La Groenlandia blocca le trivellazioni nell’Artico di una società petrolifera texana
La Groenlandia blocca le trivellazioni nell’Artico di una società petrolifera texana
Greenland Energy non aveva tutte le autorizzazioni necessarie. La compagnia petrolifera ha diversi legami con figure vicine all’amministrazione americana: tra i suoi dirigenti c’è Carol Craig, fondatrice di una società di tecnologia per la difesa coinvolta in un programma del Pentagono

di Giulia Venini 13/08/2026 17:47

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Le autorità della Groenlandia hanno fermato le attività della compagnia petrolifera texana Greenland Energy, quotata al Nasdaq e vicina al presidente americano Donald Trump, facendo slittare i piani di trivellazione nell’Artico.

Che cosa ha risposto l’azienda 

La Groelandia ha ordinato lo stop alle operazioni dopo che a a luglio la società aveva trasferito nel Paese le attrezzature per avviare le perforazioni, senza però aver ottenuto alcune autorizzazioni necessarie.

Greenland Energy ha avvisato di star lavorando per l’ottenimento dei permessi entro l’inverno del 2027, posticipando i suoi piani per tentare di sfruttare il potenziale di idrocarburi del bacino di Jameson Land sulla costa orientale della Groenlandia. Il ceo del gruppo Roberto Price ha scritto in un comunicato che «operare nell’Artico richiede pazienza, flessibilità e una prospettiva a lungo termine. Useremo questo tempo per perfezionare i nostri piani e consolidare i rapporti con le comunità locali, i partner strategici e le autorità competenti». 

I legami con Donald Trump

L’interesse per il greggio nascosto nel bacino di Jameson Land, area ancora relativamente inesplorata, si inserisce nel rinnovato tentativo del capo della Casa Bianca di acquisire la Groenlandia.

Greenland Energy presenta diversi legami con figure vicine all’amministrazione americana: tra i suoi dirigenti c’è Carol Craig, fondatrice di una società di tecnologia per la difesa coinvolta in un programma del Pentagono.

La compagnia ha anche un accordo con Envoy Media, fondata da Dr. Phil McGraw, sostenitore del tycoon. Il presidente di Greenland Energy, Larry Swets, è inoltre descritto come vicino all’amministrazione Usa, fatto però smentito da uno dei dirigenti della società.

Non è un caso isolato 

Anche 80 Mile (-0,3%), quotata a Londra e partner di Greenland Energy nel progetto in joint venture, ha a sua volta rimandato le attività di perforazione dopo un confronto con le autorità groenlandesi. Entrambe le aziende hanno sottolineato di «prendere molto sul serio l’avvertimento e di prenderne atto integralmente», aggiungendo di voler «collaborare strettamente» con le autorità groenlandesi in futuro. (riproduzione riservata)