La Germania rivoluziona le pensioni dopo 130 anni: asset manager a gara per un mercato da 500 miliardi
La Germania rivoluziona le pensioni dopo 130 anni: asset manager a gara per un mercato da 500 miliardi
Una delle più importanti riforme del sistema pensionistico tedesco dai tempi del cancelliere Otto von Bismarck, che lo istituì alla fine dell'Ottocento, sta per consegnare ai gestori patrimoniali un nuovo gigantesco bacino di capitali da investire

di Elena Dal Maso 15/08/2026 15:05

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Una delle più importanti riforme del sistema pensionistico tedesco dai tempi del cancelliere Otto von Bismarck, che lo istituì alla fine dell'Ottocento, sta per consegnare ai gestori patrimoniali un nuovo gigantesco bacino di capitali da investire.

Dopo anni in cui i risparmiatori tedeschi hanno accettato rendimenti modesti in cambio della garanzia del capitale, la Germania si prepara ad abbandonare gradualmente titoli conservativi e polizze assicurative e ad ampliare il ventaglio degli investimenti incentivati, dagli Etf al private credit.

Nel sistema a tre pilastri della previdenza tedesca, il solo settore delle pensioni private è destinato a raddoppiare nell'arco del prossimo decennio, raggiungendo circa 500 miliardi di euro, secondo Bvi, l'associazione tedesca dell'industria dei fondi.

Si parte a gennaio 2027

Gestori come Dws, la controllata di Deutsche Bank, JP Morgan Asset Management e Vanguard stanno facendo a gara per arrivare con nuovi prodotti pronti al 1° gennaio 2027, quando il nuovo sistema entrerà in vigore. Partono già da una posizione favorevole: il crescente interesse dei risparmiatori tedeschi per gli investimenti retail ha permesso all'industria dei fondi di superare quest'anno la soglia dei 5.000 miliardi di euro di masse gestite.

I tedeschi scoprono il rischio

Sebbene l'attuale riforma sia portata avanti dal governo del cancelliere Friedrich Merz, il cambiamento politico che l'ha resa possibile era in preparazione da tempo e aveva iniziato ad accelerare già nel 2023, sotto il precedente esecutivo.

Il nuovo approccio segnala la presa d'atto, nella maggiore economia europea, che il modo di prepararsi alla vecchiaia è profondamente cambiato. I tedeschi stanno finalmente accettando una maggiore esposizione al rischio per cercare di assicurarsi una pensione più adeguata.

«La riforma delle pensioni cambierà il mondo del risparmio previdenziale in Germania, con il passaggio dai depositi bancari all'accumulazione di ricchezza sui mercati dei capitali», ha spiegato Bjoern Deyer, responsabile della previdenza presso Dws. «Il cambiamento si sta propagando in tutta l'industria dell'asset management».

Per Dws, che gestisce circa 1.100 miliardi di euro, la previdenza è diventata il principale progetto aziendale. La società ha destinato «una quantità significativa» di risorse e personale aggiuntivo al settore, ha spiegato Deyer, e ha avviato campagne informative per i clienti retail e programmi di formazione sui nuovi prodotti per i propri partner commerciali. Il motivo è semplice: milioni di tedeschi potrebbero essere sul punto di muovere i primi passi nel mondo degli investimenti, dopo aver realizzato che i meccanismi pensionistici su cui facevano affidamento genitori e nonni difficilmente funzioneranno altrettanto bene per le nuove generazioni.

Pensioni pubbliche insufficienti

In Germania i consulenti previdenziali raccomandano spesso di arrivare alla pensione con un reddito pari all'80% dell'ultimo stipendio netto, per mantenere il proprio tenore di vita. Per molti lavoratori, però, il livello atteso è decisamente inferiore.

Il cosiddetto tasso di sostituzione netto, cioè la quota dello stipendio precedente alla pensione che può essere mantenuta, per un lavoratore medio che entra nel mercato del lavoro in questo decennio sarà pari al 53%, secondo l'Ocse. Considerando anche i sistemi pensionistici privati volontari, il tasso sale a circa 68%, sempre secondo i calcoli dell'Ocse.

«Ci sono migliaia di miliardi di euro fermi sui conti bancari dei risparmiatori e questo denaro deve diventare più produttivo per rafforzare la resilienza finanziaria dei cittadini e l'economia europea», ha detto Ann Prendergast, responsabile per Europa, Medio Oriente e Africa di State Street Investment Management.

Oltre 30 miliardi verso i mercati

Le riforme previdenziali in corso sono diverse. Il sistema pensionistico pubblico, che già assorbe circa un quarto del bilancio federale, dovrebbe indirizzare oltre 30 miliardi di euro verso i mercati finanziari. Il governo vuole inoltre aumentare la partecipazione alla previdenza complementare aziendale, che beneficia dei contributi dei datori di lavoro.

