La data da cerchiare sul calendario è il 3 settembre. Superato quel giovedì, il governo guidato da Giorgia Meloni diventerà il più longevo della storia repubblicana. Scossoni, tensioni e staffette di componenti anche importanti in questi ormai quasi 4 anni non sono mancati. Ma il partito della premier è già pronto a festeggiare: appuntamento il 3 e il 4 settembre a Bari per celebrare il traguardo. Appena una settimana dopo le forze di centrodestra saranno chiamate a sciogliere un nodo importante del valzer delle nomine pubbliche, che potrebbe coinvolgere anche caselle dell’esecutivo: l’11scade il mandato del presidente dell'Anac Giuseppe Busia assieme a quello dei consiglieri Consuelo Del Balzo, Laura Valli, Luca Forteleoni e Paolo Giacomazzo. Ruoli decisivi, visto che l’autorità ha il compito di vigilare su trasparenza degli incarichi pubblici e appalti. Focus sul Pnrr da 194,4 miliardi.
Non è l’unica decisione che il governo dovrà prendere a stretto giro nella partita al risiko delle nomine pubbliche. Degli 842 incarichi da rinnovare nel corso del 2026, quasi tutte le nomine nelle 21 partecipate dirette sono state effettuate mentre nelle 134 partecipate indirette ci sono più di 60 caselle ancora da riempire, segnala l'Osservatorio Comar, diretto da Massimo Rossi.
Appuntamento sempre a settembre per nuovi cda di Rfi e Trenitalia. Laddove l’ad di Trenitalia Gianpiero Strisciuglio è recentemente passato ai vertici del gruppo Ferrovie dello Stato dopo le dimissioni di Stefano Antonio Donnarumma.
A proposito di capitoli chiusi, dopo mesi di stallo sono stati rinnovati i vertici di Consob e Antitrust. Per sostituire Paolo Savona è stato scelto Guido Stazi, già segretario generale dell’Agcm, e per il dopo Roberto Rustichelli è stato nominato Saverio Valentino, componente del collegio dell’Agcm dal 2023. Due nomi di garanzia e indipendenza ma che creano due vuoti, entrambi nell’Antitrust. Il trasferimento di Stazi alla Consob lascia senza titolare il ruolo di segretario generale dell’Agcm e la promozione di Valentino implica la nomina di un altro consigliere. Due caselle da riempire per la tutela della concorrenza.
C’è un altro nome da cercare anche per la Consob. Il Consiglio Ue ha indicato Carlo Comporti, membro della Commissione, come prossimo presidente dell’Esma, l'autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. Se il Parlamento Ue conferirà la nomina, a novembre Comporti si trasferirà sulla poltrona di presidente della Super-Consob europea. Il posto così libero spetterebbe alla Lega di Matteo Salvini. Tra i nomi di peso a circolare quello dell’economista e senatore Alberto Bagnai.
Sempre a ridosso di fine estate i partiti di centrodestra dovranno fare altre scelte importanti, tra cui appunto il presidente dell’Anac, che dovrebbe essere scelto dal Carroccio. Ma al di là degli accostamenti politici, anche per l’Anac (come per Consob e Agcm) serve una figura tecnica, moderata, con attenzione agli aspetti amministrativi e operativi nonché profonda conoscenza dei meccanismi dello Stato.
Un’idea di spessore che circola in questi giorni in Parlamento quasi sottovoce, e che potrebbe mettere tutti d’accordo, vista la caratura del personaggio, è il nome di Matteo Piantedosi. Nato a Napoli il 20 aprile 1963, da avvocato è entrato nell'amministrazione civile del Viminale nel 1989, iniziando una carriera all'interno della prefettura e dell'apparato della sicurezza dello Stato. Nel giugno 2018 l’allora ministro dell'Interno Matteo Salvini lo ha chiamato al Viminale come capo di Gabinetto. E lì è rimasto anche con il successivo governo Conte II, sotto Luciana Lamorgese, confermandosi figura trasversale e apprezzata per le competenze tecniche. Anche oggi, come ministro degli Interni, pur ricoprendo uno degli incarichi più delicati, continua a essere identificato soprattutto come un alto funzionario prestato alla politica.
Il curriculum è ben solido, resta da capire la volontà dell’interessato e la concretezza del rumors. Anche perché egli lascerebbe una poltrona cruciale in questo momento, dando modo a Salvini di coltivare il sogno di tornare al Viminale. Al momento dell’insediamento del governo Meloni nel 2022, ha raccontato il senatore Claudio Borghi intervenendo a «Guest Star» – il nuovo format trasmediale di Radio Libertà condotto da Alessandro Morelli e Sammy Varin – «mi risulta che il presidente Mattarella non volesse Salvini al Viminale perchè sotto processo». Nel frattempo, per il caso Open Arms è stata decisa l’assoluzione definitiva.
L'ultima parola tanto nella scelta dell’eventuale nuovo ministro dell’Interno quanto nella nomina del presidente dell’Anac spetta al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il ruolo da garante del capo dello Stato andrebbe a suggellare un iter di scelta complesso per il presidente dell’Autorità anticorruzione. Si parte con la proposta governativa, fatta di concerto dai ministri della Pa, degli Interni e della Giustizia, e che deve avere l’ok dal Consiglio dei ministri. Poi serve il parere favorevole delle commissioni competenti di Camera e Senato. Infine, per l'ufficialità serve infine un decreto ad hoc del presidente della Repubblica.
Come un solido accordo politico, soprattutto tra i paesi fondatori dell’Unione, servirebbe per provare a candidare un italiano alla poltrona della presidenza della Bce, che Christine Lagarde lascerà prima del tempo, a inizio 2027. In questo caso, un candidato forte e autorevole è il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, che proprio in Eurotower ha già dato dimostrazione di grandi capacità. La partita è complessa e vede altre figure in corsa, come quella dello spagnolo Pablo Hernandez de Cos, ma l’Italia può giocare le sue carte, in una lunga estate calda. (riproduzione riservata)ù