La guerra delle materie prime, l’Ue schiera 46 progetti. E cinque sono italiani
La guerra delle materie prime, l’Ue schiera 46 progetti. E cinque sono italiani
Bruxelles seleziona 46 progetti strategici in 16 Paesi per rafforzare estrazione, lavorazione e riciclo. Cinque iniziative sono italiane: c’è Alkeemia con la grafite per le batterie e Leonardo con il recupero di metalli per la difesa.

di Nicola Carosielli 09/10/2026 18:30

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L’Unione europea accelera sulla sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime critiche e punta a ridurre la dipendenza dalla Cina. La Commissione europea ha selezionato 46 nuovi progetti strategici in 16 Stati membri nell’ambito del Critical Raw Materials Act (Crma), il regolamento che mira a rafforzare le capacità europee di estrazione, lavorazione e riciclo di materiali essenziali per le filiere industriali. Tra le iniziative individuate figurano cinque progetti italiani, tra cui PureGraph di Alkeemia, società con sede a Porto Marghera specializzata nella purificazione della grafite destinata alle batterie.

«La sopravvivenza delle nostre industrie deve dipendere dalle nostre scelte, dalle nostre capacità e dalla nostra potenza industriale», ha dichiarato il vicepresidente della Commissione europea, Stéphane Séjourné, responsabile per l’Industria. A rendere urgente il rafforzamento delle filiere europee sono anche le restrizioni alle esportazioni introdotte dalla Cina, che in passato hanno rischiato di bloccare intere catene produttive, in particolare nei settori automobilistico ed eolico.

I 46 progetti sono stati selezionati tra le 102 candidature presentate nell’ambito del bando concluso all’inizio del 2026. Si tratta della seconda tornata di iniziative strategiche, dopo i 47 progetti nell’Ue e i 13 in Paesi terzi individuati nel 2025.

L’obiettivo è contribuire ai traguardi fissati dal Crma per il 2030: coprire con la capacità produttiva europea almeno il 10% del consumo annuo di materie prime strategiche attraverso l’estrazione, il 40% attraverso la trasformazione e il 25% attraverso il riciclo. Il regolamento prevede inoltre di diversificare gli approvvigionamenti, evitando che oltre il 65% del consumo annuo di ciascuna materia prima strategica in una fase pertinente della lavorazione provenga da un singolo Paese terzo.

I cinque progetti italiani

Oltre ad Alkeemia PureGraph, dedicato alla lavorazione in Italia di grafite ad elevata purezza per la produzione di batterie, la selezione comprende 9PV-UP, promosso da 9-Tech, per il riciclo dei pannelli fotovoltaici a fine vita e il recupero di alluminio, rame e silicio metallico.

C’è poi ReSuPLIR, di Italrecycling & Investment, che integra lavorazione e riciclo per recuperare metalli del gruppo del platino, tra cui platino, iridio e rutenio. REW-ITA Green Hub, promosso da OMCD Tek Hub, punta invece al recupero di rame, cobalto e tungsteno. Completa l’elenco CRM4Defence, progetto di Leonardo che coinvolge Italia, Polonia, Francia e Regno Unito e riguarda il riciclo di alluminio, magnesio e titanio metallico per le esigenze dell’industria della difesa.

Nel complesso, i nuovi progetti comprendono otto iniziative di estrazione mineraria, 11 dedicate alla raffinazione e 19 al riciclo, mentre le altre combinano più attività.

Le materie prime interessate includono sette progetti sul litio, 12 sul nichel, dieci sul cobalto, cinque sul manganese e quattro sulla grafite, a sostegno soprattutto della filiera europea delle batterie.

Le iniziative su magnesio e tungsteno sono invece rilevanti per la difesa e l’aerospazio, mentre i progetti sulle terre rare puntano a rafforzare la produzione di magneti permanenti.

Alkeemia e la filiera delle batterie

Per Alkeemia, il riconoscimento europeo riguarda PureGraph e il ruolo della grafite, materiale fondamentale per la produzione degli accumulatori elettrici. L’iniziativa si inserisce nella strategia di sviluppo di capacità produttive e competenze tecnologiche all’interno dell’Unione, riducendo l’esposizione a filiere concentrate al di fuori dell’Europa.

«Sviluppare capacità produttive e competenze tecnologiche in Europa significa contribuire a una catena di approvvigionamento più sicura, resiliente e sostenibile, riducendo progressivamente la dipendenza da filiere concentrate al di fuori dell’Unione», ha affermato l’amministratore delegato di Alkeemia, Lorenzo Di Donato. «Porto Marghera dispone di un patrimonio industriale e infrastrutturale che può svolgere un ruolo concreto nello sviluppo di queste nuove filiere», ha aggiunto.

L'accelerazione delle autorizzazioni europee

La Commissione europea punta anche ad accelerare la realizzazione delle iniziative selezionate. Tra i progetti strategici individuati nel 2025, 25 hanno completato la valutazione di impatto ambientale e 17 hanno ottenuto il permesso di costruzione, anche grazie agli sportelli unici istituiti negli Stati membri per velocizzare le autorizzazioni.

Un nuovo bando per la selezione di ulteriori progetti strategici è atteso verso la fine del 2026 (riproduzione riservata)