Ma per ora l'attenzione dell'industria finanziaria è concentrata soprattutto sulla riforma che consentirà ai risparmiatori di versare denaro in conti di investimento agevolati fiscalmente. Il nuovo sistema sostituirà il modello Riester, introdotto all'inizio degli anni Duemila, che prevedeva la garanzia del capitale ma offriva rendimenti contenuti.

Un modello più vicino agli Usa

Il nuovo sistema avvicina la Germania al modello americano, dove i cittadini investono in azioni e fondi attraverso conti pensionistici individuali fiscalmente agevolati.

La riforma tedesca dovrebbe favorire soprattutto gli Etf a basso costo, perché il cosiddetto conto standard avrà un tetto alle commissioni dell'1%. Gli investitori potranno comunque pagare di più per accedere ad altri prodotti, come gli Eltif, i fondi europei di investimento a lungo termine che consentono anche al pubblico retail di investire in private equity, private credit e infrastrutture.

Secondo S&P Global Ratings, a seconda del grado di adesione, la riforma potrebbe generare 26-56 miliardi di euro di nuovi flussi annui verso la previdenza privata tedesca, dopo un periodo di avvio che potrebbe durare fino a due anni. Per l'industria del risparmio gestito si tratta di una potenziale fonte di raccolta per tutto il prossimo decennio, a condizione di riuscire a conquistare i clienti già nella fase iniziale.

«Una volta entrati, si può essere riluttanti a cambiare», ha detto Benjamin Heinrich, analista di S&P. «Credo che la fedeltà dei clienti tedeschi sia sottovalutata. Alcune banche considerano questa un'opportunità che capita una volta nella vita. Una parte consistente delle quote di mercato verrà distribuita il prossimo anno».

Asset manager già in gara

Le reti commerciali dei gestori stanno già cercando di fare inserire i propri fondi nei nuovi conti previdenziali. Le strategie puntano sugli Etf a basso costo e sulla capacità dei fondi dei mercati privati di offrire rendimenti interessanti nel lungo periodo.

«Il tempo stringe per chi vuole avere i propri prodotti pronti a gennaio», ha detto Fabian Behnke, responsabile degli strategic accounts di Vanguard in Germania. Il gruppo ha già stretto alcune partnership ed è in trattativa con altri assicuratori, broker e banche.

Anche Blackrock sta lavorando con banche e broker per offrire sulle loro piattaforme Etf, fondi attivi e investimenti nei mercati privati.

Nonostante le recenti critiche al private credit, l'industria è riuscita a convincere il governo a includere gli Eltif nei nuovi conti. La loro natura di investimento a lungo termine li rende adatti alla previdenza, secondo Thomas Richter, amministratore delegato di Bvi.

La sfida per gli assicuratori

L'arrivo dei nuovi flussi dovrebbe favorire l'intera industria finanziaria, ma allo stesso tempo aumenterà la concorrenza per gli assicuratori, che per decenni hanno dominato il mercato delle rendite vitalizie grazie alla garanzia del capitale.  I risparmiatori potranno comunque continuare a versare denaro in prodotti analoghi a quelli garantiti, accanto ai nuovi conti di investimento.

Attualmente nei fondi Riester ci sono circa 225 miliardi di euro e oltre un quarto di questa somma potrebbe essere trasferito, secondo una stima pubblicata a maggio dalle società di consulenza Sirius Campus e Aeiforia.

Anche Allianz, il maggiore assicuratore tedesco, si prepara alla competizione e offrirà una gamma di prodotti sia con sia senza garanzia.  Sul fronte dei nuovi operatori, il neo-broker Trade Republic ha recentemente iniziato a offrire accesso a fondi di private credit con investimenti a partire da appena un euro.

Una rivoluzione per il risparmio tedesco

Anche State Street si è mossa: all'inizio dell'anno ha stretto una partnership con un broker digitale controllato da Commerzbank per offrire un Etf azionario a basso costo. Il gestore sta inoltre trattando con altre piattaforme tedesche per ampliare ulteriormente la distribuzione nel Paese.

La necessità di una riforma è evidente da tempo in tutta Europa. L'aumento dell'aspettativa di vita e il calo della natalità stanno mettendo sotto pressione la sostenibilità dei sistemi pensionistici. In Germania, entro un decennio, ci saranno solo due persone in età lavorativa per ogni pensionato, mentre i tassi di interesse rimangono bassi rispetto agli standard storici.

«I tedeschi conoscono questo sistema da oltre 130 anni, dai tempi di Bismarck: l'idea che fosse lo Stato a gestire le pensioni faceva parte del loro Dna», ha concluso Richter di Bvi. (riproduzione riservata)