazione: la bocciatura dei sistemi incentivanti. Questo è un aspetto che, come capo azienda, riterrei estremamente critico nella valutazione da parte degli azionisti. Per quanto riguarda le prospettive, ovviamente tutto ciò ci porta ad avere una visione estremamente positiva sul percorso di sviluppo di quest'operazione.
D. Lovaglio, al termine dall’assemblea, ha comunque dichiarato di aver difeso il valore del Monte e di aver ottenuto condizioni migliori per gli azionisti. Concorda?
R. Penso indubbiamente che l'aver avuto una posizione che doveva essere gestita da parte nostra abbia portato a un miglioramento del valore. Questo è indubbio. Che poi ciò si sia tradotto in decisioni che abbiamo preso noi, o meno, oggi sinceramente non è facile da valutare. Ma è indubbio che ci sia stato un contributo anche da questo punto di vista. Quello che credo è che sia ora che questa operazione vada verso un completamento e che non debba diventare tutti i giorni un campo di battaglia strumentale. Ritengo ci siano delle valutazioni che vanno fatte nell'interesse delle persone che vi lavorano e della serenità delle comunità. Questo è il momento di portare serenità in tutti questi contesti e noi possiamo portarla con un percorso che deve essere completato il prima possibile.
D. A questo proposito, che tempi si è dato?
R. Il percorso prevede che la Consob ci autorizzi il prospetto. Una volta definito, ci vorranno alcuni giorni per poter lanciare l'operazione. Poi attenderemo le autorizzazioni dell'Antitrust, sulle quali ribadisco la mia piena fiducia, e parallelamente il processo del golden power. Ma ritengo che, nel giro di pochi mesi, tutto dovrebbe essere completato. (riproduzione riservata)